Gli airbag difettosi costringono Takata alla bancarotta

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Takata, il colosso giapponese degli airbag, ha avviato un’istanza per dichiarare bancarotta. Lo scandalo dei cuscinetti difettosi ha messo in ginocchio l’azienda. Sono stati più di 50 milioni i veicoli richiamati, cause di risarcimento miliardarie, perfino 16 morti in incidenti causati dal difetto.

Il Cda dell’azienda tenutosi a Tokyo ha maturato questa decisione. Si suppone che i debiti di Takata ammontassero a 9 miliardi di dollari. L’istanza di insolvenza è stata avviata al tribunale di Tokyo e anche negli Stati Uniti. Takata sarà rilevata dai cinesi di Key Safety Systems per 1,58 miliardi di dollari.

Gli airbag giapponesi esplodevano con troppa violenza rilasciando pezzi di metallo che diventavano schegge impazzite e armi potenzialmente letali. Come detto, questo tipo di incidenti hanno provocato ben 16 morti. All’inizio del 2017, Takata ha ammesso di aver nascosto informazioni sul malfunzionamento degli airbag. La causa negli Stati Uniti gli è costata 1 miliardo di dollari totali, compresi 125 milioni di risarcimento per le famiglie delle vittime.

I ricavi dalla vendita dell’azienda serviranno a coprire questi costi, mentre gli azionisti difficilmente si vedranno ricompensati dei loro investimenti. La scorsa settimana le azioni avevano perso il 65% quando si era diffusa la voce di bancarotta e il titolo era stato sospeso. Ad oggi solo il 35% delle auto con airbag difettosi sono state riparate. Il processo dotarle di dispositivi sicuri richiederà fino al 2023.

Ultima modifica: 26 Giugno 2017