Allarme Assogomma, prezzi materie prime +50%, è caos totale

Non è solo una questione di costi, ma di una paralisi operativa che rischia di soffocare la filiera. Dal palco di #FORUMAUTOMOTIVE, Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma, ha tracciato un quadro a tinte fosche sull’impatto dell’instabilità geopolitica nel Golfo, portando all’attenzione dati che definire preoccupanti sarebbe un eufemismo.

Cambio gomme stagionale dal 15 aprile, sicurezza e normativa con Assogomma

L’indagine condotta dal Centro Studi di AssogommaUn quarto delle aziende associate hanno risposto all’indagine ed i numeri raccolti sono realmente allarmanti. L’incertezza è il peggior nemico che le imprese devono fronteggiare in questo momento.

Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma
Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma

I numeri del rincaro: l’onda d’urto di aprile

Il report evidenzia come la pressione sui listini sia già una realtà consolidata, ma il peggio potrebbe ancora venire. Sebbene la maggior parte dei rialzi si attesti in una forbice tra il 3% e il 10%, alcune nicchie critiche stanno vivendo vere e proprie impennate speculative.

  • Aumenti in atto: Il 63% delle imprese segnala rincari già operativi dal 28 febbraio.
  • Picchi critici: Per le gomme sintetiche come NBR e Polibutadiene, si registrano punte che toccano il +50%.
  • La scadenza imminente: La data del 1° aprile è segnata in rosso sul calendario industriale.

Il 63% delle Imprese segnala aumenti in atto dal 28 febbraio, con rialzi prevalenti nella fascia +3%/+10% e punte fino a +50% su alcune gomme sintetiche (NBR, Polibutadiene), ma a partire dal 1 aprile, cioè fra pochissimi giorni sono previsti ulteriori aumenti di maggiore entità.”

Gomma materie prime 700x382

Il “Blackout” delle forniture

L’aspetto più critico emerso dall’analisi di Bertolotti non riguarda solo il quanto si paga, ma la totale mancanza di visibilità commerciale. Quasi la metà dei fornitori ha smesso di fornire certezze, creando un collo di bottiglia che impedisce la programmazione produttiva.

“L’aspetto più preoccupante di questa situazione è il fatto che quasi la metà dei fornitori non comunica prezzi e tempi di consegna e nemmeno accettano ordini. Le cause principali sono le oscillazioni petrolifere, problemi logistici, costi energetici e la scarsità di materie prime di base.”

L’effetto domino: dall’energia all’Europa

Secondo Bertolotti, siamo di fronte a rincari “strutturali” che prescindono persino dai già gravosi costi di trasformazione industriale. In questo scenario, l’Europa non è più un porto sicuro, ma l’epicentro della crisi:

Questi aumenti sono “a prescindere” da quello che saranno gli aumenti del costo dell’energia per produrre e dei costi di trasporto che contribuiranno ad aumentare il costo dei prodotti. Circa la metà delle segnalazioni geografiche degli aumenti riguardano forniture europee, che subiscono l’effetto più intenso dei rialzi in prima battuta.”

Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma
Un’altra immagine del Direttore di Assogomma

L’instabilità nel Golfo ha innescato una reazione a catena dove logistica, petrolio e carenza di materie prime si intrecciano, mettendo a dura prova la resilienza della manifattura italiana legata alla gomma.

Le 5 cose da sapere dell’analisi di Assogomma sull’emergenza materie prime

  1. Rincari fuori controllo: Oltre il 60% delle imprese sta già subendo aumenti, con picchi che raggiungono il +50% per materiali specifici come le gomme sintetiche (NBR e Polibutadiene).
  2. La “scadenza” del 1° aprile: Il settore si prepara a una nuova ondata di rincari ancora più pesanti previsti proprio con l’inizio del prossimo mese.
  3. Fornitori in “blackout”: Quasi la metà dei fornitori ha smesso di comunicare listini e tempi di consegna, rifiutando persino l’accettazione di nuovi ordini.
  4. Un mix esplosivo di cause: L’instabilità nel Golfo non è l’unico fattore; a pesare sono anche le oscillazioni del greggio, la carenza fisica di materie prime e l’impennata dei costi energetici.
  5. L’Europa è l’epicentro: Nonostante la crisi sia globale, circa la metà delle segnalazioni riguarda forniture europee, le prime a subire l’effetto diretto dei rialzi.

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Ultima modifica: 23 Marzo 2026