Pit stop: cosa significa?

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L’espressione “pit stop” si usa nel comune parlare per indicare una sosta in cui recuperare forze ed energie: ma qual è il suo vero significato? 

Il pit stop è una procedura eseguita nel corso di una gara di auto da corsa con cui il veicolo si rifornisce di carburante e cambia tutte e quattro le ruoteLa traduzione letterale del termine “pit” è quella di “infossare, mettere in buca, intanare”, mentre metaforicamente la parola si riferisce alla “messa in gara, far competere”. Quindi tra l’una e l’altra versione c’è un comune significato: si tratta di “riparare” qualcosa dentro uno spazio protetto e “di casa” per fornire nuove risorse che ne aumentino la “competitività”.

Con questo preambolo linguistico il termine acquista finalmente la sua collocazione e la sua giustificazione all’interno delle grandi gare sportive di auto da corsa. Quando si parla, infatti, di pit stop, il pensiero corre subito alle gare automobilistiche di Formula 1 in cui a gareggiare sono i migliori esemplari della categoria. Tra queste è necessario citare la magica Ferrari, la sorprendente Mercedes, la portentosa Red Bull con motore Renault, e ancora la Porsche, l’Alfa Romeo, l’inglese Mac Laren, e così via.

Ogni squadra ha a disposizione un box attrezzatissimo in cui un team di meccanici super-preparati è pronto a intervenire nella manutenzione molto performante del veicolo, durante la corsa. La scuderia – così è denominato il team e tutta l’apparecchiatura meccanica ed elettronica che arreda il box – svolge diversi compiti. Alcuni sono addetti al controllo computerizzato del rendimento delle parti del veicolo viaggiante attraverso sensori collegati telematicamente con un computer. Un gruppo assiste il pilota in corsa attraverso un collegamento radio e altri strumenti che ne misurano anche lo stato di attenzione e di salute fisica. Un altro gruppo è sempre pronto e “in posizione” per effettuare in pochi secondi il cambio delle ruote mentre è effettuato contemporaneamente il rimbocco di carburante.

Può succedere anche che si debba intervenire sulla carrozzeria: la rottura dell’alettone anteriore prevede il sollevamento manuale del veicolo – particolarmente leggero proprio per raggiungere velocità straordinarie – e in pochissimi secondi viene sostituito grazie a degli ingegnosi incastri meccanici. Le auto da corsa di nuova generazione sono molto più aerodinamiche e scomponibili di un tempo, e questo, seppur di vantaggio al veicolo nella velocità e nello sprint su rettilinei, penalizza invece sulle conseguenze devastanti di uno scontro.

Ecco che, negli ultimi anni il vantaggio acquisito sui tempi di intervento e manutenzione nei box – si tratta sempre e solo di secondi – incide sul risultato finale della corsa: il sorpasso, infatti, avviene proprio durante i pit stop!

 

Ultima modifica: 26 Luglio 2017