Come caricare bagagli in auto?

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Viaggiare comodi e sicuri è un imperativo della guida: il trasporto di bagagli ne fa parte purché rispetti il Codice della strada e una buona pratica.

Sistemare i bagagli in auto

È proprio il verbo “sistemare” che offre un’indicazione operativa sulla questione “bagagli in auto”: infatti, si deve per forza parlare di “sistematicità” delle operazioni, e di conseguenza “strategia”, a cominciare dalla valutazione di:

  • volumi degli oggetti;
  • tipologia (alimenti, vestiario, suppellettili, attrezzature sportive, ecc.);
  • priorità di carico e scarico (cosa caricare di più ingombrante, cosa scaricare appena arrivati).

Altro elemento importante da tenere in considerazione è il “posto” in cui deve avvenire il caricamento dei bagagli: nel bagagliaio posteriore, in un portapacchi esterno, o direttamente sui “binari” del tetto auto. Se ciò non bastasse, c’è anche la possibilità di utilizzare sedili vuoti all’interno della vettura.

Operazioni da evitare

Nella “sistematicità” del caricamento bagagli non manca però la voce “sicurezza”. Ci sono delle operazioni che vanno assolutamente evitate, come:

  • caricare bagagli troppo pesanti nel bagagliaio posteriore creando uno sbilanciamento del baricentro dell’auto in corsa;
  • lasciar “fluttuare” i bagagli nel vano bagagliaio, correndo il rischio che in caso di collisione o frenata possano ribaltarsi sui passeggeri all’interno dell’auto;
  • riempire la cappelliera o asportarla: nel primo caso si impedisce la visuale del guidatore oltre al pericolo che gli oggetti riposti possano cadere addosso ai passeggeri; nel secondo caso premetterebbe ai bagagli di fuoriuscire dal bagagliaio cadendo rovinosamente sui passeggeri in caso di frenata;
  • utilizzare il sedile posteriore non reclinato per cui il bagaglio, lasciato libero sulle “sedute”, potrebbe fluttuare e cadere addosso al guidatore nel caso di collisioni o di frenate brusche;
  • legare i bagagli sul portapacchi usando i classici “elastici con gancio”: non sono sicuri e non garantiscono la stabilità degli oggetti trasportati, sollecitati oltretutto dall’impatto veloce con l’aria;
  • far sporgere il carico oltre la lunghezza o la larghezza del tetto – ma entro alcune dimensioni rispetto alla sagoma dell’auto – perché determinerebbe la perdita di stabilità dell’auto e costituirebbe un ingombro pericoloso per chi guida.

Come è stato anticipato, all’interno dell’auto i bagagli più pesanti devono essere riposti nel bagagliaio posteriore addossandoli il più possibile alla parete del sedile posteriore e legandoli accuratamente con delle cinghie di tessuto rinforzato. Il bilanciamento dell’auto è così assicurato. Non manca poi l’opportunità di reclinare completamente il sedile posteriore posizionando comunque i bagagli più pesanti e voluminosi verso il centro dell’auto, assicurandoli con corde o incastrandoli tra le portiere posteriori attraverso il riempimento degli spazi “vuoti” con altri oggetti, più piccoli, da trasportare. I bagagli che contengono prodotti deteriorabili devono poter essere sempre in superficie e in appositi contenitori “salva-freschezza”.

Legare i bagagli sul portapacchi

Il portapacchi può essere composto da due binari – già presenti nel modello dell’auto, o da acquistare a parte -, oppure da un travel-box – il cosiddetto “siluro” – dal noto aspetto aerodinamico. Nel primo caso è necessario accertarsi della staticità e del livello di manutenzione del portapacchi, quindi caricare i bagagli più voluminosi legandoli con apposite corde con cricchetto. Questo tipo di corde garantiscono una forte tenacità e una funzione anti-strappo: la corda vera e proprio è costituita da un gancio su un capo, e sull’altro un cricchetto dentro cui far passare la corda bloccandone lo scorrimento. Nel secondo caso, invece, il “siluro” è già corredato di appositi attacchi che è possibile fissare sulle “corsie” del portapacchi, e le sue misure sono conformi alle norme stradali.

