Crisi metano auto, prezzi a 2,50 euro e filiera a rischio

Il settore del metano per autotrazione attraversa una fase di profonda sofferenza economica, dovuta all’impennata dei costi della materia prima registrata nelle ultime settimane di mercato.

La crescita delle quotazioni internazionali mette in seria difficoltà le aziende distributrici e gli automobilisti che avevano scelto questa soluzione per contenere i costi di gestione.

Bollo auto 2023 per le auto a metano

I numeri mostrano un quadro complesso: dalle prime giornate di ottobre le quotazioni del gas naturale sono salite da 75 a 105 euro per megawattora sulle piazze di scambio.

La diretta conseguenza si riflette sui listini praticati al pubblico, dove in diversi distributori della rete stradale il prezzo del metano ha toccato quota 2,50 euro al chilo.

Metano, in Sardegna aperta la prima stazione GNL e GNC

Appello urgente delle associazioni al Governo

La perdita di convenienza economica rischia di compromettere la tenuta della rete distributiva nazionale proprio alle porte della stagione invernale, quando la domanda tende ad aumentare.

Le sigle di categoria denunciano il pericolo di chiusura per centinaia di impianti di rifornimento distribuiti sull’intero territorio della Penisola nei prossimi mesi di attività.

In una nota congiunta, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano dichiarano: “Siamo di fronte a un’emergenza che non ammette rinvii. Senza interventi immediati rischiamo di assistere alla progressiva chiusura degli impianti e alla perdita di un patrimonio infrastrutturale strategico, proprio mentre il Paese investe nello sviluppo del biometano e nella decarbonizzazione dei trasporti“.

Metano self service - Piccini Fuels attiva il primo distributore in provincia di Arezzo

Le richieste per salvare la filiera sostenibile

Le due associazioni sollecitano l’intervento coordinato del Ministero dell’Economia, di quello delle Imprese e dell’Ambiente per arginare le perdite degli operatori del settore.

Occorrono strumenti specifici per ridurre la pressione fiscale e calmierare i prezzi di vendita finale, evitando di penalizzare chi ha investito nella mobilità a ridotto impatto.

Proseguendo nella disamina della situazione, Assopetroli-Assoenergia e Federmetano sottolineano: “Alla luce di questo scenario, chiediamo risposte concrete a una crisi straordinaria. Sarebbe un grave controsenso promuovere la transizione energetica e lasciare che una filiera già pronta a contribuire alla riduzione delle emissioni venga travolta dai rincari. Il Governo intervenga ora: non possiamo permetterci di perdere un settore strategico per la mobilità sostenibile del Paese“.

La rete distributiva del biometano rappresenta un pilastro fondamentale per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dalle normative europee nei prossimi anni.

Il ridimensionamento della filiera comporterebbe gravi ripercussioni occupazionali, vanificando gli investimenti sostenuti dalle imprese italiane nel corso dell’ultimo decennio.

Solo la tempestiva convocazione di un tavolo istituzionale potrà evitare il ridimensionamento definitivo di un comparto storicamente centrale per l’economia automobilistica nazionale.

5 cose da sapere sulla crisi del metano auto

  1. Quotazioni del gas salite da 75 a 105 euro al megawattora da inizio ottobre.
  2. Prezzi del metano alla pompa arrivati fino a 2,50 euro al chilo negli impianti.
  3. Assopetroli e Federmetano chiedono un tavolo di crisi urgente al Governo.
  4. Rischio chiusura per la rete distributiva con l’arrivo della stagione invernale.
  5. Sotto accusa la perdita di convenienza per la filiera del biometano italiano.

Leggi ora: le news motori

Ultima modifica: 2 Novembre 2026