Stop al bando auto 2035, rivoluzione termica in Europa

Dietrofront, non saranno solo auto (nuove) elettriche dopo il 2035? La svolta europea sui motori tradizionali sembra essere prossima.

I palazzi comunitari di Bruxelles registrano una mossa politica a sorpresa che riscrive il futuro industriale dei trasporti, aprendo spiragli concreti ai costruttori di auto tradizionali.

Maserati motore V6 Nettuno 700x467
Maserati, il motore V6 Nettuno

Il compromesso politico sulle emissioni auto

Le trattative segrete tra i principali gruppi parlamentari delineano un accordo storico per rivedere i rigidi parametri sulle emissioni fissati in origine per la scadenza del 2035.

Acciaio ecologico e sanzioni evitate

La nuova soglia di riduzione scende all’87,5%, consentendo la vendita continua di nuovi modelli dotati di motore termico o ibrido anche dopo quel fatidico traguardo temporale.

Alfa Romeo V6 Quadrifoglio
Alfa Romeo Stelvio e Giulia Quadrifoglio, il motore V6. 

Un ulteriore margine del 7,5% viene compensato mediante l’impiego industriale di acciaio ecologico nei processi produttivi delle grandi case automobilistiche del continente.

Questa flessibilità normativa punta a ridurre il rischio di pesanti sanzioni finanziarie per i marchi, salvaguardando nel contempo la libertà di scelta degli automobilisti.

Le reazioni e il futuro delle regole

Le aspre critiche non mancano nel dibattito pubblico, focalizzandosi sui rischi di un ritardo tecnologico rispetto alla forte concorrenza asiatica nella corsa all’energia pulita.

L’esito finale ridisegnerà le strategie industriali dell’intero comparto manifatturiero, tracciando la rotta futura per la sopravvivenza dei motori tradizionali nel mercato.

Audi motore 5 cilindri

Le 5 cose da sapere sul bando auto

  1. L’Unione Europea rivede i target al 2035 fissando la riduzione all’87,5%
  2. I motori termici e ibridi potranno restare sul mercato dopo la scadenza
  3. Un ulteriore 7,5% di flessibilità arriva dall’impiego di acciaio ecologico
  4. Il compromesso politico riduce il rischio di stangate sui grandi costruttori
  5. Il percorso legislativo richiederà ancora mesi di confronto e votazioni
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Ultima modifica: 20 Ottobre 2026