Le gare più avvincenti del circuito di Maranello

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Nel corso degli anni, in casa Maranello si sono collezionate una serie di vittorie, soprattutto dagli anni 60, 70-80 e nei primi anni 2000 per quanto riguarda le gare del circuito di Formula 1. Ma ci sono anche gare su circuiti sportivi motoristici diversi a cui le auto di Maranello hanno partecipato con successo e riportando diverse soddisfazioni e vittorie. In particolare, si sta parlando delle gare di durata 24 ore, definite anche “endurance” che si tengono a Le Mans. Ecco di seguito le più avvincenti partecipazioni delle Ferrari alle gare di Le Mans, avvenute negli anni 60.

Le gare GT e di durata del “Cavallino”

Negli anni più recenti, tifare il Cavallino al di fuori del circuito della Formula 1 ha significato quasi esclusivamente seguire le competizioni GT. In particolare le GTWorld Challenge Europe (note fino alla stagione 2019 come Blancpain GT Series) che sono un campionato automobilistico organizzato dalla Stéphane Ratel Organisation e omologato dalla Federazione Internazionale dell’Automobile.

Queste gare sono riservate a vetture Gran Turismo che sono auto modificate dalle case produttrici secondo le specifiche direttive GT3 dettate dalla FIA. Fino al 2019, questa importante serie di gare era suddivisa in due campionati separati, ovvero le e le Blancpain GT Series Sprint Cup e la Blacpain GT Series Endurace Cup. Il campionato endurance è organizzato dal 2011 mentre quello sprint dal 2013, dando poi origine alle Blancpain GT Series nel 2014. Fino al 2019 sponsor principale del campionato è stato l’azienda di orologeria svizzera Blancpain. La Ferrari ha partecipato sempre con successo a queste competizioni.

Ma il mondo del motor sport automobilistico comprende anche altre entusiasmanti gare e in questo ambito non possono mancare le gare di durata che si tengono in Francia a Le Mans.

Nella storia della Ferrari, le gare di durata e, più in particolare la 24 Ore di Le Mans, hanno avuto grandissima importanza. Ed infatti, l’azienda di Maranello ha lottato per moltissimi anni per raggiungere la vittoria assoluta e tra il 1949 e il 1965, centrando l’obiettivo ben nove volte con, tra gli altri, una straordinaria serie di cinque successi consecutivi dal 1960 al 1965. Aspettando quindi di vedere la hypercar che nel 2023 riporterà il rosso Ferrari in prima categoria, è bene fare una breve carrellata di ricordi (in tre episodi) di tutti i successi francesi del Cavallino.

Maranello: le vittorie di Cavallino negli anni ‘60

1963 La vittoria Ferrari del ’63 è davvero speciale: si tratta della prima auto da corsa di Maranello con motore posteriore, e con il primo equipaggio tutto italiano (Lorenzo Bandini e Lodovico Scarfiotti).

La CSI crea la categoria Prototipi e pone il limite di cilindrata a quattro litri. Maranello partecipa a questa edizione con undici auto: quattro ufficiali e sette private. Nel primo gruppo c’è la nuova 250P a motore posteriore-centrale. Tra i privati ci sono le inedite 330 LMB ancora a motore anteriore. La concorrenza è costituita dalla Maserati (con le 151 aggiornate al V8 5 litri iniezione), Aston Martin (con la DP214 e DP215), Jaguar (con le E-Type Lightweight) e le debuttanti Lola MK6. L’auto Ferrari parte facendo un’ottima figura e piazza una scala reale davanti al gruppo degli inseguitori. Willy Mairesse e John Surtees costruiscono progressivamente un grande vantaggio mentre Mike Parkes e Umberto Maglioli, durante la notte, sono costretti a una lunga sosta per un guasto meccanico e rientrano con un ritardo di dieci giri. Scarfiotti e Bandini seguono piazzati al secondo posto. Ma alle 10:45 Surtees rientra per il rifornimento e cambio pilota quando la loro 250P prende fuoco ed è costretta a ritirarsi. La coppia Bandini/Scarfiotti passa in testa e vince, seconda una GTO, terzi Parkes e Maglioli.

1964, L’arrivo della Ford non preoccupa la Ferrari. All’edizione ’64 Enzo Ferrari arriva con una nuova energia: forse le nuove GT40 non vinceranno ma gli avversarinon sono comunque da sottovalutareIl Cavallino mette in pista tre 275P ufficiali e, attraverso la N.A.R.T. e la Maranello Concessionaires, tre 330P. La Ford è il marchio che esercita la concorrenza più agguerrita (con le GT40 e le Cobra Daytona) ma c’è anche la Porsche con le 904. Non va trascurata nemmeno la presenza dell’Isorivolta con le nuove A3/C motorizzate Chevrolet. Le Ferrari partono in prima fila e tengono sotto Cobra Daytona, GT40 e Porsche. La 330P di Surtees/Bandini va in testa alla 2nda ora. All’inseguimento c’è la Maserati che riesce a salire fino al terzo posto ma durante la notte la 151 si ritira per problemi elettrici.

Tre Ferrari ufficiali sono in testa alla corsa per parte della nottata, con la 330P di Surtees/Bandini in cima, quarta una Cobra Daytona, quinta una Porsche 904. Alla 12esima iniziano sorpassi e recuperi. La 275P di Vaccarella/Guichet passa in testa e alle 8 di mattina piazzando sette giri di vantaggio sulla 330P di Graham Hill e Jo Bonnier. Alla fine vincono con cinque giri avanti.

1965: la 250 LM privata. In quell’anno, Ferrari schiera le nuove 330P2 ma entra in conflitto con la Commissione Sportiva per il rifiuto di concedere l’omologazione della 250 LM in classe GT. Perciò le 250 LM dei team privati (ben cinque esemplari) sono iscritte tra i prototipi. Nelle prime due ore c’è il ritiro della Maserati Tipo 65: Bonnier riesce a riguadagnare i box ma qui si conclude la presenza del Tridente nella storia della 24 Ore.

Durante la terza ora le Ford GT40 MKII escono di scena e le Ferrari 330P2 ufficiali sono in testa, rallentando solo dopo il tramonto per problemi ai freni. Durante la notte si costruisce la leadership delle Ferrari private: le 250 LM della NART e la 275 GTB dell’Ecurie Francorchamps corrono bene. In mattinata la classifica prende forma definitivamente: alle 10 si ritira la seconda 330P2 (la prima aveva abbandonato nella notte) e alla 23esima ora anche la terza getta la spugna. Masten Gregory e Jochen Rindt, sulla 250 LM della N.A.R.T. tagliano il traguardo, ma anni dopo verrà fuori che un terzo pilota, Ed Hugus, aveva guidato durante la notte la macchina vincitrice.

Ultima modifica: 3 aprile 2022