Bollo auto d’epoca: quanto costa?

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Bollo auto d’epoca: come funziona? “Chi ha un’automobile d’epoca non paga il bollo“. Quante volte avrete sentito questa affermazione. In realtà la norma che regola la materia non è così perentoria (come spesso accade in Italia…) e vanno fatte diverse puntualizzazioni.Quanto costa il bollo per l’auto d’epoca, dunque? Scopriamolo insieme.

Una norma cambiata molte volte

La legislazione in materia di autovetture storiche (o auto d’epoca) ha avuto un’evoluzione oscillante di pari passo con l’evolversi della sensibilità popolare verso tali veicoli. Dalla necessità di tirare avanti con la stessa macchina per decenni, causa le ridotte facoltà economiche, al boom degli anni Ottanta, caratterizzato da una voglia sfrenata di modernità che ha spinto tantissimi verso il rinnovo del parco auto.

Negli anni duemila, invece, è cominciato impetuoso il percorso inverso, il ritorno alle atmosfere vintage. Chi aveva ancora l’auto del papà, o addirittura del nonno, ha iniziato a pensare di usarla per farci un giro la domenica o per partecipare a raduni con altri appassionati. Sono nati così i club di auto storiche, frequentati da migliaia e migliaia di persone. Appuntamenti spettacolari che hanno attratto tante attenzioni anche al di fuori della stretta cerchia dei patiti.

Un trend che ha costretto la legislazione a prenderne atto, anche perché la politica ha pensato bene di intercettare la crescente quota di consenso legata a provvedimenti di sgravio mirati. E’ nata così la norma che esonerava tutti i veicoli con più di 20 anni d’immatricolazione dal pagamento della tassa di circolazione. Di converso ne è scaturito anche qualche malumore tra quanti invece erano costretti al pagamento integrale pur avendo la propria auto diverse primavere.

Bollo auto d’epoca, un quadro complesso

Dunque altro cambio di rotta e adesso il quadro degli sgravi è differenziato. Le vetture ultratrentennali sono esonerate dal bollo (tassa di possesso) se non vengono utilizzate su strada. Altrimenti, si paga una imposta che è indipendente dalla potenza del modello e da eventuali omologazioni anti-inquinamento. Essa viene stabilita da Regioni e Province autonome in misura forfettaria. Si tratta comunque di importi contenuti, quasi simbolici, che si aggirano intorno ai 30 euro in media.

Il quadro è comunque variegato in funzione delle scelte adottate nelle diverse regioni. In Lombardia ad esempio gli automobilisti vengono esonerati se iscrivono il veicolo ai Registri regionali. Per i veicoli ultraventennali, la legge 190/2014 ha eliminato il beneficio dell’esenzione. Si è verificato però che non tutte le regioni si siano adeguate e la situazione è dunque assai diversificata in giro per lo Stivale. In tutti i casi, la condizione per usufruire dell’agevolazione è il rilascio di specifica attestazione rilasciata dell‘Automobil club Storico Italiano.

Ultima modifica: 28 Giugno 2021