Maserati GranTurismo e Maserati GranCabrio, test su strada

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Il numero “7” come simbolo della rinascita, in attesa di un futuro ancora tutto da scrivere. Maserati c’è e lo dimostra con tutte le sue forze. E lo fa rilanciando una visione futuristica dell’auto, legata ad una tradizione che affonda le sue radici nell’italianità.

Un’italianità di ben 70 anni di vita, contraddistinta da un numero “7” che, a sua volta, richiama ad un’iconicità celata: la prima vettura GranTurismo, la Maserati A6 1500 anche conosciuta come “Maserita”, uscì dalle fabbriche nel 1947. Altro restyling nel 2007 e oggi, data 2017, questa nuova versione. Il “7” che ritorna, quasi a simboleggiare la perfezione.

A dieci anni dal lancio ufficiale, la GranTurismo e la sua sorella convertibile GranCabrio non hanno nessuna intenzione di andare in pensione. In attesa del futuro successore, attualmente in fase di sviluppo, tornano in corsa due vetture iconiche di Maserati, chiamate ad occupare il cuore degli appassionati ed una fetta di mercato altrimenti scoperta.

Una griglia più nitida, uno scudo rivisto che include prese d’aria maggiorate, le luci interne riorganizzate. Ma anche il paraurti posteriore ridisegnato, per una coupé che si evolve senza intoppi. Le due versioni pensate per il 2018, la Sport e la MC, hanno tratti distintivi ben precisi.

Il cambiamento più evidente è a bordo della Maserati GranTurismo: la console gode di un ampio touch screen da 8,4 pollici e i comandi sono ridisegnati intorno alla leva del cambio. La qualità percepita sale nettamente di livello, ma a trarne i maggiori benefici è un innato senso di modernità. Apple e Android Auto Play integrato e un sistema audio griffato Harman Kardon: il tutto inserito in un interno classico, in linea con la tradizione Maserati. Dove pelle e Alcantara combattono allineati nella plancia e nei sedili, secondo il gusto del suo orgoglioso proprietario.

Tecnicamente, però, non cambia molto. Ed è quasi un piacere incrociare le sensazioni del 4.7 litri V8 prodotto da Ferrari. Un motore che affascina sempre con il suo suono magico, se non addirittura bestiale quando si attiva la modalità Sport. E’ spesso sorprendente rallentare la vettura, anche quando non se ne sente la necessità, solo per poter udire le urla del V8 e percepire la spinta del motore. D’altronde numeri e prestazioni sono di primissimo piano: con 460 CV e 520 Nm di coppia, si raggiungono i 100 km/h in soli 4,8 secondi.

La novità di maggiore rilievo risiede nell’ampio spettro di possibilità di personalizzazione. Disponibili ben 16 colori per gli esterni (tra cui la nuova tonalità Blu Assoluto) e quattordici cerchi, in lega leggera. La GranTurismo MC, d’ispirazione palesemente corsaiola, sfoggia un cofano motore realizzato in fibra di carbonio in tinta vettura di serie.

Il cofano è dotato di sfiati funzionali che creano deportanza, delle iconiche prese d’aria verticali nel parafango anteriore, profonde minigonne laterali, pinze freno in titanio (con finitura nera per la versione Sport). E i cerchi forgiati da 20” Trofeo Silver, più solidi e più leggeri del 10%. Il pronunciato spoiler posteriore sottolinea e accresce la dinamicità.

Il prezzo

La vendita di questo genere di vettura, però, è riservata a clienti facoltosi. Vogliosi e capaci di poter investire 151.850 euro per la GranTurismo Sport. I prezzi salgono per la GranTurismo MC (177.200) e la GranCabrio Sport (170.400 euro). Fino a toccare i 183.400 euro necessari per la GranCabrio MC.

Luca Talotta

Ultima modifica: 13 Luglio 2017

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