Circuiti Formula 1: quali sono i più emozionanti

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Realizzare una graduatoria dei circuiti Formula 1 più belli è difficilissimo: chi legge forse su una vettura di F1 non ci è mai salito, sono sicuramente la maggior parte, e quindi bisogna affidarsi ai racconti e alle sensazioni di chi questa incredibile esperienza l’ha invece vissuta per analizzare alcune delle piste più amate dai piloti e considerate tra le più belle in assoluto.

Abu Dhabi, una moderna Montecarlo

Nonostante le sue tribune siano spesso tristemente deserte e la sua tradizione sia molto recente, il circuito di Abu Dhabi è molto amato dai piloti della Formula Uno. Gli emiri stanno investendo in modo molto massiccio. Il circuito, una struttura architettonica meravigliosa, sorge nel cuore di un’isola dove fino a qualche anno fa non c’era nulla. Oggi hanno realizzato un porto turistico tra i più bello del mondo, una marina con centri commerciali ricchissimi, alberghi, teatri, un golf club e tutte le facility del circuito che si staglia in pieno contrasto tra l’Oceano e il deserto.

Montecarlo, è invece uno il circuito che offre la più bassa velocità media e che consente pochissime occasioni di sorpasso. Eppure, nonostante questo, è uno dei più amati perché offre un concetto di lusso e di glamour unico nel suo genere. Molti i  piloti che approfittando del favorevole regime fiscale hanno deciso di trasferirsi a Montecarlo e di diventare sudditi del Principato di Monaco. Il percorso cittadino, tortuoso e con i suoi continui saliscendi, è unico nel suo genere. Inimitabile.

Spa e Suzuka regno della velocità

I piloti che amano la velocità sicuramente prediligono piste come Suzuka, in Giappone, un tracciato molto classico disegnato a forma di “otto” con curve ampie e a “esse”; più veloce e più tecnico è Spa-Francorchamps in Belgio. La leggenda metropolitana racconta che la Eau Rouge era una delle curve più insidiose del mondiale e la prova di coraggio dei piloti era quella di affrontarla a tavoletta e in accelerazione sfruttando la trazione con un abile gioco di sterzo. Oggi le auto moderne, estremamente elettroniche, consentono prestazioni straordinarie ma fino al 1980 quando le auto erano una questione – soprattutto – di meccanica e di fegato, la cosa non era così scontata.

Monza

Ancora oggi comunque, e non solo per campanilismo, la pista più amata resta Monza: nonostante il circuito sia vecchiotto e da diversi anni si parli di una ristrutturazione che viene continuamente posticipata per via dei vincoli legati alla collocazione dell’Autodromo nazionale (è nel cuore del Parco protetto della Villa Reale, il più grande d’Europa), il fascino della parabolica e del lunghissimo rettilineo dove si raggiunge una delle massime velocità di punta dell’intero campionato è assoluto. Oggi il Gran Premio del Messico offre una velocità di punta più alta: ma niente è come Monza, il Gran Premio più longevo del Mondiale che quest’anno festeggia la sua sessantanovesima edizione.

Ultima modifica: 26 Agosto 2019