Codice EURO: che cosa è e come verificarlo con ACI

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Non è un momento facile per chi possiede un’auto di vecchia generazione, sia perché i blocchi della circolazione per chi possiede un Codice EURO basso sono sempre più frequenti, sia perché l’orientamento è a una graduale dismissione dei veicoli che hanno un forte impatto ambientale. E ogni volta che viene emanata un’ordinanza, di solito comunale, che limita l’uso di veicoli non ecologici, sorge il dubbio: a quale codice Euro corrisponde la mia auto?

Codice EURO: cos’è e a cosa serve

Prima di scoprire come si riesce a risalire con certezza al proprio Codice EURO è bene sapere di cosa si tratta e a cosa serve appunto questa classificazione. Si tratta di un codice numerico a una cifra compresa tra 0 e 6, al momento. Ciascun codice fa riferimento a una normativa CEE, disposizioni emanata dalla Comunità Europea in materia di tutela ambientale dalle emissioni di CO2.

Il codice EURO 0 indica il livello più basso di compatibilità ambientale. Ed è proprio in base a questi codici che vengono emesse le ordinanze di divieto di circolazione in base ai livelli di emissioni. Attualmente sono certe le restrizioni per i veicoli da EURO 0 a EURO 3, ma nei casi più gravi di sforamento dei livelli di PM10, le famose polveri sottili che si liberano nell’aria e determinano il grado di inquinamento atmosferico, il divieto vale anche per i veicoli con codice EURO 4 e EURO 5, se diesel.

Se si dovesse incappare in un controllo della polizia municipale o delle altre forze di polizia, il rischio di una multa da 164 euro è più che un’eventualità remota. E allora bisogna sempre controllare se la propria vettura rispetta gli standard di eco compatibilità richiesti soprattutto nei centri urbani.

Meglio le auto eco friendly

Se possedete auto alimentate a GPL o a metano, se sono ibride o elettriche, non avete alcunché da temere, diverso il caso di vecchie auto alimentate a benzina o a gasolio. Per una rapida verifica basta consultare la Carta di circolazione in dotazione a ogni veicolo e da tenere obbligatoriamente in auto.

E’ opportuno anche fare attenzione al numero e alla data della direttiva europea citata nel documento, perché non sempre attraverso la data di immatricolazione si può stabilire il codice Euro che ci riguarda. Molte case costruttrici anticipano gli standard che vengono poi richiesti successivamente per rispondere al codice EURO. E’ anche possibile che vengano immatricolate auto in giacenza che rispettino direttive più vecchie. Insomma la risposta non è mai nell’anno di costruzione, ma nelle verifiche documentali.

Un dettaglio di non poco conto soprattutto quando si decide di acquistare un’auto, specie se usata. A meno di esigenze di budget particolari, desistete dall’acquisto di auto che corrispondano ancora al codice Euro 0, 1, 2, 3 o 4. Le uniche possibilità di acquisto di un’auto, o di un qualunque altro veicolo, che possa circolare in ambito urbano sono riposte solo nelle EURO 5 e 6.

Le direttive CEE per EURO 5 e 6

Le direttive sono riportate nella carta di circolazione e al riquadro 2 in basso. Il codice è il V.9. Per i veicoli EURO 5 le direttive europee sul rispetto dei limiti di emissioni inquinanti riguardano i veicoli omologati dall’1 settembre 2009 e immatricolati dopo l’1 gennaio 2011. Tuttavia è bene controllare che nella carta di circolazione siano riportate i seguenti codici:

  • 2005/55/CE B2 – 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 – 2006/51/CE rif. 2005/55/CE B2 (ecol. migliorato) oppure Riga C -1999/96/CE fase III oppure Riga B2 o C – 2001/27/CE Rif. 1999/96 Riga B2 oppure Riga C – 2005/78/CE Rif 2005/55 CE Riga B2 oppure riga C
  • 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga B2
  • 2006/81 CE rif. 2005/55 CE riga C (ecol. migliorato)
  • 715/2007*692/2008 (Euro 5 A)
  • 715/2007*692/2008 (Euro 5 B)
  • 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2
  • 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (ecol. migliorato)
  • 2008/74/CE rif. 2005/55/CE riga B2 (con disp. Anti-part)

I codici EURO 6 riguardano invece i veicoli immatricolati dopo l’1 settembre 2015. Per riconoscerli attraverso le direttive europee, bisogna trovare sulla carta di circolazione una delle due diciture:

  • 715/2007*692/2008 (Euro 6 A)
  • 715/2007*692/2008 (Euro 6 B)

Come consultare il sito ACI

Se non si ha sotto mano la carta di Circolazione è possibile consultare il sito dell’ACI, sul quale potrete trovare tutte le informazioni utili per risolvere ogni dubbio. Sarà sufficiente inserire la targa del vostro veicolo per verificare il codice EURO a cui appartiene, ma anche in questo caso il veicolo deve essere immatricolato in una delle regioni convenzionate con il Club Automobilistico, che sono:

  • Abruzzo
  • Basilicata
  • Campania
  • Emilia Romagna
  • Lazio
  • Lombardia
  • Puglia
  • Toscana
  • Umbria
  • Provincia Autonoma di Bolzano
  • Provincia Autonoma di Trento
  • Sicilia.

Selezionando il tipo di veicolo, se auto o moto, e inserendo il numero di targa, il sistema verificherà il tipo di codice EURO. Nel caso si conosca la direttiva ma non il codice e si voglia ottenere proprio la classificazione euro, il sistema è predisposto anche per questo quesito. Basterà selezionare dal menù a tendina in fondo a destra nella pagina e il sistema lo assocerà al Codice EURO.

Anche il Dipartimento per i Trasporti, la Navigazione, gli Affari Generali e il Personale ha messo a disposizione un sito internet, (ilportaledellautomobilista.it) per la verifica della classe ambientale semplicemente inserendo la targa del veicolo da controllare.

Sono entrambi servizi gratuiti ai quali si può accedere liberamente, senza fornire alcuna credenziale o senza che sia necessaria una registrazione.

Si tratta di servizi che registrano un incremento nella consultazione proprio per l’aumento di ordinanze e provvedimenti che limitano la circolazione dei veicoli considerati inquinanti nell’ottica di diminuire i livelli di inquinamento nell’aria, ad oggi uno dei più gravi problemi ambientali.  E c’è da sottolineare che le restrizioni sono dirette soprattutto ai veicoli diesel, che in Italia rappresentano poco meno del 50 per cento dei mezzi in circolazione nel 2017.

Troppo, secondo gli esperti, al punto che, assieme ai ben noti divieti, sono allo studio soluzioni per disincentivare la circolazione dei veicoli a gasolio. Una delle ipotesi che più si fa strada, anche per altre ragioni, è l’applicazione di una sovrattassa per le auto inquinanti. E’ un’ipotesi, appunto, ma le pressioni in questo senso cominciano a essere molte, anche in considerazione del fatto che le case automobilistiche stanno lentamente dismettendo la produzione di motori diesel.

Ultima modifica: 25 Ottobre 2018