La storia di Autobianchi rimane custodita nel Marchio di proprietà di Stellantis che conserva il nome pur in assenza di modelli assemblati nelle catene di montaggio.
La nascita della società lombarda risale al 1955 grazie a una intesa industriale siglata tra i vertici della Fiat, della Pirelli e del costruttore Giuseppe Bianchi.
Gli stabilimenti di Desio sfornarono vetture caratterizzate da finiture ricercate destinate a una utenza cittadina desiderosa di distinguersi nel traffico stradale della penisola durante il miracolo economico.

Le pietre miliari e le innovazioni tecniche
Il debutto sul mercato avvenne tramite la Bianchina, una derivata della Fiat 500 arricchita da dettagli cromati e configurazioni di carrozzeria che inclusero versioni cabriolet.
I tecnici aziendali introdussero la Primula nel 1964, una berlina fondamentale dotata di trazione anteriore e motore trasversale concepita per sperimentare soluzioni meccaniche destinate alle utilitarie successive.
La consacrazione commerciale giunse con la A112 nel 1969, una compatta sportiva prodotta per 17 anni che offrì varianti firmate Abarth capaci di erogare 70 cavalli.

L’ultimo capitolo operativo coincise con la Y10 del 1985, una vettura aerodinamica provvista del portellone posteriore nero fisso che ridefinì i parametri delle citycar chic europee.
Fiat Pandina Tributo Autobianchi, l‘ipotesi della configurazione celebrativa
Gli esperti di automotive ipotizzano il rilascio di una serie limitata denominata Fiat Pandina Tributo Autobianchi per omaggiare la tradizione del costruttore milanese nel panorama dei motori.
L’ipotetica serie speciale adotterebbe tinte pastello bicolore riprendendo i vecchi accostamenti cromatici delle scoperte nate negli anni 60 per esaltare le linee squadrate della carrozzeria.
I sedili della utilitaria riceverebbero rivestimenti in panno dedicati abbinati a loghi numerati per enfatizzare il legame storico con la produzione della fabbrica di Desio.
Il prezzo stimato si posizionerebbe nella fascia dei 19.000 euro includendo dispositivi ADAS evoluti adatti a garantire la massima protezione dei passeggeri durante i trasferimenti quotidiani.

Le 5 cose da sapere su Autobianchi
- La storia di Autobianchi iniziò nel 1955 a Desio tramite una collaborazione paritetica tra le tre aziende fondatrici dell’iniziativa industriale.
- La Primula introdusse lo schema a trazione anteriore con propulsore trasversale poi applicato sulla totalità dei modelli compatti del gruppo torinese.
- Il listino della potenziale Fiat Pandina Tributo Autobianchi integrerebbe loghi storici, colorazioni esclusive e rivestimenti interni curati dedicati ai collezionisti.
- Le iconiche varianti A112 Abarth ottennero grandi successi nelle competizioni su strada grazie a una potenza massima attestata a 70 cavalli.
- La produzione di autoveicoli cessò ufficialmente nella prima metà degli anni 90 lasciando i diritti di utilizzo del nome nei portafogli Stellantis.
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Ultima modifica: 4 Luglio 2026




