Sella imbottita: cinque ragioni per sceglierla

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Dura o morbida? E’ l’eterno dilemma che il motociclista appassionato si trova a dover affrontare ogni volta che decide di cambiare la sua “due ruote”. E la scelta non è semplice, perché dipende da una serie di variabili, alle quali la risposta spesso non è univoca. Dura perché assicura ottime prestazioni di guida, morbida perché garantisce un miglior comfort. Le risposte da sempre dividono gli appassionati e gli esperti del settore, ma ci sono tanti miti e leggende da sfatare in proposito. E se la sella rigida di norma è più utilizzata per un uso prettamente sportivo, è chiaro che la seduta morbida viene preferita e apprezzata da chi macina chilometri su chilometri, magari anche ospitando passeggeri.

Perché preferire la sella morbida

Quindi la scelta ricade per lo più su una sella imbottita. Cominciamo però con lo sfatare il mito della differenza tra uomo e donna. Non è una questione di sesso, ma di conformazione ossea, che può varirare nei soggetti indipendentemente dal genere. E’ la distanza tra le ossa ischiatiche che può influire sulla comodità di una sella. In generale varia tra gli 11 e i 13 centimetri ed esistono strumenti tecnologici di alta precisione per poter misurare le distanze e stabilire con esatezza che tipo di sella usare. Ma non è tutto: il tipo di seduta va scelto anche in base alla posizione che si tende ad assumere più di frequente e più a lungo. In questo senso, anche il modello della motocicletta può influire. Difficile immaginare una posizione rilassata su una moto da corsa. Allo stesso modo una posizione aggressiva su un modello custom è più complicata. Ma in genere si può variare da una posizione più eretta, a una più curva. Ed è proprio in base al peso che si scarica sul sedile che è consigliabile scegliere la sella. Assieme al manubrio e ai pedali, la sella è uno dei punti di appoggio in moto e soprattutto quando si percorre parecchia strada e per periodi prolungati, una posizione scorretta e una sella sbagliata possono portare fastidi notevoli, anche a distanza di tempo.

A lezione di anatomia per amore della moto

Si definiscono ossa ischiatiche le estremità cave e arrotondate della parte inferiore del bacino, a sua volta collegato alla parte terminale della colonna vertebrale, al coccige e ai femori. Le ossa ischiatiche, poggiando sulla sella, sostengono tutto il tronco superiore del corpo. Per anni e anni si è pensato che le donne, avendo per ragioni anatomiche una distanza maggiore tra queste ossa, necessitassero di una sella più larga, a differenza degli uomini cui era consigliata una sella più stretta. La distanza non è mai uguale, neanche in soggetti dello stesso sesso. Utilizzare una sella rigida e troppo stretta potrebbe addirittura compromettere il nostro equilibrio in moto. Le ossa, infatti, non trovando un appoggio adeguato, costringerebbero a uno sforzo eccessivo i muscoli lombari per riequilibrare il sostegno al bacino. Da qui la frequenza con cui viene riscontrata nei motociclisti di lungo corso la lombalgia. Una sella ben imbottita difficilmente porta, sia nel lungo sia nel breve periodo, a questi problemi.

Imbottitura personalizzata

La scelta può anche ricadere su un’imbottitura realizzata in base alla conformazione e alle esigenze di chi deve utilizzarla. Ed è possibile, senza impegnare cifre astronomiche, ottenere un prodotto su misura ordinando una personalizzazione del modello alla casa produttrice, oppure rivolgendosi a un artigiano. La spesa può variare tra i 70 e i 150 euro. Può essere una soluzione anche l’imbottitura aggiuntiva per chi preferisce in ogni caso la sella rigida, praticando fuoristrada o pista e avendo necessariamente una sella dura. E’ un cuscino che si applica, senza condizionare la guida, per migliorare il comfort. Può essere ad aria o in gel. Nel secondo caso, è importante che sia abbastanza sottile, ma è sconsigliato se non per l’uso occasionale. L’impiego frequente deteriora il materiale che perde facilmente le sue caratteristiche ammorbidendosi troppo, e soprattutto trattiene molto il calore, rendendo la seduta fastidiosa. Per raffreddarlo, poi, occorre almeno un’ora. Diversamente il cuscino ad aria crea anche un isolamento termico, proteggendo dalle alte temperature, che si possono raggiungere stando a lungo in moto e rimediando i problemi che derivano dall’eccessiva sudorazione nelle parti intime. Anche l’imbottitura in gomma o in gommapiuma può generare disagi, come la sudorazione. Per ovviare al problema è preferibile utilizzare materiali naturali, come la pelle. Molti motociclisti di lunga esperienza suggeriscono la pelle di capra, per le sue caratteristiche di traspirazione. L’estetica della motocicletta però non ne guadagna. L’effetto, secondo molti, non è gradevole ma è ottima le resa nel tempo. Una buona soluzione può essere anche il rivestimento in Gore-tex. Per l’imbottitura, alcuni artigiani da diversi anni utilizzano il Bulltex, un materiale impiegato per riempire materassi. I risultati, a detta di chi l’ha provato, sono estremamente soddisfacenti, anche per la lunga resistenza del prodotto e per l’effetto traspirante. Una soluzione consigliata è anche l’imbottitura in memory foam, anche questa utilizzata per i materassi. Garantisce un’alta traspirazione e un comfort notevole, dettato dall’adattabilità del materiale, che anche a lungo conserva le sue caratteristiche. Al pari del Bulltex, il memory foam nei lunghi viaggi non produce un calore eccessivo e può offrire una sistemazione confortevole anche a un eventuale passeggero.

Una scelta pensata

In conclusione, le soluzioni possono essere diverse e spesso la riuscita è dettata da sensazioni del tutto personali, oltre che dalla lunghezza del viaggio o dal tipo di guida. Trovare un giusto compromesso non è facile e spesso richiede vari tentativi, prima di arrivare al risultato desiderato. In ogni caso, non è necessario spendere una fortuna per l’imbottitura giusta. Il mercato on line offre diverse possibilità ma anche artigiani specializzati possono garantire un buon risultato estetico. Tuttavia, non esiste un’imbottitura così efficace da consentire lunghi tragitti senza soste. L’ideale, anche per evitare conseguenze patologiche, è comunque fare più soste nei lunghi tragitti, in media 20 minuti ogni 250 al messimo 300 chilometri. Ne guadagneranno la concentrazione e la schiena, oltre che la moto in generale.

Ultima modifica: 22 Agosto 2018