Tar e Bologna Città 30, sentenza boccia il limite di velocità

Il Tribunale amministrativo regionale della Emilia-Romagna boccia la iniziativa denominata Bologna Città 30 accogliendo il ricorso presentato da alcuni tassisti locali.

I giudici annullano il piano particolareggiato del traffico urbano (Pptu)e le ordinanze comunali le quali avevano esteso il limite di velocità ridotto.

La segnaletica della citta 30 in alcune strade cittadine 700x394
Bologna Città 30

La sentenza evidenzia la assenza di motivazioni specifiche per la introduzione della restrizione sopra una porzione troppo vasta del territorio metropolitano.

La misura coinvolgeva la quota del 70% delle arterie cittadine ribaltando la gerarchia stabilita dalle norme del Codice della strada nazionale.

Il provvedimento della giunta felsinea subisce una battuta di arresto per via di una applicazione definita troppo generale dai magistrati amministrativi.

Illegittimità delle ordinanze e Codice della strada

Il verdetto della giustizia amministrativa sancisce la illegittimità della azione del Comune a causa di una imposizione diffusa del limite dei 30 km/h. Le disposizioni risultano prive di una indagine dettagliata riguardante le caratteristiche peculiari di ogni singolo tratto stradale oggetto di variazione cromatica.

La citta 30 e stata istituita a inizio 2024 a Bologna Foto Ansa 700x394
Bologna Città 30 è stata istituita a inizio 2024 (Foto Ansa)

La magistratura ravvisa una forzatura nel tentativo di imporre la velocità ridotta come regola ordinaria al posto dei canonici 50 km/h.

Il Tar ha accolto i ricorsi annullando le ordinanze, rimarcando l’illegittimità dell’azione del Comune che ha operato fuori dalle proprie competenze per scopi propagandistici”, dichiara Galeazzo Bignami, Capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia.

L’opposizione accoglie con favore la fine di una impostazione definita ideologica la quale condizionava la mobilità dei residenti e delle attività produttive.

La decisione dei giudici pone fine a un lungo rimpallo durato mesi tra la amministrazione locale e i rappresentanti del governo centrale.

Bologna Città 30 e la decisione del Tar, reazione politica e futuro del provvedimento

Il sindaco Matteo Lepore annuncia la intenzione di proseguire il cammino verso la protezione della utenza debole nonostante lo stop giudiziario subito.

La Casa comunale intende rispondere alle criticità attraverso nuovi atti capaci di motivare la riduzione della andatura in ogni specifico ambito urbano. “La sentenza del Tar pone questioni burocratiche sugli atti alle quali siamo pronti a rispondere, ma conferma la funzione pianificatoria del Comune”, afferma Matteo Lepore, Sindaco di Bologna.

Il primo cittadino rivendica il calo degli incidenti pari al 13% e la diminuzione della mortalità del 50% durante la fase operativa iniziale. I sostenitori della Città 30 sottolineano la importanza di proteggere le vittime della strada riducendo i rischi derivanti dalla velocità eccessiva nei quartieri.

Tale strategia di lungo periodo mira a trasformare il tessuto urbano in un luogo sicuro per i pedoni e per i ciclisti urbani.

Bologna Città 30 Un segnale a terra che indica il limite dei 30 km orari in una zona di Bologna (foto di repertorio)

Bologna Città 30 e la decisione del Tar, scontro istituzionale e profili di legittimità

Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti esprime soddisfazione per la decisione dei giudici la quale tutela il diritto alla circolazione libera. “Il nuovo codice della strada dimostra la nostra attenzione alla sicurezza stradale, che però va fatta con buonsenso e non con provvedimenti ideologici”, commenta Matteo Salvini, Ministro delle Infrastrutture.

La Lega propone un esposto alla Corte dei Conti per verificare la esistenza di un possibile danno erariale legato alle spese sostenute. La spesa per la segnaletica e la comunicazione risulta oggetto di aspre critiche da parte dei rappresentanti della coalizione di centrodestra bolognese.

Il Pptu, ovvero il Piano Particolareggiato del Traffico Urbano, dovrà essere ridisegnato secondo i canoni della normativa vigente per evitare ulteriori annullamenti da parte degli organi di controllo amministrativo.

La battaglia legale su Bologna Città 30 promette nuovi capitoli mentre la città attende di conoscere le prossime mosse della giunta per la gestione del traffico.

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La Giunta guidata da Matteo Lepore ha approvato il Piano Particolareggiato del Traffico Urbano (PPTU) “Bologna Città 30”

Le 5 cose da sapere su Bologna Città 30 e la decisione del Tar

  1. Il Tar dell’Emilia-Romagna ha annullato il piano Bologna Città 30 e le relative ordinanze sui limiti di velocità.
  2. I giudici hanno contestato la natura troppo generale del provvedimento che copriva circa il 70% della rete stradale urbana.
  3. Il Comune di Bologna deve ora motivare strada per strada ogni eventuale deroga al limite ordinario dei 50 km/h.
  4. Il sindaco Matteo Lepore ha dichiarato che la iniziativa andrà avanti correggendo i vizi burocratici segnalati nella sentenza.
  5. Il centrodestra ha criticato il piano definendolo una operazione di propaganda e ha ipotizzato ricorsi per danno erariale.

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Ultima modifica: 21 Gennaio 2026