Auto ibride: tutto quello che c’è da sapere

4802 0
4802 0

Auto ibride cosa sapere.

Quando si parla di qualcosa di nuovo e sconosciuto, spesso la nostra prima reazione è di “chiusura”. Soprattutto per quanto riguarda la tecnologia.

È successa la stessa cosa anche nel caso delle auto ibride, per molti anni “trascurate” dal grande pubblico.

Ma oggi queste vetture non devono più farci paura, perché sono sicure ed affidabili, e si parla di una tecnologia ben collaudata.

Il funzionamento

Un’auto ibrida combina l’uso di un motore elettrico a quello tradizionale, avvalendosi dell’elettrico alle basse andature, quando cioè il motore a combustione ha un basso rendimento.

Questo permette di risparmiare sui costi del carburante e, attraverso un’emissione ridotta di particelle inquinanti, rappresenta un indubbio vantaggio per l’ambiente.

L’uso combinato dei due motori è reso più efficace da diversi accorgimenti, come il potenziamento dell’elettronica o il sistema che permette di recuperare l’energia in fase di decelerazione. Inoltre, quando non è necessario il suo utilizzo (come durante le soste), il motore tradizionale si spegne e, se lo si desidera, si può premere un pulsante e scegliere di viaggiare “in elettrico” fino a quando non finisce la carica delle batterie.

Dal momento che, molto spesso, il cambio di questi veicoli è automatico, anche la guida risulta più facile e non prevede particolari accorgimenti.

Tuttavia, sono necessarie alcune attenzioni, se si desidera sfruttare al meglio questa tecnologia. Innanzitutto, per rallentare sarebbe opportuno togliere il piede dall’acceleratore con un po’ di anticipo, per permettere al sistema di recupero dell’energia di lavorare al meglio e ricaricare le batterie.

Le auto ibride stanno cominciando a riscuotere grande successo.

Le migliori marche e modelli

A proporre alcuni tra i modelli più venduti spicca la Toyota, con la Yaris e la Auris. Del resto, i giapponesi sono stati i primi a credere e investire in questa tecnologia, e ora ne raccolgono i frutti anche sul mercato italiano, offrendo due auto scattanti e dal design accattivante. Le buone prestazioni si accompagnano inoltre al rispetto per l’ambiente, se consideriamo i consumi contenuti e le basse emissioni.

Un’altra casa automobilistica che ha puntato sull’ibrido è Lexus, che si distingue per innovazione e cura spasmodica per i dettagli. Il marchio di lusso di casa Toyota offre un’intera gamma ibrida: la tre volumi GS Hybrid, l’LS Hybrid, e il Suv RX Hybrid. Il sistema Lexus Hybrid Drive conferisce a tutte alte prestazioni e un’accelerazione fluida.

Mitsubishi propone invece Outlander, un crossover ibrido dal design affascinante – impreziosito dalle cromature e dai fari a led – e dai consumi contenuti. Questa vettura può vantare tre sistemi di guida: Ev, a zero emissioni; ibrido seriale, con motore 2.0 a benzina che produce elettricità quando la carica non è sufficiente per procedere in modalità Ev; e ibrido parallelo, con motore elettrico e a benzina che si alternano a seconda della necessità.

Anche Volkswagen si è lanciata nel settore ibrido con buoni risultati. La Tiguan GTE abbina il motore a benzina a quello elettrico, alimentato da batterie al litio da 13kWh. In modalità elettrica riesce a percorrere circa 50 chilometri, mentre i consumi si attestano intorno a 1,9 litri per 100 km.

Restando in casa Volkswagen, non poteva mancare la versione Hybrid della Golf che, per l’occasione, si è rifatta un look più aggressivo e si è dotata delle ultime novità in fatto di tecnologia, come l’app per smartphone Car Net che permette di controllare la vettura anche a distanza.

I prezzi

I prezzi di queste vetture possono variare molto a seconda dei modelli e degli allestimenti.

La Yaris parte da un minimo di 18.700 euro nella versione Cool per arrivare a 21.450 euro nella versione Style. La Auris parte dai 22.250 euro del modello base per toccare i 26.650.

Si sale decisamente di prezzo con la Lexus che, del resto, propone vetture di fascia alta il cui prezzo può superare i 50.000 euro per il suv NX.

Outlander oscilla invece tra i 29.000 e i 40.000 euro, mentre la Golf parte dai 38.300 euro.

Insomma, ce n’è per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Consumi e autonomia

La scommessa della tecnologia ibrida è proprio quella di garantire alte prestazioni a consumi contenuti e basso impatto ambientale.

In linea teorica, possiamo dire che più è potente il motore elettrico, minori saranno i consumi. Questo anche perché l’elettrico consente di far partire l’auto, intervenendo proprio nel momento di maggior dispendio di energia.

Il risparmio maggiore si ottiene dunque in città, dove le soste e le ripartenze sono più frequenti, mentre si riduce in autostrada o comunque sulle tratte a lunga percorrenza.

Ad influenzare i consumi, è poi ovviamente anche lo stile di guida ma, se ci atteniamo a valori oggettivi, la tecnologia ibrida promette consumi che si aggirano mediamente intorno ai 25 km/l.

In realtà, su strada, questi valori scendono un po’, attestandosi intorno ai 18-119 km/l.

Perché convengono

Se le auto ibride rappresentano una quota ancora bassa del mercato automobilistico, nel 2016 si è registrato comunque un notevole aumento delle vendite, e questo è sicuramente un dato incoraggiante.

Il vantaggio principale di questo tipo di vetture consiste nel risparmio di carburante durante i momenti di partenza e frenata. Come abbiamo già accennato, dunque, le auto ibride sono adatte alla città, dove mostrano le loro prestazioni migliori.

Al vantaggio dei minori consumi si associa quello del ridotto impatto ambientale, con la riduzione delle emissioni inquinanti. Per questo motivo, in molte città queste auto non sono soggette alle limitazioni per i veicoli inquinanti e possono beneficiare di alcuni incentivi.

Anche il costo dell’elettricità è inferiore a quello del normale carburante ed è inoltre possibile, qualora sia necessario, far funzionare entrambi i motori contemporaneamente.

Infine, i costi di manutenzione non sono elevati e le batterie durano circa 100.000 Km.

Come si vede, i vantaggi offerti dall’ibrido sono molti, e c’è dunque da sperare che questa tecnologia prenda sempre più piede.

Ultima modifica: 30 Marzo 2017