Il car sharing ha ridotto del 16% il tasso di motorizzazione degli italiani

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Condividere la propria auto per andare al lavoro o per percorrere dei lunghi tragitti è un modo per risparmiare. Forse per motivi economici – per molti acquistare un’auto è un investimento impossibile in questo momento – forse per praticità, la scelta del car sharing è sempre più diffusa. Soprattutto chi abita in grandi città e quindi ha accesso a maggiori servizi e più comodità, spesso non vede l’auto come necessaria. Basti pensare ai costi che prevede l’acquisto di un box a Milano o alla difficoltà che si ha a trovare un parcheggio a Roma. La soluzione del car sharing è quindi diffusa, soprattutto nella fascia d’età più giovane e le conseguenze sul tasso di motorizzazione sono evidenti. Scopriamo di più.

PIÙ CAR SHARING, MENO AUTO ACQUISTATE

“È in atto una tendenza sempre più marcata verso un significativo cambiamento della circolazione dovuto ad un parco auto più ridotto, alla mobilità condivisa e ad auto intelligenti”, questo è quanto è emerso dal primo meeting annuale dell’Osservatorio sul tema della mobilità organizzato dall’Ania, che si è tenuto il 28 novembre a Roma, all’Auditorium Parco della Musica. I più giovani dunque, che hanno portafogli meno ricchi e quindi minori possibilità, optano per il car sharing e i dati lo dimostrano: ”il tasso di motorizzazione degli italiani tra i 18 e i 45 anni è passato dal 53% del 2005 al 37% del 2016′‘, ha precisato la presidente dell’Associazione che riunisce le assicurazioni presenti in Italia, Maria Bianca Farina, “a ciò ha contribuito anche la diffusione del car pooling con 2,5 milioni di utenti e del car sharing con 5.600 noleggi in media al giorno”.

AUTOMOTIVE: UN SETTORE IMPORTANTE PER L’ECONOMIA

Il mondo della mobilità è molto importante per il pil: ne genera infatti complessivamente circa il 20%. Un settore come quello dell’automotive e in generale dei trasporti è oggi in forte evoluzione e sono in atto importanti cambiamenti che vedranno i principali attori del mercato a doversi confrontare con le novità e il cambio di esigenze da parte degli italiani: saranno in grado dunque di stare al passo con i tempi?

Ultima modifica: 3 Dicembre 2017