Danni accidentali auto, come comportarsi

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Nulla tutela la nostra auto – o la nostra moto, ma anche noi stessi – se non una buona assicurazione. Ci sono molti fattori di cui tenere conto quando si fa un contratto assicurativo per la protezione del mezzo e di chi lo utilizza dei quali raramente si tiene conto: tutto si ferma a una mera valutazione economica o commerciale. Si sceglie la polizza più conveniente, quella che cosa meno, per poi scoprire nell’unico momento in cui se ne ha davvero bisogno, che siamo scoperti da alcuni fattori di rischio che avremmo fatto meglio a considerare con maggiore attenzione. Uno su tutto è quello dei cosiddetti ‘danni accidentali auto’.

Un’infinità di piccoli, imprevedibili, danni accidentali auto

Un ramo di un albero che cade sul tetto della nostra macchina, i sassolini scagliati dalle auto che ci precedono che graffiano il cofano, un urto nel parcheggio, la piccola riga sulla portiera, un gocciolio nel garage cui non facciamo caso fino a quando non ci ha corroso la carrozzeria, quello stillicidio trasporta con sé la polvere e la calce anche del nitrato di potassio, il cosiddetto salnitro. Altri esempi bizzarri? Un ragazzino in bicicletta che ci urta la portiera (e non ci lascia di certo il bigliettino), i piccioni che hanno stazionato a lungo sopra la nostra macchina coprendola di escrementi. Guai a non lavare subito l’auto, si tratta di una delle cose più corrosive che esistano per la verniciatura. Un urto nel parcheggio che riga il fascione paraurti anteriore: il primo ci dà un po’ fastidio, il secondo lo notiamo appena, dal terzo in poi non ci si fa più caso fino a quando non dobbiamo vendere l’auto e tutti quei segni andranno a incidere sensibilmente sul valore della nostra vettura.

Chi possiede un’auto in leasing o in noleggio lungo termine invece lo sa bene: l’auto va tenuta perfettamente perché non è di chi la guida ma di una società che la affitta o noleggia con un contratto a termine. Ma alla fine del contratto l’auto la rivorranno indietro come nuova e ogni segnetto diventa un costo, perché anche se c’è la polizza Kasko che copre qualsiasi eventualità c’è pur sempre una franchigia da pagare. Un discorso a parte meritano i cristalli: spesso purtroppo vanno in frantumi perché qualche vandalo ce li sfonda, magari per rubare pochi spiccioli, altre volte invece si incrinano perché basta un piccolo sassolino a creare un buchetto di grandezza infinitesimale che a poco a poco si allargherà fino a venare il parabrezza e comprometterne la funzionalità e la sicurezza. Questi sono solo alcuni degli esempi che si possono annoverare tra i cosiddetti danni accidentali: a volte sono responsabilità di qualcuno, a volte no, in ogni caso se sono accidentali significa che non si può risalire alla paternità di quei danni. Che magari è nostra.

Cosa copre l’assicurazione, quali sono le coperture accessorie

L’assicurazione che siamo obbligati a pagare è la cosiddetta RC, Responsabilità Civile: è il livello minimo di una polizza e il suo valore dipende dalla nostra qualità di conducenti, sia che si tratti di un’auto o di una moto, perché nella tipologia di polizza più comune, la Bonus-Malus, il nostro coefficiente sarà maggiore se nel corso dell’ultimo anno avremo provocato degli incidenti. La classe di merito si trasferisce da un mezzo all’altro e da una polizza all’altra senza bisogno di presentare documentazioni particolari.

Un altro fattore di costo è il cosiddetto massimale: più è alto il valore da coprire più alto sarà il costo della quietanza da versare. E poi ovviamente molto dipende anche dalla tipologia di mezzo che guideremo e che sarà coperto dall’assicurazione: lo scooter 50cc ha un costo, la miniauto un altro e via crescendo a seconda della cilindrata o della tipologia. Un camper e un furgone costeranno ovviamente più di un’utilitaria. Ormai quasi tutto si svolge on line, o al telefono: sotto questo aspetto è tutto relativamente semplice e comodo. Il costo che per molti anni è stato ritenuto eccessivo delle assicurazioni si è sicuramente ridotto ma non è detto che questo sia un bene. La polizza RC copre per l’appunto tutte quelle saranno le nostre eventuali responsabilità in caso di incidente. I danni che provocheremo a un mezzo o ai suoi occupanti. Tutto il resto è un plus che siamo noi a decidere se acquistare o meno.

Per coprire i danni accidentali auto bisogna salvaguardarsi con le clausole accessorie

Dunque i cosiddetti danni che sono considerati accidentali restano fuori dalla copertura assicurativa e necessitano di un’apposita o di più garanzie accessorie. Ormai quasi tutte le compagnie assicurative offrono una serie di integrazioni a prezzi diversi e ovviamente con coperture diverse: la Kasko è in assoluto la polizza di maggiore garanzia. Ne esistono di diversi tipi: la Full copre da qualsiasi danno accidentale, naturale (come la grandine), provocato (danni che facciamo alla nostra auto viaggiando o parcheggiando) o procurato (danni che evidenziamo sulla vettura e dei quali non si riesce a risalire alla responsabilità, la classica botta subita in parcheggio). C’è poi la MiniKasko che si limita soprattutto agli urti.

La polizza Kasko prevede anche l’applicazione di una franchigia: l’utilizzatore dell’auto, il firmatario della polizza, pagherà una percentuale rispetto ai danni da riparare. Si va da un minimo del 10% a quote anche del 30-35%: più alta è la percentuale da coprire più bassa sarà la quietanza da pagare all’atto della stipula. Sui cristalli bisogna fare una distinzione: esistono polizze apposta per i cristalli, soprattutto in caso di danni per un’effrazione subita. La polizza cristalli è l’unica che li copre proprio tutti, fino alla sostituzione del vetro danneggiato. Dalla scheggiatura del parabrezza al lunotto sfondato basta presentare una prova del danno e portare l’auto a sostituire il vetro in un centro convenzionato con la nostra compagnia assicurativa. Restano poi alcune polizze, una molto utilizzata – incendio e furto – e altre quasi sconosciute.

Da tempo le compagnie hanno fatto la scelta commerciale di abbinare la polizza incendio a quella per il furto: purtroppo la seconda assume molte più probabilità del primo. Anche qui i valori opzionabili sono molti: furto dell’auto, furto o danneggiamento a scopo di furto di una parte dell’auto stessa (gomme, cerchi, impianto stereo o di navigazione) e così via. La polizza eventi atmosferici va sempre verificata: se la compagnia garantisce con la Kasko il danno da grandine, gli eventi atmosferici – in qualche caso definiti anche calamità naturali – coprono in caso di fulmine, alluvione, auto allagata sotto un cavalcavia. La polizza forse meno conosciuta è quella che riguarda le manifestazioni di piazza. Chi paga per le auto date alle fiamme durante degli scontri tra manifestanti e polizia? Se l’auto ha questa copertura paga l’assicurazione altrimenti il proprietario dovrà rassegnarsi a comprare un’altra vettura senza alcun risarcimento.

Ultima modifica: 14 Giugno 2019