Colonnine elettriche di ricarica condominiale: come chiederle

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A fronte di questo incremento nelle vendite, però, sono ancora poche sul territorio nazionale le colonnine elettriche per la ricarica e mentre ci sono alcune località abbastanza coperte, altre presentano pochissime stazioni per lunghi tratti. Per risolvere il problema, ai punti di ricarica pubblici andrebbero affiancate delle postazioni di ricarica condominiali, quindi private.

Ecco come richiedere e installare una colonnina di ricarica condominiale.

Le colonnine elettriche nei box privati

Nei condomini si hanno a disposizione spazi comuni, ma esistono anche spazi riservati a ciascun condomino (come box garages etc…etc…). Chi è proprietario di un box privato può installare (a proprie spese) la colonnina per la ricarica della sua auto elettrica potendola utilizzare a qualsiasi ora senza doverla condividere con nessuno.

In questo specifico caso, non servono particolari autorizzazioni: è sufficiente comunicare l’intenzione di istallare la colonnina nel proprio box all’amministratore di condominio. Quest’ultimo controllerà che sia tutto a norma di legge anche con l’aggiornamento del certificato antincendi, secondo le indicazioni predisposte dal corpo dei Vigili del Fuoco.

Le colonnine elettriche nelle aree comuni

Se i condomini non posseggono box privati, si può installare la colonnina di ricarica elettrica in un’area comune, come il cortile o il parcheggio condominiale. In questa eventualità, l’interessato o gli interessati dovranno chiedere e ricevere l’approvazione dell’assemblea di condominio (con la maggioranza semplice dei voti) e i costi saranno a carico di tutti i condomini che hanno aderito alla richiesta.

Se l’assemblea boccia la proposta, il richiedente potrà installare la colonnina di ricarica sostenendone da solo i costi, inclusi quelli per la manutenzione e il ripristino degli spazi dopo i lavori che non dovranno comunque recare alcun pregiudizio alla stabilità, alla sicurezza, all’uso e al decoro architettonico del fabbricato.

La normativa 

Le disposizioni sulle colonnine elettriche condominiali sono contenute nella legge n. 134 del 2012 (Decreto Sviluppo). Successivamente il Decreto Legge 257/2016 (in vigore dal 2018), prevede che gli edifici di nuova costruzione, con almeno 10 unità abitative, siano obbligatoriamente predisposti per l’installazione di colonnine di ricarica in numero non inferiore al 20% dei posti disponibili.  Negli edifici non residenziali con superficie di 500 metri quadri, invece, deve poter essere installata una colonnina per ciascun posto auto.

Bisogna ricordare infine che grazie all’Ecobonus 2019-2021, sono sati introdotti sgravi fiscali per chi acquista una colonnina di ricarica privata per auto elettriche fino al 50% in 10 anni per un tetto massimo di 3.000 euro di spese (sostenute per l’acquisto e installazione dell’impianto nonché per l’aumento della potenza del contatore elettrico a 7 kW).

 

La fornitura di energia condominiale

Se il singolo condomino è proprietario di un box o di un’area privata, si possono presentare due casi diversi, che dipendono dal tipo di approvvigionamento di energia.

  1. Si può installare un contatore elettrico intestato al singolo e in questo caso, come visto, il condomino interessato deve inoltrare una richiesta scritta all’amministratore che si limiterà a prendere atto della decisione, visto che non servono particolari autorizzazioni. I lavori vanno eseguiti a norma di legge e se si sfrutta un attacco collegato alla linea elettrica condominiale, l’amministratore dovrà incaricare un tecnico per effettuare tutte le verifiche del caso. Verrà poi stabilito l’ammontare delle spese che l’inquilino dovrà sostenere e sarà installato un contatore di misurazione del consumo sulla diramazione della linea elettrica privata del condomino richiedente.
  2. Se il singolo usa una ricarica installata in area condominiale comune, la domanda scritta che si presenterà all’amministratore dovrà essere corredata anche da un progetto particolareggiato. Sarà poi necessaria l’autorizzazione dell’assemblea di condominio: l’installazione di una colonnina è infatti classificata come “innovazione agevolata”, e il quorum deliberativo sarà quello della maggioranza dei partecipanti che rappresentano almeno la metà del valore dell’edificio in quote millesimali. I condomini che non intendono poi sfruttare la ricarica condominiale, saranno esonerati da qualsiasi partecipazione alle spese. Se qualcuno vorrà unirsi successivamente, dovrà partecipare agli oneri dell’opera di installazione e alle spese dei consumi.

Quando la colonnina elettrica è bene condominiale

L’impianto di ricarica elettrica diventa un bene comune condominiale quando l’installazione è decisa all’unanimità dal condominio. Al contrario, se l’installazione è stata approvata dall’assemblea, i punti di ricarica saranno di proprietà solo di quei condomini che si siano spesi per l’installazione.

Qualora, trascorsi 3 mesi dalla presentazione della richiesta scritta, l’assemblea non desse il consenso, il singolo o il gruppo di condomini potrà comunque installare la colonnina, a proprie spese, ma il nuovo impianto non dovrà danneggiare le parti comuni, alterare la sicurezza o il decoro dell’edificio e non dovrà ostacolare altri comproprietari nell’uso delle parti comuni, che dovranno comunque rimanere a disposizione di tutti, anche di chi non è proprietario di auto elettriche.

Sgravi fiscali

Fino al 31/12/2021, per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica, si ha diritto alla detrazione fiscale del 50% delle spese sostenute per acquisto e messa in opera, inclusi i costi per la richiesta di potenza addizionale fino a un massimo di 7 kW (comma 1039 dell’art. 1 della Legge di Bilancio 2019). La detrazione viene calcolata su una spesa di massimo 3mila euro (quindi può arrivare fino a 1.500 euro), da ripartire fra gli aventi diritto. Per usufruire della detrazione, le infrastrutture devono essere dotate di uno o più punti di ricarica di potenza standard non accessibili al pubblico.

Costo della ricarica condominiale

Il costo medio dell’energia elettrica ad uso domestico, rilevato tra il 2019 e il 2020, è compreso tra 0,16 e 0,22 Euro a kWh. Con un rapido calcolo è risultato che per il “pieno” di energia a un’auto con un pacco batterie da 50 kWh si spendono tra gli 8 e gli 11 Euro. Considerando quindi un consumo medio pari a circa 6 km per ogni kWh, la spesa per percorrere 100 km è contenuta tra i 2,70 e i 3,70 Euro. Se poi si possiede un impianto fotovoltaico a cui allacciare il punto di ricarica, la convenienza aumenta notevolmente.

Ultima modifica: 9 Dicembre 2020