ASAPS e le prospettive per il 2023

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Giordano Biserni, presidente dell’Associazione Sostenitori ed Amici della Polizia Stradale, traccia uno scenario del 2022 e del futuro prossimo.

Quando arriva dicembre abbiamo solitamente le idee ben chiare di come sia stato l’anno che sta per concludersi. Parlo del 2022. Deludente vero?

Era iniziato con la pandemia da covid, ancora molto preoccupante e tutti, o meglio molti, a far la seconda o terza dose di vaccino, in modo che se proprio dovevamo beccarcelo quel maledetto virus non avesse fatto danni gravi. Ma per diverse centinaia di persone è stato fatale. Ora ci dicono (per decreto?) che la situazione dovrebbe essere in via di definitiva risoluzione. Speriamo.

Nel frattempo a febbraio è scoppiata una terribile guerra fra Russia ed Ucraina che ci ha visto e ci vede coinvolti, pensiamo, solo per dire, alle conseguenze sui costi del gas e della corrente elettrica e al lievitare dell’inflazione. E’ dicembre e non sappiamo ancora come finirà questo conflitto e se e quando finirà.

E sul tema di cui ci occupiamo da decenni, la sicurezza sulle strade italiane qual è la situazione?

Diciamola schietta. Dagli “exit pool” derivanti dagli Osservatori ASAPS la situazione si prospetta preoccupante. Gli indicatori segnalano un ritorno della sinistrosità grave paragonabile o superiore al 2019, considerato l’anno di benchmark degli incidenti stradali per il fatto che  gli anni 2020 e 2021 erano ancora a mobilità ridotta causa i periodi di lockdown da pandemia.

Nel frattempo le emergenze da covid, la guerra in Ucraina, la siccità e le elezioni politiche hanno narcotizzato ogni minima attenzione sul problema. Nonostante che in ogni fine settimana estivo e anche autunnale si siano contate diverse decine di vittime mortali. Solo alcuni recenti gravissimi sinistri (la morte del giovane Francesco Valdisseri, a Roma le 7 vittime del pulmino di Riccione nello schianto sulla A4, il gravissimo incidente di Reggio Emilia del 31 marzo scorso con 4 morti fra i quali 3 bambini) hanno rialzato la curva dell’attenzione e riproposto il tema del cosa fare per frenare questo riemergere di incidenti che uccidono anche tanti giovani sulle strade.

L’ombra lunga dell’alcol torna a farsi sempre più presente insieme al consumo di stupefacenti, l’uso del cellulare alla guida sembra sia diventato “obbligatorio”, le velocità dei veicoli sono sempre la costante dei sinistri più gravi. L’Osservatorio dell’ASAPS sugli incidenti estivi del fine settimana, ha fatto registrare medie di 30 – 35 vittime per ogni week – end, con punte di 45 a luglio e anche in un fine settimana di ottobre, come dire 15 morti al giorno! Abbiamo contato nei fine settimana da giugno a ottobre 250 morti fra i soli motociclisti.

Da inizio anno a fine ottobre abbiamo già archiviato i decessi di 33 bambini sulle strade. Furono 29 in tutto il 2021.

Ecco allora per l’anno che verrà vorremmo oltre alla sparizione del covid e alla cessazione di quella assurda guerra – problemi sui quali possiamo fare ben poco se non pregare (per chi è credente) – che almeno su questo rigurgito di stragismo sulle strade ci si rimboccassero le maniche.

Come? Ma dai che lo sapete!

Con una miscela di provvedimenti: sensibilizzazione e informazione sui rischi della strada, campagne mirate su radio e tv, anche dure e anche negli orari di punta al posto delle tantissime e stucchevoli repliche estive per esempio, interventi migliorativi sulla struttura stradale: buche, segnaletica orizzontale e verticale a anche luminosa, guard rail veramente protettivi e non capaci di aggravare le conseguenze degli impatti, qualche ritocco al CdS, ma neanche tanti, per esempio la sospensione della patente alla prima violazione per chi usa il cellulare alla guida e da ultimo (ma non ultimo) finalmente un ritorno delle divise sulle strade capaci di intercettare ciò che i sistemi elettronici di controllo non vedono: alcol e droga alla guida, uso del cellulare, mancato uso delle cinture di sicurezza, violazione dei tempi di guida per i veicoli pesanti e taroccamenti dei cronotachigrafi, se non gli agenti chi?

Altro che la chiusura di decine Distaccamenti della Polizia Stradale e coordinamento vero fra le polizie dello Stato e le polizie locali.

Ah dimenticavo nel 2022 è anche cambiato il Governo, quindi se non ora quando?

 

Giordano Biserni, Presidente ASAPS

 

 

Ultima modifica: 14 Dicembre 2022