Alfa Romeo: storia di un mito

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Per rendersi conto della magnificenza della storia di Alfa Romeo, è sufficiente una visita al magnifico museo di Arese (MI), una vera e propria immersione nel passato e nei fasti di questo prestigioso marchio. Una visita che non lascerà indifferenti nemmeno coloro che non sono dentro al mondo dell’auto vettura, perché si tratta di vedere in mostra più di un secolo di (gloriosa) storia.

Detto questo, entriamo nel merito di una dei racconti più affascinati del mondo dell’autovettura. Storia, naturalmente, tutta italiana.

 Un nome, una garanzia

La data di nascita di Alfa Romeo è infatti risalente al 1910, a Milano. L’azienda nasce dal volere non di una sola persona, ma di un gruppo di capitalisti che decidono di acquistare gli impianti produttivi di Darracq, una casa automobilistica francese che in quel momento era sull’orlo del fallimento per via della contrazione delle vendite. E infatti, il termine Alfa – ma meglio sarebbe definirlo acronimo – sta proprio a significare “Anonima Lombarda Fabbrica Automobili”. Dal momento in cui nasce, Alfa (come si vedrà più avanti “Romeo” subentrerà in un secondo momento) è un’azienda impegnata sul fronte della automobili da competizione: non si produce altro, esclusivamente auto da gara.

Solo in un secondo tempo la produzione di auto sportive viene affiancata quella delle auto da turismo, anche di grossa cilindrata. Negli anni Alfa Romeo ha continuato su questa lunghezza d’onda e ancora oggi produce vetture da turismo, ma dal “cuore sportivo”, si pensi alla Giulia, alla Giulietta e anche al suv di casa, lo Stelvio. Ma torniamo alla storia di questo grande costruttore, soffermandoci sul logo.

Un marchio che evolve

Il marchio di Alfa Romeo non è mai stato un marchio statico, nel senso che nel tempo ha subito delle modifiche e delle evoluzioni: all’iniziale stemma cittadino di Milano con una croce rossa su sfondo bianco e con il biscione di Visconti – marchio che dunque stava a sottolineare lo stretto legame con il territorio lombardo – nel 1918 viene aggiunta la scritta “Alfa-Romeo Milano”. Una scelta ben precisa, che suggellava l’acquisizione di Alfa da parte dell’ingegnere Nicola Romeo (siamo nel 1915). Nel 1922 scomparve la dicitura “Milano”: sul radiatore delle autovetture apparve soltanto “Alfa Romeo” disposta su due righe. Qualche tempo dopo, sarà la volta della versione su una riga sola.

Ma non è finita: soli tre anni dopo, per suggellare il primo posto al primo Campionato Automobilistico del Mondo con la vettura Alfa P2, al marchio suddetto venne aggiunta una corona di alloro. Negli anni proseguirono i cambiamenti e le rivisitazioni del marchio, fino ad arrivare all’ultima modifica, quella del 2015. Per festeggiare i 105 anni di storia, ma anche per inaugurare il museo di Arese, Alfa Romeo presentò una versione rinnovata del marchio: un restyling notevole, che va nel verso delle tendenze contemporanee e che svecchia l’immagine dell’azienda. Si tratta infatti di un anello di un blu scuro molto inteso, tanto acciaio cromato a sottolineare non solo l’attualità del brand, ma anche l’innovazione tecnologica. Le linee sono molto più essenziali rispetto al passato, il bianco è stato di fatto eliminato.

Una storia di successi

Elencare tutti i modelli prodotti da Alfa Romeo nella sua lunga storia sarebbe pressoché impossibile: si rischierebbe di perderne sicuramente qualcuno per strada, perché sono davvero tanto le vetture che sono state progettate – con successo – in tutti questi anni. C’è anche da dire che anche Alfa Romeo, come altri marchi italiani appartenenti allo stesso gruppo, ha passato qualche momento difficile: ma non è su questi aspetti che vogliamo focalizzare l’attenzione. E’ invece interessante far tornare alla mente una serie di modelli cult, modelli che hanno fatto la storia dell’automobile. Gli ultimissimi li abbiamo già citati – Giulia, Giulietta, Stelvio – ma chi non ricorda, andando indietro di qualche anno, la vendutissima 164? E chi ha dimenticato l’Alfa 158 e l’Alfa 159 degli anni 50?

Ma sono ancora tantissimi i modelli da menzionare: si pensi all’Alfasud, l’Alfa 75 Twin Spark, la 156, la 166, la 147…

Sono forse questi ultimi tre dei modelli che in qualche modo hanno segnato la ripresa di Alfa Romeo, marchio che, come si accennava, intorno agli anni novanta ha subito una battuta di arresto. Il motivo di questa crisi è proprio da ricercare in quella che alcuni definiscono “fiatizzazione” del brand. Ma, appunto, con la 156, la 166 e la 147 Alfa Romeo torna a riscuotere consensi. Il 1994 è un altro anno che ha segnato la storia dell’automobilismo: nasce Alfa GTV, un portento di tecnica che in molti ricorderanno. Tra gli esemplari indimenticabili, naturalmente, ci sono le spider e le coupé, auto che hanno fatto sognare intere generazioni. Per completare il quadro, non va dimenticato il successo di Alfa Romeo anche all’estero: l’amore per questo marchio non è un fatto solo italiano. E a proposito di venerazione e ammirazione per il marchio, va detta una cosa: difficilmente chi compra Alfa lo fa perché ha fatto una selezione precisa. Normalmente, chi compra Alfa, è perché ce l’ha nel cuore.

Alfisti si nasce

Quella per Alfa Romeo, per molti automobilisti, è una vera e propria autentica passione. Chi compra un’auto Alfa Romeo difficilmente lo fa in seguito a una scelta, a una selezione tra vari modelli: chi compra Alfa Romeo, spesso e volentieri neanche si guarda attorno, perché vuole acquistare solo Alfa Romeo. La passione che si cela dietro questo brand è sotto gli occhi di tutti: basta fare un giro in rete e si potranno trovare blog, forum, discussioni, pagine Facebook, tutte incentrate sui modelli e sulle curiosità della nota azienda. E c’è di più: spesso, molto spesso, l’amore per Alfa Romeo viene trasmesso di generazione in generazione, viene quasi ereditato. Non sono infatti pochi gli alfisti che potranno raccontare di aver avuto nonni e bisnonni che guidavano Alfa Romeo. In altre parole, alfisti si nasce, non si diventa.

Ultima modifica: 25 Febbraio 2019