Audi: storia e logo della casa automobilistica

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Nata nel 1909, la casa automobilistica tedesca Audi nel corso degli anni ha subito diversi cambiamenti. Dal 1964 fa parte del gruppo Wolkswagen.

Audi nasce nel 1909 intorno alla persona di August Horch, considerato uno dei maggiori pionieri per quanto riguarda lo sviluppo del settore auto in Europa. Anni prima della sua fondazione, l’ingegnere tedesco aprì una ditta per riparazioni auto: la A. Horch & Cie. In seguito divenuta una vera e propria casa costruttrice. Dal 1928, Audi è stata di proprietà di diverse case automobilistiche. Fino al 1964, anno in cui arrivò la definitiva acquisizione da parte del gruppo Wolkswagen. Impegnata anche nelle competizioni sportive, il marchio tedesco nel corso degli anni ha prodotto modelli di auto di fascia medio-alta. Tra i più apprezzati: Audi V8, A5, R8 e Q5.

Storia Audi

 

La storia dell’Audi inizia grazie ad August Horch, un ingegnere tedesco che nel 1899 fonda un’azienda automobilistica che porta il suo nome. Nei primi anni del ‘900, la società di auto tedesca cresce sempre di più, ma August si ritrova isolato dal consiglio di amministrazione. La sua instancabile voglia di ricerca e innovazione, fu causa di un aumento considerevole delle spese. Ragion per cui, molti dei suoi colleghi lo presero in antipatia, escludendolo sempre più dalle riunioni del consiglio.

Per questo motivo, Horch nel 1909 lasciò l’azienda e si mise in proprio. Racimolò in breve tempo una somma considerevole, grazie anche all’aiuto di alcuni suoi amici e colleghi. Poi pensò bene di utilizzare nuovamente il proprio cognome, ma dopo aver perso una causa civile (il marchio Horch era già registrato) contro i dirigenti della sua vecchia azienda decise di usare il termine Audi (traduzione latina di “ascolta”, “horch” in tedesco).

La prima Audi della storia, la Typ A, nacque nel 1910: montava un motore 2.6 a benzina da 22 CV e condivideva molti elementi con la Horch 10PS. Le vetture del brand tedesco ottennero subito un grande successo. Il merito andava attribuito sicuramente alla qualità dei prodotti e anche alle vittorie in ambito sportivo. Infatti, tra il 1912 e il 1914, la Typ C si aggiudicò ben tre edizioni consecutive della Österreichische Alpenfahrt. Durante la Prima Guerra Mondiale la produzione venne riservata ai vertici militari dell’Impero Germanico.

Nonostante il successo ottenuto, la fine della Prima Guerra Mondiale rappresentò uno dei periodi peggiori per l’Audi. I nuovi modelli fecero un grande flop e il marchio tedesco si ritrovò così costretto a dichiarare bancarotta nel 1927. L’Audi nel 1928 venne acquistata dalla DKW. Quest’ultima era un’azienda nata intorno all’idea del motore a due tempi. Si era così fatta le ossa nel triste periodo post-bellico e aveva raggiunto una mirabile stabilità finanziaria.

Caratteristiche e storia logo Audi

 

Horch lasciò Audi già nel 1928, forse stanco del duro lavoro svolto negli anni precedenti. O forse perché troppo impegnato nei suoi nuovi progetti politici. Fatto sta che l’assorbimento della DKW annullò la capacità progettuale dell’Audi che, per aggiornare tecnicamente i modelli esistenti, dovette ripiegare su progetti americani costruiti su licenza. Nonostante tutti gli sforzi professati, anche la DKW andò in crisi in seguito al crollo di Wall Street del 1929.

Dopo alcuni anni bui, soltanto nel 1932 la DKW si fuse con la vecchia concorrente di Audi, la Horch, ed un altro costruttore tedesco, la Wanderer. Nacque così la Auto Union, il cui logo (i noti quattro anelli) rappresentavano simbolicamente i marchi del gruppo: Audi, DKW, Horch e Wanderer.

Fu un grande affare, per la DKW che, di fatto, si trovò cresciuta e con know-how di grande caratura. Fu un affare per la Horch, la cui immagine nel settore del lusso non era in discussione, ma i cui numeri erano troppo bassi. E fu un affare anche per la Wanderer che vide l’annullamento di un temibile concorrente quale la cordata DKW-Audi. Tuttavia, l’Audi fu il marchio maggiormente “bistrattato” nella nuova Auto Union. Ne fu ridimensionata l’immagine, relegandolo alla produzione di vetture di classe media. Poco prima della guerra, nel 1939, l’Auto Union, con i suoi quattro brand, deteneva il 25% del mercato tedesco ed era alla ribalta delle cronache per i continui record tecnici ed agonistici che riuscì a stabilire.

Il periodo post-bellico invece, fu ancora una volta tragico. Fu la fine non solo del marchio Audi, ma anche della Horch e della Wanderer. L’Auto Union perse gli stabilimenti nella Germania dell’Est e rinacque a Düsseldorf, nazionalizzata. Si concentrò sulla produzione di vetture di classe medio-bassa. Il marchio era ancora quello dei quattro anelli e la denominazione “DKW-Auto Union“.

Nel 1958, dopo un decennio di risultati scarsi, la DKW-Auto Union, si vide obbligata a cedere alle lusinghe della Daimler-Benz. Dopo otto anni, la DKW fu ceduta dalla Daimler-Benz alla Volkswagen, all’epoca alla disperata ricerca di sostituire il “Maggiolino” con un modello di autodi altrettanto valido.

Modelli migliori e costi

 

Da un recente sondaggio realizzato da una nota rivista del settore auto, i lettori hanno potuto eleggere le 4 Audi più belle di sempre. Vediamole nel dettaglio:

  1. Audi V8

Prodotta dall’88 al 94, questa berlina è il primissimo modello della casa automobilistica tedesca ad essere equipaggiato con cambio automatico unito alla trazione integrale. Un’auto di certo all’avanguardia per l’epoca, ma molto apprezzata anche dagli appassionati del settore al giorno d’oggi. Fuori produzione, l’auto può essere acquistata soltanto usata. Prezzo indicativo 50mila euro;

  1. Audi A5

La A5 unisce tecnologia e solidità tedesca al pensiero e alla spensieratezza tipica italiana. Disponibile in tre versioni: SportbackCoupè e Cabriolet, l’auto presenta un abitacolo elegante e funzionale. Il motore ha un’elevata capacità di ripresa grazie ai propulsori sovralimentati. I fari cuneiformi la rendono inimitabile nelle linee di design, accattivanti e decise. Prezzi a partire da 40.750 euro;

  1. Audi R8

Auto sportiva che arriva ad una potenza di 420 cv a 7800 giri al minuto, può raggiungere i 301 km orari. Non bastasse il fattore velocità, l’R8 presenta una carrozzeria in Ergal, particolare lega ottenuta da una perfetta unione di alluminio e zinco. Altro aspetto affascinante riguarda il pannello strumenti inserito nella consolle centrale e orientato in direzione del posto di guida. Il prezzo del modello base è di 173mila euro;

  1. Audi Q5

Al primo posto di questa speciale classifica troviamo la Q5. Un SUV compatto appositamente disegnato con il tipico anteriore in stile Audi ma in chiave moderna. Ha un carattere accattivante e molta grinta. I proiettori fendinebbia hanno anelli cromati, l’abitacolo è elegante e di classe grazie a delicati tessuti. Su richiesta, mette a disposizione anche un’affascinante versione con tettuccio panoramico centrale. Il prezzo base è 43.150 euro.

Ultima modifica: 8 Settembre 2017