Scatola nera assicurazione auto: come funziona

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La scatola nera assicurazione auto è un dispositivo che da pochi anni a questa parte viene installato su molte autovetture. Tuttavia, la black box è un congegno che esiste da lungo tempo, ma che in precedenza era destinato soltanto a mezzi di trasporto di grande portata: aerei, navi, barche e treni.

Le prime scatole nere sono comparse sugli aerei intorno alla metà degli anni ’60 e da allora l’evoluzione tecnologica di questi strumenti di controllo non ha conosciuto soste. Ad evolversi sono stati anche i sistemi di protezione delle black box , perché esse devono mantenersi intatte in caso di incidenti ad alta quota, oppure resistere a temperature altissime in caso d’incendio e rimanere integre nel caso di affondamenti.

Da circa un decennio, la scatola nera ha fatto la sua comparsa anche sulle vetture, rivelandosi utile in caso di incidente e non solo.

La prima scatola sui mezzi di trasporto comuni

La sperimentazione è cominciata sui mezzi di trasporto come autobus o anche autotreni e furgoni blindati per il trasporto di valori. Essendo un sistema di sicurezza dai costi molto elevati, la scatola nera era destinata inizialmente a vetture di lusso, oggi è possibile trovarla anche su utilitarie e anche su motociclette.

A influire in modo determinante in questa rapida diffusione di un device della grandezza di un pacchetto di sigarette è sicuramente la politica di sconti adottata dalle compagnie assicurative. Il risparmio e la tutela da eventuali frodi in materia di infortunistica stradale sono state le molle principali per indurre gli istituti assicurativi a proporre assieme alla polizza RC Auto anche l’installazione sul proprio veicolo di una scatola nera assicurazione auto.

Proprio come i dispositivi montati sugli per aerei, la black box registra tutta una serie di informazioni che possono rivelarsi indispensabili per ricostruire l’esatta dinamica di un incidente e azzerare le possibilità di frodi o di contestazioni in sede di risarcimento dei danni. Ma negli anni si sono aggiunte anche alcune funzioni importantissime sempre in materia di sicurezza stradale. E per le compagnie assicurative la riduzione dei rischi può corrispondere a una riduzione del premio.

Per questo, molti automobilisti, soprattutto se devono accendere una nuova polizza su un nuovo veicolo, accettano o addirittura richiedono l’installazione di una scatola nera assicurazione auto per ridurre i costi di gestione del veicolo. Non mancano le resistenze da parte di molti, per ragioni essenzialmente di privacy, ma analizzeremo anche questi casi per valutare pro e contro nell’utilizzo di questo strumento.

Scatola nera assicurazione auto: il funzionamento

Anzitutto vediamo come funziona questo concentrato di tecnologica in grado non solo di registrare attività, ma anche di “prendere iniziative” in caso di necessità.

L’elemento più importante è sicuramente un localizzatore GPS che, essendo collegato a una centrale operativa, consente di individuare con estrema precisione la posizione dell’auto.

Sempre grazie al localizzatore GPS è possibile controllare la velocità del veicolo in ogni istante. Dati fondamentali per ricostruire poi l’esatta dinamica di un eventuale incidente. Grazie a queste informazioni è possibile inquadrare il veicolo nel contesto in cui si muove, con riferimento in particolare alla segnaletica stradale e alle condizioni ambientali e di traffico.

Nel dettaglio, gli elementi registrati dalla scatola nera assicurazione auto sono:

  • la geo localizzazione
  • il tragitto ed i relativi tempi di percorrenza e di sosta
  • l’annotazione di accelerazione e decelerazione.

Ciò consente anche di ricostruire uno stile di guida, il chilometraggio medio che si percorre in un anno, ovvero il termine di una polizza e qualunque tipo di incidente. I nuovi dispositivi sono anche collegati ai sistemi di sicurezza: attivano per esempio gli airbag.

Tanta tecnologia ha però un costo in termini di consumi elettrici. Una delle ragioni per cui in molti resistono ancora al fascino del risparmio sulla polizza è il dispendio di energia della batteria. Molti test dicono che il consumo più elevato avviene in fase di accensione. Diventa quindi fondamentale, per non restare a terra con l’auto, controllare di frequente il livello della batteria.

I costi di installazione

Se qualche anno fa erano sostenibili solo per una certa tipologia di utenti, solitamente di livello medio elevato, oggi sono più alla portata di tutti semplicemente perché molte compagnie assicurative hanno concordato di accollarsi i costi di installazione, gestione e sostituzione.

Generalmente lo sconto sulla polizza conseguente ad uno stile di guida corretto, può arrivare anche al 40%.  Per la scontistica è però opportuno farsi fare un preventivo e valutare tutte le clausole. Meglio verificare infatti se sono previste condizioni specifiche legate alla durata della polizza e se sono previste spese a carico dell’assicurato in caso di recesso. La rimozione a fine polizza, nel caso in cui il cliente decidesse di rinunciare alla scatola nera, sono sempre a carico della compagnia assicurativa, ma è bene verificare il proprio contratto.

Gli sconti però potrebbero crescere però di anno in anno, se l’assicurato dimostra uno stile di guida corretto. L’installazione avviene di solito in un’officina specializzata indicata dalla compagnia assicurativa. La procedura non richiede molto tempo, ma prima di circolare occorrono alcune verifiche, prima su tutte quella della eCall. Il sistema è in grado di richiedere soccorsi in caso di necessità, in particolare in caso di incidente: i sensori installati sulla scatola nera sono in grado di registrare la collisione e avvisare sia i soccorsi, che l’assicurazione stessa.

Scatola nera assicurazione auto: conviene?

I vantaggi nel possedere sulla propria auto una black box sono quindi diversi. Dal monitoraggio costante in caso di incidente, alla precisione con la quale si può ricostruire il sinistro stesso; dalla possibilità di un facile recupero del veicolo in caso di furto, grazie alla geo localizzazione, agli sconti consistenti che le compagnie assicurative applicano in relazione al possesso di una scatola nera a bordo.

Dicevamo però anche di resistenze al nuovo strumento di controllo. E la principale opposizione risiede proprio nella funzione di controllo: sarebbe come avere su di sé un grande occhio elettronico che non abbandona mai il suo obiettivo. La scatola nera potrebbe avere anche un effetto boomerang in caso di incidente: con le normali rilevazioni affidate all’occhio umano, eventuali responsabilità non notate con la scatola nera sarebbero subito evidenti. E non tutti sono predisposti ad assumersi responsabilità che potrebbero tranquillamente evitare con un po’ di fortuna.

Infine i consumi energetici. Abbiamo già detto che una scatola nera assorbe molta energia della batteria. Alcuni sostengono anche che alla lunga questo dispositivo potrebbe addirittura danneggiare la batteria dell’auto.

Le valutazioni da fare, dunque, sono diverse tenendo anche in debito conto che la normativa in questo settore è come la tecnologia: in continua evoluzione. Non si può infatti escludere che in un futuro prossimo questo dispositivo possa essere reso obbligatorio.

Ultima modifica: 17 Ottobre 2018