Motore rotativo: vantaggi e svantaggi

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In pochi hanno sentito parlare di motore rotativo e ancora meno persone ne conoscono il funzionamento preciso. Sì, perché nonostante il motore rotativo porti con sé alcuni interessanti vantaggi, ad averne decretato il complessivo insuccesso sono un paio di punti deboli difficilmente accettabili. E pertanto, il motivo della sua scarsa diffusione è ben presto detto: sono i costruttori, di fatto, a non averlo scelto. Perciò il motore rotativo, nonostante sia comunque una valida alternativa ai motori tradizionali, si deve accontentare di una ristretta, ristrettissima nicchia. In ogni caso, si tratta di un motore a combustione interna a ciclo Otto; la particolarità è che è caratterizzato dalla rotazione dell’intero complesso dei cilindri attorno all’albero-motore. Di fatto, il rotore va a sostituire i cilindri. Il che, va detto, non sempre garantisce efficienza nella manovrabilità e, soprattutto, ha gravi ricadute sull’usura delle parti che lo compongono.

I vantaggi 

Certo il motore rotativo ha degli innegabili vantaggi: è tecnicamente molto semplice, è decisamente silenzioso ed è di facile manutenzione, oltre a essere più leggero per via delle dimensioni contenute e meno inquinante in termini di ossidi rispetto a un comune motore tradizionale. Inoltre, a parità di cilindrata e con una maggiore potenza, il rapporto peso/potenza è maggiore rispetto a quello di un motore convenzionale. Ma, come si è già anticipato, sebbene presenti tutti questi vantaggi, il motore rotativo non è sopravvissuto alla dura legge del mercato. I punti di debolezza, infatti, nonostante non siano moltissimi, hanno avuto un peso notevole nel decretare la sua estinzione. Ma che cosa riguardano questi svantaggi?

Gli svantaggi

Per prima cosa va sottolineata la coppia molto bassa se raffrontata con la cilindrata e con il numero di giri/motore. Il che, tradotto, significa maggiore usura del rotore. Ne consegue che per la costruzione del rotore andrebbero impiegati materiali molto “preziosi” (e dunque costosi) quali l’acciaio e l’alluminio, il che naturalmente avrebbe ricadute negative sui costi complessivi del motore prima, dell’automobile poi. Ma ad averne decretato la scomparsa dal mercato è un altro svantaggio: i consumi. Sì, perché i consumi del motore rotativo sono di gran lunga più elevati rispetto a un classico motore con cilindri. E visto che oggi nella scelta di un motore prevale innanzitutto la sua efficienza, ecco spiegata la breve storia triste dei motori rotativi.

Ultima modifica: 18 Febbraio 2019