Car Sharing, i vantaggi per le aziende

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Nel corso degli ultimi anni il car sharing ha acquisito un riscontro sempre maggiore non soltanto tra liberi professionisti e privati. Soprattutto persone che fanno dell’auto un uso non quotidiano e sistematico ma solo occasionale. Ma anche tra le grandi aziende che stanno investendo valori sempre crescenti in questo genere di utilizzo.

Che cos’è il Car sharing

Contrariamente al noleggio, sia a breve che a lungo termine, il car sharing è l’utilizzo in condivisione di una vettura. Il concetto fondamentale è che non sfrutteremo una sola vettura, in senso esclusivo: ma diverse. Auto che comunque non sarebbe di nostra proprietà in quanto legata a un contratto di utilizzo, quello più comune è quello di leasing.

Con lo stesso identico concetto, e cioè non essere i proprietari dell’auto ma solo degli utilizzatori, sfrutteremo tante auto, molto spesso dello stesso identico modello, di proprietà di una società di noleggio.

I vantaggi

I vantaggi di avviare un rapporto di car sharing derivano soprattutto da un minor impatto economico. Acquistare un’auto, infatti, comporta un impegno finanziario non indifferente: non appena uscita dall’autosalone la nostra vettura sarà già impoverita del valore dell’Iva. E se anche decidessimo di venderla il giorno dopo, senza aver fatto nemmeno un solo chilometro, saremmo costretti a rinunciare come minimo a un terzo del suo valore.

Questa valutazione, unitamente ad altre, ha fatto in modo che sempre più proprietari abbiano deciso di utilizzare l’auto, più che acquistarla. E il concetto centrale dell’utilizzo di una vettura è legata al noleggio e alle sue tipologie contrattuali più diffusi che sono il leasing e lo sharing.

Il leasing

Il leasing è un contratto di utilizzo di un’auto, di solito la stessa, per un periodo limitato di tempo. Si va da poche settimane ai due, quattro anni. Di solito i contratti più vantaggiosi sono proprio quelli quadriennali che comportano oltre per l’utilizzo dell’auto, un canone mensile che comprende tutta una serie di servizi che consentono all’utilizzatore di non avere alcun obbligo e alcuna spesa nella gestione della vettura.

Si pagano soltanto le spese relative al viaggio: carburante e autostrada. Tutto il resto finisce in fattura, anche le multe. I contratti più elaborati prevedono tutta una serie di servizi, dal soccorso stradale, all’assistenza legale, al contratto di manutenzione che comprende i tagliandi e cambi gomme. Chi paga non deve preoccuparsi di niente. Pagherà un canone mensile e utilizzerà la sua auto che è sua solo in quanto utilizzatore, perché la proprietà rimane della società di leasing che, al termine dei quattro anni, se la riprenderà indietro.

Lo sharing

Nell’ambito dello sharing ci sono diverse tipologie di contratto. Oggi esiste, per esempio, anche lo sharing condiviso a livello familiare. Un’unica auto comprata tra due o tre famiglie che utilizzano la stessa vettura, in modo condiviso, e la pagano con un contratto di locazione mensile, anche questo diviso a metà. È una tipologia di contratto che viene utilizzata soprattutto per le seconde auto, in modo particolare se sono quelle dedicate ai più giovani e ai neopatentati.

Ulteriore forma di car sharing, che si è imposto sempre maggiormente nel corso degli ultimi anni, è quello della condivisione urbana. Le compagnie presenti in Italia, in questo senso, ormai sono moltissime. Ogni grande città offre una rete di diverse compagnie e numerose auto in sharing: non solo microcar, ma anche Fiat 500, Smart, BMW… Ogni grande marchio automobilistico ha avviato il proprio business anche in questo segmento imponendo le proprie citycar con diversi partner di noleggio. Non si paga un abbonamento e nemmeno un canone mensile: la macchina si prenota attraverso un’applicazione telefonica, molto semplicemente, e si paga solo il suo utilizzo. Di solito una cifra fissa ogni volta che si prenota e un’altra sulla base dei chilometri percorsi o del tempo di utilizzo. L’unico accorgimento è stare attenti a non uscire mai da confini comunali o dalle aree consentite. La tariffa salirebbe notevolmente.

Lo sharing per le aziende

Il car sharing ha completamente rivoluzionato quello che è il ruolo, all’interno delle grandi aziende, di chi gestisce la flotta delle automobili. Sono cambiati i compiti e ovviamente anche lo sviluppo del business. A questo punto, infatti, le aziende non dovranno più discutere con le grandi case automobilistiche il miglior contratto di fornitura possibile per un certo numero di auto, che poi dovranno anche mantenere. Si va a trattare sulla base del canone di affitto per auto che l’azienda si limiterà a concedere in utilizzo ai propri dipendenti e collaboratori. Una formula assolutamente vincente soprattutto per quelle aziende che, a libro paga, hanno ad esempio un gran numero di rappresentanti che trascorrono molto tempo in viaggio in auto.

Una grande preoccupazione in meno sotto l’aspetto della gestione del mezzo senza avere tutti gli svantaggi di costi di acquisto e di gestione particolarmente alti. Tutto sarà contingentato a un canone e dunque assolutamente prevedibile all’interno di un budget che spesso rimane lo stesso anche per periodi medio lunghi, dai tre ai quattro anni.

Gli sviluppi del car sharing

Le aziende, ovviamente, hanno intuito le potenzialità del car sharing con il quale possono non soltanto ridurre i costi, ma anche ridimensionare la responsabilità e l’impegno sulla manutenzione delle vetture. Senza dover pensare a ordini di acquisto, gestione della flotta aziendale e cessione delle auto una volta conclusa la loro funzionalità. Ci sono grandi, anche grandissime aziende che hanno deciso di esternalizzazione il tutto affidando a società di sharing la propria flotta aziendale.

Il concetto alla fine è semplice: si paga un canone di affitto mensile per un certo numero di auto che possono percorrere un certo numero di chilometri al mese e che avranno la garanzia di essere assistite sotto ogni aspetto, dall’inizio alla fine del contratto, fino alla fine del loro utilizzo. Tutto rientra all’interno del canone: bollo, assicurazione, manutenzione, assistenza su strada. Gli unici che potranno utilizzare la macchina, ovviamente, sono i dipendenti dell’azienda che saranno anche gli unici conducenti coperti dall’assicurazione in caso di incidente.

Ultima modifica: 2 Dicembre 2020