Quali sono le caratteristiche dell’asfalto drenante

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Probabilmente molti non sanno che una delle invenzioni più importanti per la sicurezza sulle strade è frutto dell’ingegno italiano. L’asfalto drenante ha drasticamente ridotto il numero di incidenti gravi, soprattutto nei tratti autostradali dove è principalmente impiegato attualmente. A regime, sarebbe opportuno vederlo applicato anche sulle strade ordinarie, data la sua oggettiva utilità. Ma vediamo quali sono le caratteristiche e le specificità dell’asfalto drenante.

Più spazio tra i granuli: l’uovo di Colombo che ha ridotto i rischi

Una nuvola di minuscole goccioline che si solleva proprio mentre stiamo sorpassando e la strada si fa sempre più stretta. Chi di noi non ha provato questa pessima sensazione nelle giornate di maltempo? Da qualche anno esiste la soluzione a questo atavico problema e proviene proprio dal nostro Paese. L’asfalto drenante è un mix di bitumi classici, inerti e polimeri. Quest’ultimo ha una fondamentale differenza rispetto al manto tradizionale: lo spazio tra i granuli è maggiore e lascia scorrere l’acqua che così non tornerà a contatto con gli pneumatici.

Chi percorre frequentemente le autostrade avrà senz’altro notato che da qualche anno il colore della pavimentazione è più scuro e che la pioggia non rappresenta più un problema. Grazie a questo tipo di copertura, l’acqua sembra scomparire all’istante. Il medesimo quantitativo di H2O che un tempo determinava seri problemi ai veicoli in transito, con l’incubo aquaplaning, oggi scorre via senza lasciare tracce. Il classico uovo di Colombo, semplice ed efficace, come tutte le invenzioni rivoluzionarie.

L’asfalto drenante è costituito in genere da rocce vulcaniche con elevata resistenza all’usura, non prevede la presenza di sostanze organiche, minerali argillosi, ossidi e idrossidi di ferro. L’elevata porosità diminuisce le superfici di contatto tra i grani. La composizione è data da una particolare miscela di ghiaia e sabbia, che lascia piccoli spazi vuoti, ma senza perdere in compattezza e scorrevolezza. Una copertura che, di conseguenza, in caso di pioggia battente, consente facilmente il ruscellamento dell’acqua fino al sottostante strato. In fase di realizzazione del manto è prevista una leggera inclinazione a “dorso d’asino”. Questo tipo di struttura è studiata per favorire il deflusso dell’acqua meteorica verso le zanelle laterali.

Una scoperta preziosa che ha subito mostrato innegabili vantaggi per la circolazione stradale. Si calcola che l’asfalto drenante abbia più che dimezzato la frequenza degli incidenti. Si tratta di una aiuto efficace e concreto, soprattutto in condizioni di maltempo. Nel tempo, inoltre, la tecnologia si è evoluta ulteriormente e oggi la scorrevolezza, tallone d’Achille delle prime produzioni, è stata accresciuta grazie all’impiego di polveri di gomma riciclate. Purtroppo l’utilizzo, attualmente, è ancora limitato ai soli tratti autostradali. Uno dei pochi risvolti negativi dell’asfalto drenante è costituito dalla possibilità che l’acqua racchiusa tra i grumi si congeli nei periodi più freddi, creando qualche pericolo di scivolamento.

Ultima modifica: 16 aprile 2021