Hailwood, il fuoriclasse eguagliato da Marquez

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Qualche settimana fa Marc Marquez ha battuto due record in un colpo solo. Prima ha eguagliato il numero di pole position in carriera ottenute dal leggendario pilota australiano Mick Doohan, ben 58: Michael “Mick” Doohan, originario di Brisbane e classe 1965, vinse cinque titoli mondiali consecutivi con la Honda tra il 1994 e il 1998. Ma l’altro record personale è ancora più significativo 75 vittorie nel mondiale (considerando tutte le categorie e non solo la MotoGP, come il leggendario Mike Hailwood.

Hailwood, l’uomo dei sorpassi

Mike Hailwood si può considerare un temerario della velocità, un pilota d’altri tempi: iniziò con le moto correndo ad appena 18 anni nel moto mondiale e conquistando ben nove titoli mondiali in undici stagioni. Famoso per il suo coraggio sfrontato e a tratti un po’ incosciente, Hailwood non guardava in faccia nessuno quando si trattava di sorpassare e spingeva  ai limiti moto che avevano una velocità di punta impressionante se consideriamo i mezzi di sicurezza e di controllo che hanno i mezzi che oggi partecipano al mondiale.

Famoso per i suoi successi con la MV Agusta prima e poi con la Honda che lo assunse a peso d’oro e che con lui ottenne subito il titolo mondiale che le mancava da anni, Hailwood si esaltava sulle curve dei tracciati gran turismo e in particolare su quello dell’Isola di Man, uno dei percorsi più pericolosi e mortali delle corse in moto. Vinse per 14 volte a Man sul circuito Mountain, il più micidiale. Il suo più grande rivale in quel periodo fu il giovane Giacomo Agostini che di lì a poco avrebbe raccolto il suo scettro.

Haliwood, dalle moto alle auto

Abbandonata la carriera in moto scelse la Formula 1 pilotando prima la Lotus, poi la Surtees, quindi la McLaren:  tanti piazzamenti onorevoli, un secondo posto a Monza nel 1972 ma mai una vittoria anche se Hailwood da tutte le scuderie fu considerato un pilota innovativo per come aveva saputo testare nuovi componenti e dare precise indicazioni a meccanici e costruttori sulla realizzazione del telaio. Abbandonate le corse per mettere su famiglia con la splendida attrice e modella Pauline Barbara Nash investì i suoi guadagni in alcune concessionarie di auto e moto decidendo, nonostante le numerose offerte, di rifiutare qualsiasi consulenza dal mondo delle corse per stare con la famiglia.

Ebbe una fine molto tragica: nonostante tanti incidenti e innumerevoli rischi sulle piste di mezzo mondo trovò la  morte sulla strada di casa quando la sua Rover SD1 3500 si schiantò con un camion che stava effettuando una inversione a U non consentita. Era con i figli, stavano andando a comprare dei fish and chips: sua figlia Michellemorì sul colpo, Hailwood fu dichiarato morto dopo 40 ore di coma, il piccolo David se la cavò con ferite minori. Ironia  della sorte in qualche modo Hailwood predisse la sua fine: “Forse morirò giovane, ma non su una pista: magari per un sorpasso azzardato di qualcun altro, o per un camion che mi taglierà la strada” disse in un’intervista. Aveva appena compiuto 40 anni.

Ultima modifica: 13 Settembre 2019