Furti auto ibride, +43% di colpi mirati ai componenti

I furti di auto ibride e la sottrazione di componentistica elettronica specializzata fanno registrare mutamenti radicali nelle strategie adottate dalla criminalità tecnologica sul suolo italiano.

I rilievi statistici pubblicati dall’Osservatorio Verti Movers quantificano un incremento pari al 43% per i reati legati alla cannibalizzazione dei veicoli elettrificati nel Paese.

La diffusione dei mezzi ecologici determina una flessione del 35% nelle sottrazioni delle vetture intere a vantaggio dei furti mirati ai singoli elementi costruttivi.

Furti auto ibride

L’inviolabilità delle elettriche e il primato delle ibride

Le automobili alimentate a batteria palesano una totale immunità rispetto alla perdita del mezzo completo grazie ai localizzatori satellitari e alla tracciabilità dei software interni.

Il 100% dei danneggiamenti subiti dai modelli elettrici puri si focalizza sulle dotazioni interne, includendo accumulatori, centraline digitali, gruppi ottici anteriori e schermi di bordo.

Le varianti provviste di doppia motorizzazione termica ed elettrica subiscono la pressione maggiore evidenziando circa 8 denunce ogni 1.000 vetture coperte da polizza assicurativa.

Il dato supera le frequenze riscontrate sulle alimentazioni tradizionali alimentate a benzina oppure gasolio, ferme a una quota inferiore a 6,5 casi registrati ogni 1.000 contratti.

Furti, le differenze geografiche e i mercati dei ricambi

L’analisi territoriale individua nel Lazio la regione italiana caratterizzata dai pericoli maggiori, stante un tasso di criminalità pari a 16 episodi ogni 1.000 polizze.

La vulnerabilità delle soluzioni elettrificate nei comuni laziali surclassa del 47% le risultanze accumulate dalle automobili dotate di propulsori endotermici tradizionali privi di moduli elettrici.

Il Veneto palesa lo scostamento più marcato poichè la probabilità di subire un danno parziale o totale sulle motorizzazioni verdi sale del 140% rispetto ai motori classici.

I territori di Toscana ed Emilia-Romagna mostrano dinamiche opposte, premiando la sicurezza delle vetture nuove a scapito delle auto vecchie sprovviste di moderni sistemi di protezione.

Nuove polizze per componenti elettronici

La nuova mobilità e i nuovi modelli di elettrici e ibridi apportano sicuramente alcuni benefici, dal ridotto impatto ambientale, alla sicurezza stradale grazie a tecnologie e sistemi ADAS ormai sempre più efficaci tuttavia, pur avendo le nuove auto eccellenti dispositivi antifurto e antirapina, bisogna tener conto che l’evoluzione tecnologica è anche alla portata dei professionisti del furto di auto che sanno adattarsi in fretta ai sistemi progettati dai costruttori” dichiara Marco Buccigrossi, Digital Business Director di Verti Assicurazioni.

“La strada è chiara e per il futuro sarà sempre più importante considerare le coperture predisposte proprio per questi nuovi modelli che, oltre a proteggere il valore del veicolo, includono garanzie mirate e assistenza 24 ore su 24 per i componenti più vulnerabili e tecnologici.” Marco Buccigrossi, Digital Business Director di Verti Assicurazioni

Marco Buccigrossi

Le 5 cose da sapere sui furti di auto ibride

  1. I furti di auto ibride superano la frequenza delle auto termiche toccando circa 8 casi ogni 1.000 veicoli assicurati sul territorio nazionale.
  2. Le vetture elettriche pure azzerano le perdite totali del mezzo risultando invulnerabili alle sparizioni complete grazie ai sistemi di geolocalizzazione avanzati.
  3. La sottrazione di ricambi specifici come batterie, fari a led e display cresce del 43% secondo le rilevazioni fornite dall’assicurazione digitale.
  4. Il Lazio detiene il primato dei reati parziali ai danni dei modelli green superando del 47% i valori delle motorizzazioni standard.
  5. Il rischio di subire furti in Veneto aumenta del 140% se l’automobilista possiede un veicolo con propulsione ecologica di ultima generazione.

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Ultima modifica: 3 Luglio 2026