Ape Car:informazioni utili prima di mettersi al volante

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L’Ape Car rappresenta un pezzo importante della storia italiana. Nata nell’immediato dopoguerra fu una sorta di ibrido tra le due e le quattro ruote.

Il simpatico mezzo a tre ruote conquistò presto tutti coloro che per spostarsi per lavoro avevano bisogno di portarsi dietro un discreto carico di merce. Oggi, a distanza di ben quasi 70 anni, l’ape car torna alla ribalta come uno dei veicoli più venduti e utilizzati proprio nel settore turistico, come tratto distintivo delle nostre radici.

Cosa è un’Ape Car?

Il modello originale, l’Ape 50 Classic è senza dubbio il più imbattibile sul mercato, sebbene oggi vi siano diverse rivisitazioni dello stesso in termini di modelli e rivestimenti. L’Ape Classic vince su tutti gli altri modelli per compattezza, agilità e consumi. Pensate che è in grado di percorerre circa 300 km con un solo pieno, è anche molto semplice da guidare e gestire. Perfetta ancora oggi per chi debba trasportare mezzi e merci per il lavoro in campagna, ma anche nei centri urbani. Ripercorriamo però ora insieme la storia di questo simpatico veicolo su tre ruote.

Progettato e realizzato nel 1948, per fronteggiare quella che era la situazione economica e commerciale italiana nel secondo dopoguerra, l’ape car sta quindi per compiere ben 70 anni di storia. Sebbene il tempo passi, per lei sembra quasi si sia fermato, perché negli ultimi anni rappresenta uno dei mezzi di trasporto più usati dai turisti per fare il classico giro della città e non solo. Pensate che in alcune località turistiche si presta anche a diventare un simpatico ristorantino dove poter gustare un’ottima cena romantica insieme al proprio partner.

Per questo lo stile, la forza e il suo carattere versatile sono ancora oggi gli stessi di settanta anni fa. Da sottolineare, pertanto, che l’Ape Car non ha alcuna intenzione di andarsene quindi in pensione ma tutt’altro, è tornata in voga ancor più di tanti giovani modelli sul mercato. Questo furgoncino testimonia la nostra storia, non si è mai tirato indietro dinanzi al lavoro più duro per trasportare ogni genere di merce ed attrezzatura.

Pensate che oggi, è uno dei veicoli commerciali più richiesto e diffuso a livello internazionale, soprattutto nei paesi emergenti. Si tratta di un pezzo di italianità nel mondo.

Settanta anni e non sentirli. L’Ape car venne realizzata per colmare in qualche modo il bisogno di mezzi di locomozione nel dopoguerra, con un veicolo di piccola cilindrata e limitato consumo ma soprattutto facile da guidare per trasportare ciò che serviva per lavorare. Pensate che quando apparve sul mercato costava poco meno di duecentomila lire, assolutamente rapportabile a quello che era allora il reddito annuo degli italiani, circa centoquarantamila lire.

Negli anni ’50 ci fu il boom per questo veicolo, che divenne il mezzo preferito dei divi del cinema in vacanza entrando a pieno titolo come il veicolo più usato nei più rinomati luoghi di villeggiatura di quel tempo. Anche per il pontefice ne è stato realizzato uno speciale, così come per il presidente della Repubblica.

Negli ultimi anni si è assistito ad un forte incremento nella produzione e vendita di questo speciale veicolo a tre ruote. La sua produzione non conosce stop di alcun genere. La sua richiesta sul mercato non si è arrestata nè ridotta, neppure negli anni della recessione, questo grazie alle sue particolari caratteristiche di maneggevolezza ed economicità, tanto da renderla un prodotto commerciale unico.

Possiede, non a caso, una capacità di trasporto che, rapportata alle sue dimensioni e ai consumi, non conosce rivali. Può, infatti, trasportare fino a 200 kg di peso, per cui è senza dubbio la soluzione più indicata per svolgere piccoli servizi sia per i privati che per le aziende, oltre all’uso sempre più diffuso che oggi se ne fa per tempo libero e turismo.

Quanto costa?

L’Ape car è un’icona intramontabile dello stile italiano, proprio per questo una delle più richieste oggi sul mercato da privati, aziende, ma soprattutto collezionisti è il modello classico, dalle forme più tradizionali. Il suo design unico si accompagna ad una interessante capacità di carico, tanto da renderlo imbattibile nel trasporto di merci a breve raggio. Non solo, oggi si presta benissimo anche come allestimento fantasioso per piccoli negozi mobili, in maniera particolare per quanto riguarda lo street food, oggi tanto popolare anche in Italia. Per un modello Classic, il costo si aggira intorno ai € 5.000.

Quali documenti servono per guidarla?

Passiamo ora a quelli che sono i documenti necessari per potersi mettere alla guida di questo curioso ed inimitabile mezzo automobilistico a tre ruote. Tenendo conto che l’Ape car venne rpodotta e ideata per coloro che, nel secondo dopoguerra, non potevano essere in grado di sostenere le spese necessarie per un’automobile vera e propria, anche per ciò che riguarda i documenti utili per guidarla, seguirono la stessa linea di praticità ed economicità. Del resto, ape car è un mezzo che appartiene alla classe dei ciclomotori, per cui, può già essere guidato a partire dai 14 anni, disponendo di una patente di categoria AM.

 

Mentre, per coloro che avessero 16 anni di età, l’ape può essere guidata dopo aver conseguito la patente di categoria A1. In altre parole, il patentino che occorre per guida l’ape car è lo stesso che serve anche per mettersi alla guida dei motocicli con cilindrata inferiore o pari ai 50 cc. Se, invece, si dovesse guidare un’Ape car con cilindrata superiore, sarà necessario possedere la patente A o B. I comandi sono simili a quelli di cui dispone una Vespa, con quattro marce e non vi è bisogno di indossare cinture di sicurezza.

Pensate che, data la sua enorme richiesta sul mercato dei veicoli italiani, a livello internazionale e soprattutto in quelle realtà emergenti nello scenario economico mondiale, ancora oggi il marchio Piaggio, storico produttore e dell’Ape car, si occupa dell’ideazione e realizzazioni di modelli nuovi che, in qualche maniera, sono una rivisitazione dello storico veicolo. Questi ultimi dispongono di nuovi allestimenti e cilindrate superiori rispetto al modello originario.

Pertanto, come già sottolineati, in questi casi non è sufficiente il solo patentino per poterli guidare, ma è richiesta la patente di categoria A o B.

Ultima modifica: 22 Settembre 2017