Trasportare materasso matrimoniale

Il materasso matrimoniale – misure standard 1,90 x 1,60 – è un classico caso di bagaglio da trasportare sul portapacchi del tetto.

Il primo consiglio – se fosse possibile per il materiale di cui è composto – è quello di comprimerlo in un grande sacco sotto-vuoto o arrotolarlo. È il caso dei materassi bassi utilizzati per letti da divano o da brandina.

Altrimenti, effettuare una buona imbragatura del materasso steso, che lo contenga e lo protegga da agenti esterni (urti, agenti atmosferici, ecc.). Utilizzare le corde a cricchetto, o altro tipo di corde altrettanto resistenti. Centrare il materasso per ottenere maggiore stabilità dello stesso che, se non è ben legato, rischia di diventare una pericolosa “vela” in grado di causare anche lo sbandamento dell’auto.

Trasportare il divano e altri oggetti voluminosi

Il divano – dai 2 posti in su – è un altro caso di trasporto “ingombrante e sporgente” destinato al portapacchi sul tetto dell’auto.

Le tecniche per legarlo sono più o meno le stesse di quelle già descritte: il fissaggio di un volume irregolare, però, merita una particolare cura affinché sia scongiurato qualsiasi pericolo di “perdita in corsa”. Infatti, è consigliato “scomporre” il divano levando i cuscini e il materasso – eventuale – che saranno caricati a parte. Si consiglia le corde a cricchetto per il fissaggio, ed anche una buona rivestitura con un sacco in plastica, oltre al controllo dei limiti di sporgenza a cui deve attenersi questo tipo di bagaglio che rientra tra quelli “voluminosi e ingombranti”.

Ci sono infatti delle regole ben precise – e sanzionabili – per i carichi “sporgenti”: un bagaglio può sporgere in lunghezza non oltre un terzo (3/10) dell’intera lunghezza dell’auto, non deve superare i 4,75 metri di altezza e i 2,5 metri di lunghezza totale (articolo 61 del Codice della strada). Per la larghezza, invece, la sporgenza non deve superare i 30 centimetri dalla posizione dei fari anteriori e posteriori (la visibilità da parte di altre auto sarebbe “viziata” dalle indicazioni delle luci, non allineate rispetto al perimetro dell’ingombro). In caso di superamento dei limiti, è sempre possibile utilizzare un cartello retroriflettente da apporre sul retro del carico ingombrante.

Caricare canoa e bici sul tetto auto

Trasportare la bici in auto può avvenire, oltre che con un porta-biciclette da traino o un porta-biciclette sul portellone posteriore, anche con un porta-biciclette da tetto. L’attrezzatura è composta da un “binario” da apporre sul portapacchi agganciandolo con attacchi predisposti, e sul quale incastrare le ruote della bicicletta bloccandole poi con dei ganci a chiusura a scatto. Ci sono dei modelli che prevedono il bloccaggio direttamente sulla forcella della bicicletta a cui è stata smontata la ruota anteriore. Il fissaggio definitivo sul tetto dell’auto si prevede accurato: non è possibile comunque trasportare più di 3 biciclette con questo sistema.

La canoa, invece, implica, per le sue dimensioni, il rispetto dei vincoli di sporgenza che sono stati già trattati: la lunghezza è la dimensione che deve essere presa in considerazione prima di effettuare il fissaggio dell’attrezzo sportivo sul tetto. Si consideri una canoa dai 4,50 metri di lunghezza in su: il calcolo prevede che non superi la sagoma dell’auto di un terzo, per cui attrezzarsi eventualmente di un cartello retroriflettente, e comunque è consigliato sempre annodare un nastro rosso sulla coda sporgente della canoa. Proteggere sia canoa che tetto con dei teli morbidi (anche una coperta va bene), legare sia prua che poppa, avvolti con una corda, ai rispettivi paraurti anteriore e posteriore.

Ultima modifica: 10 Maggio 2017