Blocco auto, l’esperto boccia la stretta: non è l’arma antismog

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Dottore Nicola Pirrone, il blocco delle auto riduce l’inquinamento?

«È una strategia che mitiga l’effetto smog – risponde il dirigente di ricerca dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr –. Sappiamo che dopo i 35 sforamenti annuali di Pm10 si procede con un’infrazione come stabilisce la Ue. Ma per la salute dei cittadini, sulla prevenzione di gravi conseguenze sanitarie, fa poco e nulla».

Stop al traffico, ma è una babele di divieti

Nicola Pirrone dirigente di ricerca CNR
Nicola Pirrone, dirigente di ricerca CNR

Appena questi blocchi cessano, lo smog aumenta. È come seguire per un mese un corso d’inglese accrescendo le conoscenze, poi non parlarlo più.

«Le amministrazioni applicano il blocco per evitare sforamenti. Un blocco più corposo servirebbe, ma sarebbe improponibile».

Chi è critico sostiene che i blocchi siano solo un segnale forte del sindaco all’opinione pubblica, ma in pratica non servano a nulla e danneggiano i cittadini.

«Il sindaco, tra l’incudine e il martello, dice: ‘abbiamo un problema smog, siamo sopra i limiti. Io domani limito il traffico e vediamo come va’. Ma a volte, con determinate condizioni climatiche, non basta neanche il blocco per far diminuire lo smog. È una misura dimostrativa, ma ha poco a che fare con la riduzione dell’esposizione delle persone, soprattutto bimbi e anziani, all’inquinamento. Crea disagi, ma i cittadini non devono arrabbiarsi perché il problema c’è. Basta organizzarsi, prenderla con filosofia, non è la fine del mondo».

Blocco auto, “puniti” i più poveri?

Solo Greta ci salverà?

«Almeno ha il merito di aver sollevato l’attenzione su un problema decennale, ora diventato particolarmente grave».

Le polveri sottili nel 2019 sono in crescita?

«La situazione è a macchia di leopardo: in alcune città crescono, in altre calano. I fattori deleteri, però, persistono: traffico e riscaldamenti domestici inquinanti».

Cosa succede a Roma, Milano, Bologna e Firenze

Gli italiani sono ambientalisti a parole, poi in pratica fanno poco per non inquinare.

«Serve una presa di coscienza forte a partire dalle azioni personali».

Anche lei predica bene, ma razzola male?

«Io sono ecologista credente e praticante da sempre. Negli ultimi 5 anni ho ridotto del 50% i viaggi aerei. Molti meeting ora li seguo in videoconferenza».

Rendere gratuiti i mezzi pubblici in molti Paesi funziona. Da noi sarebbe praticabile?

«Considerando l’alta tassazione sugli stipendi degli italiani e prevedendo una buona gestione finanziaria delle città, sarebbe possibile. A patto che i mezzi pubblici siano efficienti: puntuali, puliti e frequenti».

Alessandro Belardetti

Blocco auto, l’esperto boccia la stretta: non è l’arma antismog

Ultima modifica: 1 Ottobre 2019