Trekking autunnali in Dolomiti Paganella

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Trekking autunnali in Dolomiti Paganella. Con l’avvicinarsi dell’autunno, le pendici del celebre altopiano si tingono di mille colori diversi. Per scoprirli tutti non c’è niente di meglio di un’immersione totale nella natura, tra boschi, sentieri e rifugi affacciati su alcuni dei panorami più belli delle Dolomiti di Brenta. L’importante è farlo in sicurezza.

Quando si sceglie un percorso è fondamentale informarsi bene sull’itinerario, sia in salita che in discesa, e sulle previsioni meteo, per sapere come comportarsi in caso di maltempo. Soprattutto se si è alle prime armi, è meglio optare per sentieri che abbiano punti di riparo e di ristoro, come i rifugi”, spiega la guida alpina Davide Carton.

È inoltre fondamentale partire con l’attrezzatura adeguata e conoscere il dislivello tra il punto di partenza e quello di arrivo: indicativamente si può dire che sotto i 500 metri si è di fronte a un percorso di difficoltà ridotta, mentre tra i 500 e i 1000 media e sopra i 1000 possiamo parlare di itinerari per persone più allenate. Infine, va valutata la difficoltà tecnica mettendo in relazione i chilometri da percorrere e il dislivello: se la distanza è minima e il dislivello è elevato, probabilmente il sentiero sarà particolarmente ripido e tecnico”.

Trekking autunnali in Dolomiti Paganella

Per chi è alla ricerca di idee per un’escursione da vivere tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, Dolomiti Paganella ha selezionato alcune proposte di trekking con un dislivello medio-basso: da quelle che accompagnano a scoprire i percorsi dei pionieri dell’alpinismo fino ai sentieri didattici per bambini, passando per punti panoramici mozzafiato e rifugi che propongono le eccellenze gastronomiche del territorio.

Rifugio Croz dell’Altissimo, sulle orme dei pionieri dell’alpinismo

Il rifugio Croz dell’Altissimo, a 1.480 metri d’altezza e ai piedi dell’omonima cima, si trova lungo la principale via d’accesso al versante orientale del gruppo delle Dolomiti di Brenta, un percorso che nella metà dell’Ottocento vide passare i pionieri dell’alpinismo dolomitico.

Per raggiungerlo esistono tre percorsi a piedi: uno con partenza da Andalo e due con partenza da Molveno, dove è inoltre possibile salire a bordo della cabinovia che porta all’Altopiano di Pradel. I tre condividono il sentiero SAT 340, un affascinante cammino scavato nella roccia e che offre un panorama mozzafiato non solo sulle Dolomiti di Brenta, ma anche sul lago di Molveno, un vero e proprio gioiello turchese incastonato tra le montagne.

Rifugio La Montanara, tra cucina e percorsi in bicicletta

Sull’Altopiano di Pradel, a 1.600 metri, il rifugio La Montanara è un luogo noto non solo per l’affascinante atmosfera alpina, ma anche per la sua cucina, che propone piatti preparati seguendo i ritmi della natura e che sono il perfetto connubio tra tradizione e innovazione. Il rifugio può essere raggiunto a piedi con partenza da Andalo o da Molveno, seguendo le indicazioni per Pradel.

In alternativa, è possibile usufruire dell’impianto di risalita di Molveno, attrezzato per trasportare anche le biciclette con le quali poi scendere lungo il percorso BIG HERO e i sentieri della Paganella Bike Area.

Rifugio Malga Andalo, tra boschi e sentieri attrezzati

A pochi chilometri da Molveno, il rifugio Malga Andalo, a 1.357 metri, offre una spettacolare vista sull’Altopiano della Paganella e sulle Dolomiti di Brenta. Riaperta nel giugno 2023 dopo una completa ristrutturazione, la struttura offre inoltre accoglienti stanze che profumano di cirmolo (o pino cembro), una delle piante regine delle Alpi.

Il rifugio, che il 16 settembre ospiterà il festival Suoni delle Dolomiti e la musica di Jack Savoretti, può essere raggiunto seguendo tre diversi sentieri che partono da Molveno, compreso il famoso percorso attrezzato Donini, il più suggestivo ma anche il più impegnativo. Tutti prevedono un dislivello di circa 500 metri.

Monte di Mezzocorona, sospesi nel vuoto a 648 metri d’altezza

Il Monte di Mezzocorona, a 891 metri, si affaccia sui vigneti della Piana Rotaliana Königsberg. La cima può essere raggiunta in tre modi: a bordo della funivia, a piedi seguendo il sentiero SAT 500 (con un dislivello di 672 metri) o prendendo la via ferrata Burrone Giovanelli, che dalla località Ischia si snoda tra scale, staffe e funi di sicurezza e si inoltra nella montagna esplorando un canyon di incredibile bellezza.

Sul posto è inoltre possibile vivere un’esperienza mozzafiato salendo sulla piattaforma panoramica a sbalzo: una struttura sospesa a 648 metri d’altezza e dotata di pavimentazione in vetro. Per chi volesse proseguire, dalla cima partono numerosi itinerari, come il Sentiero didattico delle confidenze, dove i più piccoli possono approfondire la fauna e la flora locale grazie a un percorso guidato e diviso in 16 tappe.

Croce di Fai, uno dei panorami più belli dell’Altopiano

Partendo da Passo Santel (1.033 metri) e risalendo prima lungo la strada forestale sterrata e poi lungo la mulattiera e il sentiero 603, in direzione Campedel, è possibile raggiungere Croce di Fai (1.460 metri), il più bel punto panoramico del monte Fausior. Dalla croce è possibile vedere Fai della Paganella, le Pale di San Martino, il monte Bondone e ammirare il Brenta e la Valle dell’Adige da un punto di vista privilegiato. Ai piedi della croce è inoltre posto il “libro di vetta”, dove è possibile lasciare un pensiero, un ricordo o un segno del proprio passaggio.

Sarnacli Mountain Park, per i piccoli esploratori

Il Sarnacli Mountain Park è un percorso didattico sensoriale, libero e gratuito, composto da 13 tappe grazie alle quali i bambini possono vivere e sperimentare in prima persona tutti gli ambienti del Parco Naturale Adamello Brenta. La località Plan dei Sarnacli è raggiungibile in auto o a piedi, seguendo uno dei tre sentieri segnalati con partenza da Andalo: il primo (e il più indicato per i passeggini) inizia in centro paese ed è percorribile seguendo le indicazioni per Pradel e per Chalet Plan dei Sarnacli; il secondo parte da Maso Cadin, seguendo la via Crucis; il terzo, infine, si snoda tra ponticelli e forre carsiche da Maso Pegorar.

Chi vuole introdurre i bambini al mondo del trekking deve tenere a mente che l’esperienza deve essere prima di tutto un’attività divertente, anche nei momenti più impegnativi”, spiega Davide Carton. “Buona regola è renderli partecipi, fin da piccoli, di quello che si andrà a fare, coinvolgendoli nella fase di pianificazione e nella scelta dell’itinerario. Allo stesso tempo si può lasciarli autonomi in alcuni aspetti, come la preparazione del loro zainetto, in modo tale da sviluppare responsabilità e consapevolezza. In ogni caso, è fondamentale rispettare i loro tempi e valutare bene la distanza da percorrere, in modo tale da poter dare loro la soddisfazione di concludere la gita”.

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Ultima modifica: 17 Settembre 2023