Radio digitale: cos’è e come funziona

2685 0
2685 0

Occorrerà ancora qualche tempo perché l’offerta venga normalizzata e perché tutto il parco dell’autoradio italiano si uniformi, ma dal 1 gennaio scorso è nata una nuova era radiofonica, quella delle radio digitale.

È quella del DAB, Digital Audio Broadcasting. Si tratta di uno standard di radio diffusione digitale che è nato molti anni fa, già nel 1995, quando stazioni importanti come la BBC, nel Regno Unito, cominciarono i primi esperimenti. Questa modalità di trasmissione è attiva da molto tempo in particolare nel nord Europa. L’Italia, arriva leggermente ritardo ma può contare su tutta una serie di innovazioni che sono state consolidate da diversi anni di lavoro che all’estero hanno portato a ottimi risultati.

Radio digitale, ncora in evoluzione

Il DAB in Italia non è ancora particolarmente sviluppato. Quasi tutti i network radiofonici hanno puntato soprattutto al Nord e, per lo meno fino allo scorso anno, il sistema era stato sviluppato soltanto per il 60-70% del territorio nazionale. Non abbastanza. Evidente il gap in particolare al sud. Ma i tempi di evoluzione dell’offerta si stanno rapidamente accelerando ed è facile ipotizzare che nell’arco di un anno al massimo tutta l’Italia radiofonica sarà completamente digitalizzata.

Il DAB si rese necessario perché tutta l’organizzazione delle radiofrequenze nel corso degli ultimi anni è stata rivoluzionata anche per volere dell’Unione Europea, soprattutto con la distribuzione dei segnali telefonici satellitari. É  anche per questo che in Italia, da diverso tempo, è nato il digitale terrestre. I vecchi canali analogici, oggi, sono canali che vengono soprattutto utilizzati per la telefonia. Il digitale terrestre ha consentito di veicolare su un unico canale più forse televisivi e qualità maggiore. Il diabete segue esattamente lo stesso principio.

La differenza tra DAB ed FM

Se fino a qualche mese fa canali nazionali che si potevano ricevere in FM erano 19, ora con il DAB sono più di 40. Il DAB consente non soltanto di ricevere una radio di qualità digitale e dunque nettamente superiore per messa in onda, ma anche informazioni in tempo reale che possono riguardare il traffico, le ultime notizie nazionali e internazionali e che vengono diffuse sul display della nostra auto. Non solo, il DAB è anche un canale interattivo che non solo fornisce un servizio ma riceve anche gli impulsi da parte dell’utente che può partecipare ai sondaggi proposti dei conduttori radiofonici, persino intervenire in diretta coniugandosi con un telefono linkato all’impianto.

La fine dell’isofrequenza

Negli anni ‘90 la corsa dei grandi network radiofonici era stata quella all’iso-frequenza, accaparrandosi in tutta Italia la stessa distribuzione in FM grazie a una rete capillare di trasmettitori locali, cosa praticamente impossibile e molto costosa. Oggi con la diffusione DAB questo non è più necessario. Chi ha una licenza per trasmettere in digitale su tutto il territorio nazionale non ha più necessità di una frequenza in FM ma viene distribuito con le tecnologie digitali anche più di un canale radiofonico.

Di qui la diversificazione che moltissimi reti stanno già effettuando creando più marchi, più canali che pur appartenendo allo stesso ramo editoriale offrono scelte musicali diverse e uno stile di intrattenimento ritagliato su quella che è la richiesta del pubblico.

Ultima modifica: 2 Marzo 2020