Collettore di scarico moto: come cambiarlo

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In un periodo in cui la maggior parte delle famiglie fa fatica ad arrivare a fine mese, risparmiare qualche soldo per la manutenzione dei nostri mezzi può essere molto importante. E’ diventato sempre più frequente infatti trovarsi di fronte improvvisati meccanici che si attrezzano per manutentore i mezzi. A volte oltre all’ordinario c’è anche chi si attrezza per fare lo straordinario. E’ il caso di chi vorrebbe cambiare per esempio il collettore di scarico in una moto. Non c’è dubbio che chi può fa bene a rivolgersi a mani esperti, ma l’intervento in autonomia può portare allo stesso risultato. Di base tuttavia bisognerebbe avere almeno una minima conoscenza per non rischiare di mettere le mani in accessori o componenti che non sono quelli a cui destinare il nostro intervento.

Cos’è il collettore di scarico?

 

Il collettore in generale è un condotto di giunzione di vari componenti del motore. Si possono avere collettori d’aspirazione, d’alimentazione e di scarico.

In particolare il collettore di scarico collega il cilindro al tubo di scarico. In maniera più comprensibile ai non addetti, il collettore di scarico è il condotto di giunzione che attraverso la marmitta espelle i gas. Serve quindi a collegare il carburatore al blocco motore.

Come cambiarlo

 

Per cambiare il collettore di scarico è necessario prima di tutto cacciare la marmitta. Bisogna fare raffreddare il motore e posizionare la moto in maniera stabile. Possibilmente con un cavalletto.

La marmitta andrà smontata svitando i bulloni di fissaggio. Cacciata la fascetta che regge collettore e marmitta, si può togliere quest’ultima. Solo dopo si potrà procedere anche allo smontaggio del collettore.

Il collettore apparirà fissato attraverso dei bulloni al cilindro del motore. Naturalmente i bulloni vanno svitati facendo attenzione a che non si dimentichi qualche fissaggio.

La raccomandazione in questo caso non è assolutamente superflua. Se a fare l’intervento meccanico è un esperto allora non c’è problema. Ma se a procedere siamo noi è sempre opportuno fare molta attenzione.

Sganciato il collettore dai bulloni potrebbe a questo punto già essere smontabile, sempre che non vi siano ancora ulteriori guarnizioni.

Quest’operazione è molto delicata non tanto per lo smontaggio quanto per la verifica delle guarnizioni. Esaminarne significa infatti capire se è necessaria anche la loro sostituzione. Guarnizioni consumate significano fastidiosi rumori della marmitta che invece dovrebbero essere attutiti.

Eseguiti tutti i passaggi qui elencati si potrà allora procedere alla sostituzione del collettore vecchio che quello nuovo.

Ultima modifica: 18 Aprile 2017