Multa al semaforo rosso: quant’è e come contestarla

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In moltissime città ed in moltissimi incroci il traffico è regolato dalle lanterne semaforiche, più comunemente conosciute come semafori. Si tratta di impianti che possiedono tre differenti colorazioni di illuminazione e tramite questi colori gestiscono il flusso di traffico. Il colore verde permette il passaggio dell’incrocio senza problemi, il colore rosso indica la momentanea sosta in attesa del verde, il colore giallo invece sta a indicare quel breve lasso di tempo in cui dal verde si sta per passare al rosso.

Fermo restando che è il verde l’unico colore che permette di impegnare l’incrocio col proprio veicolo e non il giallo, che permette il transito solo a chi ha già impegnato l’incrocio, va da se che il rosso, appunto, indica il fermo momentaneo del veicolo per permettere il transito ai veicoli provenienti dall’altra strada interessata come intersecazione dall’incrocio stesso.

Ma se in ogni caso è vero che col rosso non è possibile passare, cosa accade se viene in ogni caso effettuato il transito col proprio veicolo? A quali conseguenze si va incontro effettuando tale manovra? Vediamo cosa dice la legge in merito.

Sistema di sorveglianza

Partiamo dall’antefatto. Fino a qualche tempo fa, neppure troppo tempo fa in realtà, gli incroci dotati di semaforo erano controllati dall’occhio umano, erano infatti i Vigili Urbani del luogo a gestire il controllo del traffico ed eventuali contestazioni dovute a manovre fuori legge.

Oggi le cose sono un po’ cambiate e quasi tutti gli incroci delle strade italiane sono sorvegliati elettronicamente da un sistema di telecamere collaudato ed autorizzato dal Ministero delle Infrastrutture e gestito dalla Polizia Stradale. Tale sistema si chiama Photo Red (anche conosciuto come T-Red) e si tratta in buona sostanza di una coppia di telecamere, una per ognuna delle due strade che intersecano un incrocio, che registrano e controllano in pratica in tempo reale, quello che accade sul posto. Questo sistema di telecamere registra ogni sorta di dato a cominciare ad esempio dalla targa del veicolo, quindi ogni infrazione commessa può anche essere presentata in secondo tempo.

Quando a controllare la maggior parte degli incroci con semaforo era l’occhio umano, ogni possibile passaggio col semaforo rosso poteva essere soggetto a svista e quindi non veniva contestato, adesso invece, è il sistema elettronico stesso a segnalare eventuali “anomalie” nel normale flusso di traffico. Così come accade quando si viene fotografati da un sistema autovelox, anche il passaggio con semaforo rosso può essere recapitato al trasgressore tempo dopo l’avvenuta infrazione, con annesse foto e dati comprovanti la trasgressione stessa. Ma cosa rischiamo se passiamo un incrocio con la luce del semaforo rossa accesa?

Sanzione e multa

Innanzitutto si incorre in una sanzione pecuniaria, vale a dire una multa vera e propria. Tale multa ha un importo standard di 163,00 euro se riferita ad una infrazione commessa in un orario compreso tra le 07:00 e le 22:00. Se invece l’infrazione viene commessa in un orario che va dalle 22:00 alle 07:00 l’importo standard sale a 200,00 euro. Si parla di importi standard perché possono subentrare fattori accessori che possono far lievitare l’importo della multa, come ad esempio la velocità con cui si passa l’incrocio col semaforo rosso. Se ad esempio si commette l’infrazione in orario tra le 22:00 e le 07:00 e si supera contemporaneamente il limite di velocità di più di 10 Km/h l’importo salirà ben oltre le 600,00 euro.

Quanti punti patente tolgono

Passare col rosso non è solo sanzionato a livello economico, ma porta con sé anche delle conseguenze a livello di saldo punti della propria patente. In linea generale in associazione alla multa vera e propria la propria patente sarà decurtata di 6 punti (con la passata normativa erano 5). Questo nel caso in cui alla guida del veicolo si trova un guidatore esperto. nel caso di un neopatentato l’affare si complica ed i punti decurtati salgono a 12.

Ma anche in questo senso ci sono delle conseguenze ancora più gravi che la legge prevede, ossia nei casi in cui si tratti di un’infrazione recidiva che si va a verificare 2 volte nel giro di 24 mesi è prevista l’ulteriore aggravante della sospensione della patente per un periodo che può andare da 1 a 3 mesi.

Quando contestare la multa

E’ molto difficile contestare una multa per essere passati col semaforo rosso, essendo che la fotografia degli apparecchi elettronici parla chiaro, infatti, come dicono le statistiche, ci sono pochissime possibilità di far ricorso e addirittura vincere la causa. La Cassazione riceve numerosissime richieste, tuttavia quasi sempre è costretta a respingere le contestazioni, specialmente quelle più tipiche degli automobilisti.

I termini entro il quale contestare la multa per trasgressione del Codice Stradale sono ben definiti: 30 giorni per il ricorso al Giudice di Pace e 60 giorni per il ricorso al Prefetto.

I casi

Dunque, è impossibile difendersi? No, ci sono alcuni, pochi e precisi casi in cui è possibile far ricorso. In primo luogo se l’automobilista dimostra che era in uno stato di necessità in quel momento ed era diretto, ad esempio, all’ospedale o in qualche altro luogo con la massima urgenza per salvare qualcuno o se stesso in grave pericolo. In tal caso egli avrà l’indulgenza da parte dei giudici che si metteranno nei suoi panni e capiranno la situazione.

In secondo luogo l’automobilista può dimostrare il ritardo della burocrazia, se così è stato, cioè nel caso in cui la notifica della multa sia arrivata 90 giorni dopo il passaggio con il semaforo rosso. La data da considerare è quella in cui la polizia ha consegnato la multa all’ufficio postale.

In terzo luogo è possibile che ci sia stata un’errata indicazione del luogo dov’è avvenuta l’infrazione, in questo caso l’automobilista, essendo che non può difendersi, può contestare la multa.

In quarto luogo, l’errore può essere stato commesso rispettivamente all’ora e alla data dell’infrazione, in questo caso si può far ricorso se si dimostra che a quell’orario e quel dato giorno si era da qualche altra parte e di conseguenza non ci si poteva trovare su quella strada.

In quinto luogo, infine, può essere stato commesso un errore limitatamente ai dati del conducente, in questo caso si può dimostrare che la propria targa effettiva non corrisponde a quella segnalata e per questo non si può essere accusati di essere passati con il rosso.

 

Ultima modifica: 11 Maggio 2017