Auto usate, il 55% degli italiani punta su elettrico e ibrido

Il futuro delle auto usate in Italia potrebbe essere sempre più elettrico, almeno secondo le aspettative degli automobilisti. Il 55% degli italiani ritiene che entro il 2050 saranno le vetture elettriche e ibride a dominare il mercato dell’usato. Una prospettiva che racconta come stia cambiando la percezione della mobilità, anche se tra aspettative e realtà esiste ancora una distanza considerevole.

A fotografare questa evoluzione è un’indagine di CARFAX, società specializzata nella ricostruzione della storia dei veicoli, condotta su un campione di 1.000 italiani. Il 31% degli intervistati immagina un mercato dell’usato dominato dalle auto elettriche, mentre il 24% indica le ibride. Più contenute le preferenze per benzina (16%) e diesel (11%).

Un risultato interessante, soprattutto considerando che il 79% delle vetture attualmente controllate attraverso CARFAX utilizza ancora motorizzazioni tradizionali. Il cambiamento, dunque, potrebbe richiedere tempi decisamente più lunghi rispetto alle aspettative.

Marco Arban, Direttore Business Development Europa di CARFAX

Auto usate, i giovani credono nell’elettrico, ma il diesel resiste

L’orientamento verso l’elettrificazione cambia sensibilmente in base all’età. Tra gli italiani dai 18 ai 34 anni, il 44% considera l’elettrico l’alimentazione destinata a prevalere, mentre tra gli over 55 la percentuale scende al 26%.

Anche il territorio influenza le risposte: nelle grandi città il 35% punta sulle vetture a batteria, contro il 27% dei piccoli comuni.

Sorprende, però, un altro risultato. Tra i giovanissimi dai 18 ai 24 anni, il 17% indica ancora il diesel come alimentazione del futuro, la percentuale più elevata tra tutte le fasce d’età.

Un segnale che merita attenzione: nonostante la crescente pressione verso l’elettrificazione, le motorizzazioni tradizionali continuano a rappresentare una soluzione credibile per una parte degli automobilisti. Del resto, la transizione non può prescindere dalle esigenze economiche e pratiche di chi utilizza quotidianamente l’automobile.

Auto elettriche usate

Auto usate, batterie e autonomia, cosa chiedono gli automobilisti

Il prezzo non è l’unico elemento che può condizionare l’acquisto di un’auto elettrica usata. Gli italiani chiedono soprattutto miglioramenti tecnologici capaci di garantire maggiore tranquillità nel tempo.

Il 51% vorrebbe un’autonomia superiore, mentre il 36% indica la necessità di ridurre i tempi di ricarica. Per il 23%, invece, la priorità è aumentare la durata delle batterie.

Seguono la sicurezza degli accumulatori (16%), prezzi d’acquisto inferiori (15%) e costi più contenuti per riparazioni e sostituzioni (13%).

Anche sulle ibride emergono richieste precise: il 38% vorrebbe percorrere più chilometri in modalità elettrica, il 31% chiede batterie più longeve e il 23% consumi inferiori quando la batteria è scarica.

Sono indicazioni importanti per i costruttori. Il successo dell’elettrificazione nel mercato dell’usato dipenderà anche dalla capacità di garantire affidabilità e costi di gestione sostenibili, non soltanto dall’introduzione di nuovi modelli.

Auto usate e diritti dei consumatori, il 49% presenta rischi

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L’indagine evidenzia anche le difficoltà incontrate dagli automobilisti durante la ricerca di una vettura di seconda mano.

Per il 36% degli intervistati, il problema principale è capire se il prezzo richiesto sia realmente conveniente. Il 32% lamenta informazioni incomplete o poco affidabili negli annunci, mentre un altro 32% ritiene di non possedere competenze tecniche sufficienti.

Complessivamente, il 40% degli italiani si considera poco o per niente preparato ad acquistare autonomamente un’auto usata. Una percentuale che raggiunge il 54% tra le donne, contro il 25% degli uomini.

Per ridurre i rischi, il 62% chiederebbe consiglio a una persona esperta, mentre il 42% considera importante verificare la storia del veicolo. Interessante anche il ruolo delle nuove tecnologie: un italiano su cinque utilizzerebbe strumenti di intelligenza artificiale come supporto alla scelta.

Auto usate, truffe e danni nascosti, i numeri che preoccupano

La fiducia rimane uno degli elementi più delicati nella compravendita delle auto usate. Quasi un italiano su tre dichiara di aver incontrato, personalmente oppure attraverso familiari e conoscenti, una truffa o un tentativo di frode.

Il fenomeno appare particolarmente diffuso tra i 25 e i 34 anni, fascia nella quale l’esperienza diretta o indiretta riguarda una persona su due.

Ma il dato più significativo emerge dalle verifiche sui veicoli: il 51% delle auto controllate dagli utenti CARFAX presenta almeno un fattore di rischio nella propria storia, mentre il 43% mostra almeno un danno registrato.

È necessario, tuttavia, distinguere tra un elemento di rischio e un problema effettivo. La presenza di un danno nella storia di un’automobile non significa automaticamente che il veicolo sia insicuro o che non possa rappresentare un buon acquisto. Contano la natura dell’intervento, la qualità delle riparazioni e la trasparenza delle informazioni disponibili.

Le vetture analizzate hanno mediamente 8 anni e 116.000 chilometri. Il 45% ha avuto tra tre e cinque proprietari, mentre il 13% presenta una storia di importazione.

Auto usate, il mercato resta fondamentale per gli italiani

Nonostante le incertezze, l’automobile di seconda mano continua a rappresentare un’opportunità economica importante.

Il 59% degli intervistati considera il prezzo inferiore il principale vantaggio dell’usato, mentre il 32% apprezza la possibilità di acquistare un modello di categoria superiore con un budget più contenuto.

C’è anche una dimensione ambientale spesso sottovalutata: il 67% degli italiani afferma che prolungare la vita di un’automobile già esistente potrebbe incoraggiarlo a scegliere l’usato.

Un aspetto che dovrebbe trovare maggiore spazio nel dibattito sulla sostenibilità. La riduzione delle emissioni resta un obiettivo fondamentale, ma valorizzare il patrimonio automobilistico esistente può contribuire a una gestione più razionale delle risorse.

Il mercato dell’usato, dunque, non deve essere considerato un ostacolo alla transizione energetica. Al contrario, può rappresentare uno strumento per rendere la mobilità più accessibile, accompagnando gradualmente il ricambio del parco circolante.

Come sottolinea Marco Arban, Direttore del Business Development Europa di CARFAX: «Il mercato dell’usato offre un vantaggio economico evidente e continuerà ad avere un ruolo centrale nella mobilità degli italiani».

La sfida sarà garantire maggiore trasparenza, informazioni verificabili e strumenti di valutazione affidabili. Perché il futuro dell’automobile non dipenderà soltanto dall’alimentazione, ma anche dalla possibilità concreta degli italiani di continuare a muoversi.

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Ultima modifica: 15 Ottobre 2026