Cosa fare quando scade il bollo auto

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Capita di preoccuparsi delle conseguenze del mancato versamento del bollo auto quando in realtà è già un po’ tardi per evitare more e sanzioni. E forse sarebbe opportuno premunirsi, nel caso in cui non si conosca la scadenza esatta della cosiddetta tassa di possesso.

Bollo auto, in cosa consiste

Il famigerato bollo auto altro non è che una tassa dovuta per il solo fatto di possedere un veicolo a motore.

E’ dovuto dunque per le moto, per le auto e per i furgoni. Ha sostituito ormai da molti anni la vecchia tassa di circolazione e viene pagato in base ai chilowatt o ai cavalli di potenza del veicolo alla Regione in cui si risiede.

Così, che quando viene recapitato per posta un avviso bonario da parte della Regione circa il mancato pagamento, è meglio mettersi subito in regola per evitare che il passo successivo sia una cartella esattoriale, con un incremento notevole del dovuto.

Per essere certi della scadenza del bollo auto è opportuno rivolgersi a uno sportello ACI che, per via telematica, riesce a determinare la data corretta e anche l’importo da versare. In realtà non è difficile calcolare da sé questa data.

E’ una tassa con cadenza annuale e si riferisce al mese di immatricolazione del veicolo. La scadenza perentoria è alla fine del mese successivo a quello di immatricolazione. Per semplificare: un veicolo immatricolato nel mese di giugno, avrà la scadenza perentoria del saldo entro il 30 luglio dell’anno.

Bollo auto, il pagamento oltre la scadenza

Se la scadenza è ormai passata per una dimenticanza o per una qualsivoglia ragione, è possibile adottare il cosiddetto ravvedimento operoso.

E’ previsto infatti che la sanzione sia dello 0,1 per cento dell’importo normale per ogni giorno di ritardo, sempre che il saldo avvenga entro 14 giorni dalla scadenza.

Sanzione che cresce fino al 1,5 per cento se il pagamento avviene tra il quindicesimo e il trentesimo giorno dalla scadenza, ma in questo caso si aggiungono gli interessi di mora dello 0,8 per cento per ogni giorni di ritardo.

La sanzione ridotta passa a 1,67 per cento con la regolarizzazione tra il trentunesimo e il novantesimo giorno. Da quel momento fino a un anno di ritardo la sanzione arriva al 3,75 per cento oltre gli interessi di mora.

Oltre l’anno, il mancato pagamento viene iscritto a ruolo e la cartella esattoriale sarà inevitabile. I versamenti possono avvenire oltre che attraverso gli sportelli ACI, anche negli uffici postali e nelle ricevitorie autorizzate o anche on line.

Ultima modifica: 26 Marzo 2019