Consumi camper: cose da sapere

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Consumi camper, che differenze ci sono tra una tipologia di veicolo e l’altro? Facciamo chiarezza con questa guida rapida e qualche consiglio utile

Consumi camper, uno dei principali fattori ai quali bisogna pensare quando decidiamo, per la prima volta, di avventurarci nell’acquisto di un veicolo di questo tipo. Ma quanto consuma un camper? Vi sono molteplici situazioni che incidono, concretamente, e delle quali va tenuto conto. A partire dalla tipologia di camper che scegliamo di acquistare.

Camper per tutti i gusti e le esigenze

I camper fanno parte della grande famiglia degli autocaravan, ovvero tutti quei veicoli a motore che sono stati attrezzati, in fase di costruzione, ed in modo permanente, per il trasporto e l’alloggio di un cosiddetto equipaggio. Quindi, in base al tipo di scocca che possiedono, ci sono varie categorie: esistono i camper ‘puri‘, chiamati anche van oppure furgoni camperizzati, poi vi sono i camper mansardati, i semintegrali, i motorhome (altresì detti integrali) ed in monoscocca in vetroresina. Ogni tipo si contraddistingue per delle caratteristiche, ciascun veicolo ha i suoi pro ed i suoi contro, e, innegabilmente, questi si ripercuotono sui consumi camper. Prendiamo in esame, in questa guida, in particolare i mansardati ed i semintegrali.

Camper mansardato

E’ chiamato anche ‘motorcaravan‘: si tratta di un veicolo che viene realizzato mediante l’applicazione di un abitacolo prefabbricato su autotelaio cabinato (ovvero la meccanica di base). Si definisce mansardato poiché prende il suo nome dalla ben nota ‘mansarda’, vale a dire il prolungamento della sua cellula, la quale, al suo interno, ospita un letto matrimoniale proprio in corrispondenza della cabina di guida. Rispetto ad un camper ‘puro’ offre molti accessori per i viaggi più lunghi, come, ad esempio, un doppio frigo, un forno, una doccia separata che, a conti fatti, fanno stare tranquilli dal punto di vista del comfort. La presenza della mansarda, inevitabilmente, incide sui consumi camper: già di per sé mezzo pesante, un camper mansardato di dimensioni medie, non esagerate, fa 8 chilometri con un litro di gasolio.

Camper semintegrale

Si tratta di un veicolo che possiede un abitacolo montato su autotelaio cabinato, ma, a differenza di un mansardato, non è provvisto della mansarda. Ciò vuol dire che è maggiormente aerodinamico, più basso: questo, però, non gli impedisce di offrire, solitamente, gli stessi confortevoli accessori del suo parente qui sopra.

Quando ci si appresta ad acquistare un camper, teniamo conto delle differenze tra mansardato e semintegrale: il primo, da 4 a 7 posti, è forse più comodo, ma il secondo, concepito per ospitare da 2 a 6 persone e che, di norma, non offre più di 4 posti letto, presenta un vantaggio notevole in termini di consumi camper. Acquistando un semintegrale, infatti, si risparmierà in media circa il 20% del carburante. Questo perché, senza la mansarda, viene a mancare il cosiddetto ‘effetto vela’, ovvero l’attrito che produce la mansarda stessa a contatto con l’aria la quale comporta uno ‘sforzo’ sotto il lato del consumo energetico.

Camper 6 posti

Maggiore sarà ‘l’ospitabilità’ del veicolo in questione, maggiori saranno i consumi camper. I semintegrali consumano meno dei mansardati, infatti, poiché, oltre alla differente tipologia di scocca, privilegiano l’aerodinamicità, una migliore compattezza e la predisposizione di appena 4 posti letto.

Gli specialisti del settore, per esempio, consigliano solitamente, per chi è molto attento al consumo di carburante, di optare per una scelta classica ed acquistare un camper puro poiché, al massimo, offre 4 posti viaggio/letto, aumentabili sino a 6 con il ‘tetto a soffietto’, e, date le dimensioni similari a quella di una monovolume, è più veloce, facile da parcheggiare e consuma la metà di un mansardato! In linea di massima, finché si rimane entro la categoria dei camper a 6 posti, sono i dettagli (scocca, materiali, comfort) a fare la differenza; qualora si opti per un veicolo di caratura superiore, bisognerà tenere conto di come i consumi di carburante si alzeranno sensibilmente.

Camper diesel

Non è soltanto la tipologia di camper a contare nella vicenda. Tanto dipende anche da che motore montano i camper in questione. La maggioranza dei camper in circolazione possiede un motore diesel ‘aspirato’ (modelli più vecchi) o turbodiesel. Già all’interno di questa ‘maxi-categoria’, possiamo verificare come i secondi, nonostante assicurino prestazioni migliori, a parità di potenza consumino nettamente di meno.

Più in generale, comunque, è preferibile puntare senza indugi su un camper diesel rispetto ad uno che monta un impianto a benzina + Gpl, presente di norma proprio per limitare i consumi di carburante. Perché? Il camper a benzina + Gpl, rispetto al diesel, costa di meno ed entra in città anche in occasione di un blocco del traffico, è vero, però garantisce prestazioni inferiori, anche in autostrada, ha un’autonomia ridotta e l’impianto Gpl andrebbe revisionato con costanza. A questo punto, vale la pena consumare leggermente di più con il diesel che essere costretti a sottostare a qualche fastidioso handicap.

Come consumare meno

Un camper è un mezzo pesante e, pertanto, trovare sul mercato un veicolo che garantisca almeno un’autonomia di 10 km con un litro di gasolio è impresa ardua. Considerati i risparmi possibili di cui abbiamo parlato fin qui nella nostra guida, è altrettanto indicato tenere conto di una serie di piccoli accorgimenti che sono in grado di consentire notevoli risparmi sui consumi camper, anche nell’ordine di centinaia di euro l’anno. Come? Ad esempio rivolgendoci a distributori di carburante che applicano un prezzo inferiore: talvolta i prezzi dei carburanti differiscono di 8-10 centesimi al litro; vuol dire che, optando per il giusto distributore, si potrà ottenere un risparmio di 3-4 euro per ogni pieno.

Qualora con il nostro camper percorressimo 10mila chilometri l’anno, è piuttosto palese come tali cifre si facciano piuttosto importanti. Altra regola da seguire: mai farsi rifornire, bensì scegliere il self-service. Così facendo, si risparmieranno circa 3 centesimi a litro: non è poco, se si considera, sempre sulla base di 10mila chilometri annui, si tratta di un risparmio di 50 euro. Infine, adottate uno stile di guida placido e pacato, senza spingere troppo sull’acceleratore, evitare percorsi urbani (indicono parecchio sui consumi camper), effettuate manutenzione regolare e, quando possibile, fate rifornimento di carburante all’estero: in Spagna, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Grecia si risparmia il 20%.

Ultima modifica: 23 giugno 2017