Itinerari vendemmia, Piemonte Liguria: cosa fare e cosa visitare

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Per gli amanti del nettare degli Dei, il momento degli itinerari vendemmia è propizio sia per poter conoscere nuovi vini, sia per poter ammirare il luogo “sacro” dove il vino nasce, cresce e matura. Sono moltissimi gli amanti del periodo della vendemmia, il quale diventa anche un buona scusa per programmare un piccolo viaggio tra vigneti e cantine. Un modo per conoscere meglio il territorio italiano, un territorio in cui le vigne sono presenti praticamente in tutte le regioni. 

Per l’Italia, infatti, il vino e tutta la filiera viti – vinicola è un vero e proprio patrimonio, tanto che anche l’Unesco ha sentito la necessità di tutelare un’area geografica di produzione vinicola (il riferimento è all’area di produzione del Prosecco e alle Langhe Piemontesi) come patrimonio dell’umanità

 

Itinerari vendemmia: Piemonte, Liguria

Gli itinerari eno-gastronomici nel Bel Paese si sprecano e sono meta di cittadini di tutto il mondo. Senza la pretesa di essere esaustivi, vi suggeriamo qualche itinerario da compiere – in auto, in moto o in camper – in due regioni dell’Italia del Nord-Ovest, Piemonte e Liguria

La prima regione delle due prese in esame è un simbolo della produzione vinicola italiana, tanto che le Langhe sono conosciute in tutto il mondo. La Liguria – decisamente meno nota per la produzione di vino – è però anch’essa affascinante e tutta da scoprire: i viticoltori liguri, infatti, devono fare i conti con un territorio difficile, impervio, talvolta addirittura estremo. Il fascino di questi itinerari vendemmia, dunque, è alle stelle. Vediamo quali sono gli itinerari da compiere, nel periodo della vendemmia, in Piemonte in Liguria.

Periodo propizio per viaggiare

È vero che i cambiamenti climatici stanno apportando qualche mutamento al calendario della vendemmia, ma è altrettanto vero che il momento in cui si raccoglie l’uva è un periodo molto propizio per viaggiare. Siamo sul finire dell’estate: in alcune zone si vendemmia già ad agosto, in altre si può arrivare fino a ottobre inoltrato. Dunque, si tratta di un periodo in cui, se il tempo e le piogge sono clementi, viaggiare è un vero piacere: non fa più molto caldo, ma non bisogna nemmeno coprirsi troppo. 

Le scuole sono iniziate e dunque il turismo di massa è dimenticato: difficilmente si troverà coda e difficilmente si troveranno gli hotel e gli agriturismo pieni. Soprattutto nelle regioni che stiamo prendendo in considerazione – e cioè Piemonte e Liguria – viaggiare nel periodo della vendemmia sarà particolarmente propizio. Vediamo perché. 

 

Itinerari vendemmia in Liguria

Come si diceva, il territorio vitivinicolo ligure è un territorio particolarmente complesso: gli spazi sono ridotti, le colline sono impervie, lavorare la vigna è complesso, le produzioni sono esigue. Ma coloro che ce la fanno, danno vita a dei vini splendidi, come splendido è il territorio e il paesaggio di cui si può godere dalla vigna. Lo sguardo di perderà infatti nella dolcezza dei vigneti che scendono verso il mare, un gioco di colori e di suggestioni davvero imperdibile, soprattutto all’ora del tramonto. 

La Liguria dà vita, si diceva, a vini davvero imperdibili: per gustare il magnifico, ricercato e oramai raro Sciacchetrà, per esempio, occorrerà programmare un itinerario in uno dei territori più belli di questa regione, ossia le Cinque Terre. E’ qui infatti che si produce questo passito, così come, sui bellissimi terrazzamenti, si produce un ottimo Vermentino. 

Restando sempre in Liguria, ma abbandonando le Cinque Terre, di sicuro non si può non menzionare un altro vino ligure per antonomasia, il Pigato. Siamo a questo punto in tutt’altra zona, nei pressi di Albenga: è chiaro che questo vino beneficia del gusto e del sapore che gli viene conferito dalla vicinanza del mare. Inutile dire che Albenga e dintorni, a ottobre, non è Albenga di agosto: può regalare delle visioni e delle atmosfere davvero eccezionali. 

Itinerari vendemmia in Piemonte

Il Piemonte è il Piemonte: quando si tratta di vini, sono poche le regioni italiane capaci di regalare eccellenze e varietà come quelle piemontesi. Ma anche per il vino, è un fatto di gusti: ci saranno gli amanti dei vini piemontesi – e sono tantissimi – ma ci saranno anche dei detrattori, ossia coloro che da sempre preferiscono vini di altre regioni, per esempio quelle dell’est (vedi Friuli Venezia Giulia). A entrambi – sostenitori e detrattori – consigliamo di compiere un itinerario nelle zone produttive piemontesi. 

Per esempio nella zona del Gavi, o nella più scontata, ma ricchissima zona del Monferrato, capace di regalare vini ottimi, uno su tutti la Barbera. Il Piemonte è territorio per lo più di vini rossi: si pensi Dolcetto e Nebbiolo, per esempio, la cui degustazione merita un viaggio nella zona di Tortona. Ma c’è molto, molto di più: sono probabilmente più di 200 i vini piemontesi e pertanto varrà la pena di addentrarsi e scoprirne di nuovi. Una zona meno nota ma interessante, per esempio, è quella di Saluzzo, con dei vini interessanti e appartenenti a una piccola DOCG. Sono zone molto belle da visitare, che permettono di scoprire anche un notevole patrimonio artistico. 

Tripudio di colori

Parlando di vini piemontesi, ovviamente non si possono non citare le Langhe, luogo di eccellenza in cui vengono prodotti vini della portata del Barolo, Barbaresco, Dolcetto d’Alba, Arneis e Barbera d’Alba. Siamo in luogo magico, dove anche la gastronomia fa la sua parte, basti pensare ai formaggi e ai tartufi, tipici di queste zone. Anche le Langhe sono patrimonio dell’UNESCO, proprio per via dei paesaggi e del colore che la zona offre. In questo territorio si trova il comune di Barolo, sede del famoso vino rosso di lunga durata chiamato Barolo DOCG, spesso considerato come il migliore vino italiano. La visita a Barolo, se si intraprende un itinerario vendemmia in Piemonte, è a dir poco d’obbligo, così come lo è a Dogliani, dove è imperdibile una visita alla Tenuta di Luigi Einaudi.

Ultima modifica: 27 Settembre 2019