Puleggia: a cosa serve

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La puleggia è uno strumento di trasmissione del movimento formato da un disco che gira intorno al proprio asse e che può presentare anche una o più gole per accogliere altrettanti cavi, corde, funi, cinghie e simili.Il motore dell’auto è solo uno dei tanti impieghi della puleggia, la quale può essere utilizzata anche per ascensori, funicolari e funivie.

La puleggia dell’albero motore dell’auto

Le nostre macchine contengono quindi, per poter funzionare, una puleggia. Si tratta della puleggia dell’albero motore o albero a gomito, la quale ha il compito di trascinare la cinghia dentata. La puleggia, la quale lavora anche con il compressore dell’aria condizionata, con l’alternatore e con la pompa di compressione, viene azionata dal motore e dall’albero a camme.

La puleggia è costituita da una lega di metallo, resistente ma leggera, e può contenere notevolmente le vibrazioni del motore. La puleggia risulta difettosa o danneggiata, e quindi da sostituire, quando non assicura più il suo movimento rotativo e, di conseguenza, non riesce più a trascinare la cinghia, la quale funge da alternatore della vettura.

La cinghia e la puleggia

Le prestazioni della cinghia dell’auto, a proposito, dipendono in gran parte da quelle della puleggia. Pulegge di miglior qualità consentono di allungare considerevolmente la vita utile delle cinghie e, in ultima analisi, di ridurre di molto i costi totali di manutenzione e ricambio dell’auto. Inoltre, bisogna ricordare che la puleggia collega la cinghia all’alternatore, il cui ruolo è quello di generare energia elettrica che permette il funzionamento di accessori interni ed esterni, dell’impianto di illuminazione e, soprattutto, del motore.

Se non fosse per la presenza dell’alternatore, la batteria del veicolo avrebbe una vita davvero breve. La batteria ha il compito di fornire energia elettrica, ma per un lasso di tempo limitato. Infatti, dopo l’accensione del motore le due pulegge -quella collegata all’alternatore e quella dell’albero motore- iniziano a ruotare contemporaneamente, consentendo così all’alternatore di svolgere il suo lavoro, che comprende il ricaricare la batteria.

Bisogna comunque ricordare che l’alternatore, formato da un corpo fisso (statore) e da uno mobile (rotore) è soggetto a usura. All’interno delle due componenti sono posizionati conduttori elettrici che compongono due circuiti. Il tutto gira attorno a due cuscinetti, i quali sono soggetti a usura e possono essere danneggiati da una cinghia troppo tesa. Al momento della sostituzione delle cinghie, è buona abitudine controllare anche le pulegge: basta farle girare a mano per verificare se sono bloccate o emettono rumori sospetti.

Ultima modifica: 29 Giugno 2017