Investimenti auto elettroniche: 26 miliardi in brevetti

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L’elettronica ha completamente rivoluzionato il mondo dell’automobile, dalla sua ideazione e produzione alla sua fruizione: ormai è impensabile sedersi alla guida di una vettura di nuova generazione senza sapere come impostare un menù, senza conoscere l’uso e l’interpretazione dei vari sensori che ci informano circa eventuali ostacoli, un uso poco ortodosso delle marce, l’eccessivo consumo o gomme non perfettamente gonfie. Fino a una trentina d’anni fa era impensabile immaginare che saremmo arrivati a questo livello di specializzazione. Oggi il 50% delle nostre macchine sono essenzialmente alimentate o regolate da dispositivi elettronici non solo per quanto riguarda la trazione ma anche la sicurezza: basti pensare agli air bag.

L’elettronica ha rivoluzionato il nostro modo di guidare

La rivoluzione elettronica all’interno delle auto non è stata improvvisa ma graduale e costante: però inarrestabile. Si calcola che almeno seimila brevetti elettronici siano stati acquisiti e impiegati per la realizzazione di auto e moto negli ultimi trent’anni. Sono davvero tantissimi. Un giro d’affari impressionante che ha reso decine di miliardi ai fortunati che sono riusciti a realizzare qualcosa di davvero innovativo e che oggi è insostituibile: come ad esempio i sensori di parcheggio. Solo nel biennio 2020-2021 si calcola che le aziende automobilistiche investiranno non meno di 36 miliardi in nuovi brevetti, quasi esclusivamente su base elettronica. È una cifra enorme, ma non deve spaventare: perché in definitiva va a colmare alcune lacune che ancora ci sono o a completare allestimenti che sono già stati posti in produzione ma che devono essere definiti o migliorati.

L’infotainment diventa un elemento fondamentale dell’auto

Uno dei settori sui quali si sta puntando sempre di più è quello dell’infotainement: schermi sempre più grandi e definiti, sempre più interattivi che possono essere regolati con un tocco o – meglio ancora – comando vocale. Se qualche anno fa i comandi al volante per alzare o abbassare il volume dell’autoradio o effettuare una telefonata sembravano essere il non plus ultra a brevissimo verranno scavalcati dai comandi vocali che con pochi ordini consentiranno di cambiare stazione, mettere in play il dispositivo esterno digitale, chiamare un numero in memoria o scegliere un diverso tragitto per raggiungere la destinazione.

L’infotainment in effetti sta diventando sempre più info e sempre meno entertainment com’è giusto che sia: la disponibilità delle informazioni GPS non solo in uscita ma anche in entrata identificano eventuali incidenti, sacche di maltempo, code e riescono sempre a indirizzare il conducente sulla strada meno problematica. L’elettronica è entrata in modo molto sostanziale anche nell’ambito della sicurezza con un tempo di reazione sempre più ridotto tra l’urto e l’esplosione degli air bag ma anche sul modo in cui le portiere possono essere chiuse, bloccate e riaperte in piena autonomia sia dall’interno che dall’esterno della vettura per evitare qualsiasi incidente o dimenticanza.

I brevetti lanciano il mercato dell’automotive

Perché così tanto brevetti? Perché inevitabilmente il mondo va avanti e quello che una volta era caro, o scomodo, o impraticabile ora può essere realizzato con una spesa ragionevole e in modo efficace: il fatto poi che il mercato, anche se lentamente, stia sempre più indirizzandosi vero le auto ibride o elettriche è diventato comunque uno stimolo ulteriore per i progettisti, per trovare soluzioni di uso comune. Le sospensioni ‘intelligenti’, che altro non sono che sospensioni elettriche attive che grazie alla ricettività di alcuni sensori regolano la reazione delle molle a quello che sono le condizioni di guida, stanno continuando ad evolversi grazie anche all’interazione con i pneumatici ma il vero campo di applicazione che negli ultimi anni ha subito un’autentica rivoluzione è quello che riguarda la sicurezza stradale.

I rilevatori di stanchezza, che misurano la distanza dal bordo carreggiata e dalla linea di mezzeria, la presenza di eventuali pedoni che sono in grado di individuare ostacoli sulla carreggiata anche a 20-25 metri distanza, e dunque in tempo utile per una frenata di sicurezza. Al momento questi sono ancora strumenti che vengono inseriti nei vari pacchetti delle automobili come optional di un certo pregio ma è evidente che molto presto anche questi saranno inseriti nei cosiddetti NCAP (New Car Assessment Programs). In questo protocollo sono inseriti tutti gli strumenti elettronici di nuova generazione tesi ad aumentare la sicurezza stradale per ridurre le possibilità di un impatto, la probabilità di incidenti, come ad esempio il miglioramento dell’airbag e la stabilità dei sistemi di controllo.

Elettronica per la sicurezza ma non solo

Secondo un rapporto di Transparency Market Research il mercato mondiale dell’elettronica destinato agli autoveicoli ha aumentato i propri investimenti in modo esponenziale: se nel 2012 era parecchio al di sotto dei 60 miliardi di dollari, entro l’anno prossimo sfonderà il tetto dei 120 miliardi di dollari. Una cifra assolutamente impressionante che si spera possa essere direttamente proporzionale non solo e non tanto al piacere e alla comodità della guida ma alla sicurezza di chi viaggia e dei pedoni. In questo segmento l’ADAS, il sistema dedicato alla sicurezza e l’infotainment occupa una fetta significativa, quasi del 60%: anche questa è considerevolmente in crescita. Con la rivoluzione radiofonica che dal 2019 porterà anche nelle auto il nuovo segnale digitale DAB, cambierà tutto anche sotto l’aspetto dell’ascolto musicale: sarà una rivoluzione graduale. Un po’ com’è accaduto dal vecchio segnale televisivo terrestre al nuovo digitale occorrerà tempo, ma già nel 2020 le auto dovranno essere vendute con la nuova radio DAB (che richiede un’antenna ad hoc) e dal 2021 di fatto la vecchia modulazione di frequenza non esisterà più. A oggi questi e altri adeguamenti valgono non meno di 60 miliardi di investimenti, almeno un decimo dei quali in nuovi brevetti elettronici.

Elettronica investirà molto anche sull’autonomia dell’elettrico

In questa strategia complessiva è interessante capire anche come sta cambiando l’attenzione delle case produttrici: gli investimenti maggiori saranno comunque sulla sicurezza e dunque sulla frenata assistita e sull’allarme salto di corsia con al 48% del pacchetto elettronico globale. Il resto se lo divideranno il parcheggio guidato, la tecnologia ‘blind spot’ e il cruise control che per altro ormai è diventato un must anche sulle auto non esattamente di primissimo livello. Il resto deriverà dalla volontà delle case che punteranno con maggiore decisione sull’elettrico: ricariche assistite elettronicamente da computer per risparmiare tempo ed energia, computer di bordo più sofisticati, consolle applicate ai sedili per il massimo comfort dello schienale (reclinabilità, riscaldamento) e altro ancora. È sempre più evidente: il successo dell’automobile passa sempre di più dall’elettronica e dai suoi nuovi brevetti.

Ultima modifica: 2 Gennaio 2020