Revisione auto 2019, quando scade?

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Il 2019 è un anno importante per quanto riguarda la revisione delle auto e delle moto. Molte le cose che sono cambiate da quando questa normativa è entrata in vigore. Diversi anni fa era previsto che le auto passassero al setaccio della Motorizzazione per la revisione dopo dieci anni: ci sono voluti diversi anni per cambiare questa norma che in effetti lasciava circolare veicoli che spesso non avevano nemmeno la minima manutenzione necessaria. Gli incidenti provocati da guasti meccanici erano molto più numerosi: da tempo ormai è previsto che i mezzi privati leggeri siano chiamati alla revisione sottoponendosi al controllo di tutte le parti più significative, ma anche degli scarichi dopo i primi quattro anni di vita, e poi ogni due.

Nuova riforma: revisione auto 2019, arriva il certificato

Tuttavia dal 31 marzo scorso sono entrati in vigore nuovi obblighi: la novità certamente più significativa è l’introduzione del certificato di revisione che riassume su un unico documento i dati del mezzo e tutti gli esiti della revisione, anche di quelle fallite o ritentate più volte. Il certificato riporta l’anagrafica del veicolo, data e luogo della revisione, il suo esito e il chilometraggio al momento del controllo indicando anche la data della revisione successiva.

Ci sono nuove regole anche per le officine che dovranno adeguarsi entro il 2021 interfacciandosi con la motorizzazione e con il Ministero dei Trasporti perché i dati dei veicoli revisionati non saranno semplicemente riportati sul certificato ma dovranno anche inseriti nel database del portale dell’automobilista.

Il primo scopo del certificato di revisione è quello di controllare il parco auto del paese e ridurre quanto più possibile i rischi legati a vetture vecchie, con sistemi frenanti inadeguati o mal mantenute. Ma il secondo scopo è quello di evitare le frodi: una delle prime frodi del nostro paese è legata alla manomissione del contachilometri per cui vetture che passano di mano, spesso per mezzo di un concessionario, si ritrovano improvvisamente “ringiovanite”. La cosa adesso non sarà più possibile perché con una scadenza fissa ogni auto verrà messa a verifica e censita: il numero di chilometri sarà registrato sia sul certificato, che resterà in carico alla vettura anche quando questa verrà venduta, che sul database nazionale.

Un ulteriore motivo di interesse da parte dei legislatori è stato quello di verificare gli scarichi: il progressivo interesse legato alle sostanze nocive emesse dagli scarichi delle marmitte che ha portato molte città italiane a razionalizzare il traffico dei propri centri urbani, diventa ulteriore motivazione quando le auto finiscono nelle maglie della revisione. Uno dei primi motivi di blocco per le auto sottoposte a controllo è l’eccessivo inquinamento, spesso dovuto a una pessima o scarsa manutenzione.

Revisione auto 2019: i diversi casi

Come detto la revisione auto va fatta una prima volta quattro annidopo la primaimmatricolazione del veicolo e poi ogni due anni. La revisione va sempre effettuata entro la fine del mese della prima immatricolazione. Supponiamo che la nostra macchina sia stata immatricolata il 4 aprile 2016: la prima revisione scatterà il 30 aprile del 2020 e quelle successive sempre entro il 30 aprile del 2022, 2024 e così via. Semplice.

La revisione riguarda qualsiasi mezzo su strada: auto, moto, furgoni, camper, scooter, camion leggeri: l’importante è che il peso non superi le 3.5 tonnellate. In questo caso, così come per i mezzi dedicati al trasporto pubblico come Van oltre i nove posti, pullman e autobus ma anche taxi, auto a noleggio, ambulanze, il controllo di legge va effettuato ogni anno e senza eccezioni, anche in caso di mezzo nuovo.

Un caso importante è la cosiddetta revisione straordinaria: se il nostro auto ha subito un grave incidente che ha compromesso la sicurezza strutturale, l’ufficio del dipartimento dei trasporti terrestri può disporre una revisione al di fuori delle normali scadenze. Capita spesso con le moto che subiscono danni importanti al telaio o alle forcelle così come alle macchine. Senza l’avvallo al termine della revisione straordinaria, anche se l’auto è stata riparata, il mezzo non può essere portato nel traffico. C’è poi un’ulteriore categoria che riguarda le auto di interesse storico o iscritte nel registro delle vetture d’epoca. In questo caso la revisione scatta ogni due anni.

Revisione auto 2019: quanto costa, dove va fatta e le sanzioni per chi non la effettua

La revisione di un auto ovviamente ha un costo che spetta al proprietario del mezzo, ma si tratta di un costo contingentato: effettuando il controllo presso l’officina della Motorizzazione si risparmia qualcosa ma bisogna mettersi disciplinatamente in attesa e a volte i tempi potrebbero allungarsi. Si presenta una domanda, facilmente compilabile anche on line e si versano 45€ sul conto corrente 9001 intestato al Dipartimento Trasporti Terrestri. A quel punto sarà possibile prenotare il nostro appuntamento on line.

Le officine abilitate alla revisione che rilasciano il bollino sono moltissime, quasi tutte per la verità. Il costo è di 65.68€ Iva inclusa, costo che comprende anche le spese di diritti e di segreteria per l’aggiornamento dei dati del mezzo. Attenzione però, le riparazioni sono ovviamente escluse: e la Motorizzazione, è evidente, non effettua alcuna riparazione. Insomma, rivolgetevi alla Motorizzazione solo se siete assolutamente certi che la vostra auto sia in perfetta salute. Se invece andate in un’officina convenzionata sappiate che se una delle vostre lampadine è bruciata, o se le gomme sono usurate e vanno cambiate, quelle parti dovranno essere saldate al di là del costi di revisione.

Lo scopo della revisione è garantire che tutte le specifiche originarie dell’auto siano ancora garantite: i controlli riguardano freni; sterzo; cristalli; specchi e impianto di illuminazione; impianto elettrico; assi, pneumatici e sospensioni; telaio; regolarità di inquinamento acustico e atmosferico. Se il mezzo passa tutti i controlli gli addetti alla revisione rilasciano un bollino con la dicitura “regolare” che viene applicata sul libretto. Diversamente l’etichetta dirà “ripetere”, se la revisione dovrà essere effettuata (e pagata) una seconda volta dopo aver rimesso il mezzo a norma; in quel caso il veicolo potrà circolare ma avrà a disposizione un mese per superare il test. Il bollino “sospeso dalla circolazione” significa che le condizioni sono particolarmente gravi. In quel caso si può guidare il mezzo solo fino all’officina per eseguire tutte le riparazioni richieste a regola d’arte.

Le sanzioni sono pesanti: fino a 679€ se si circola con una revisione scaduta, fino a 1358€ se si circola con una revisione mancante; il caso più eclatante è la sanzione fino a quasi 8000€ se si circola con un certificato di revisione falso.

Ultima modifica: 21 Giugno 2019