10 consigli pratici per un viaggio on the road

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Si parte senza meta, e si va dove ci porterà il cuore. Non c’è nulla di meglio di un viaggio on the road, ma se si vuole ottimizzare al massimo il viaggio e fare un’esperienza da sogno, bisogna organizzarsi al meglio. Anche perchè – va detto – i viaggi on the road non sono dei viaggi per forza di cose al risparmio, anzi. Se non si hanno le idee minimamente chiare, se non si ha un vademecum preciso di quello che è bene fare e di quello che è bene non fare, si rischia grosso.

Si rischia infatti di vanificare l’itinerario   in infinite perdite di tempo, si rischia di spendere tanti soldi senza una reale necessità, si rischia di tornare a casa inutilmente ed esageratamente stanchi, In altre parole, si rischia di tornare indietro delusi. Allora, per evitare tutto questo, ecco alcuni consigli pratici per non sbagliare. Buon viaggio!

Sulla strada

Chi ha letto il libro autobiografico “On the road” di Jack Kerouac ha un’immagine ben precisa di che cosa sia un viaggio on the road. Ma i tempi sono cambiati, il sogno americano forse oggi non esiste più e comunque gli Anni 50 non sono il 2019.

Detto questo, è vero, il viaggio on the road fa rima con gli States. Chiunque pensi a un viaggio on the road, pensa indubbiamente a un’avventura nell’infinito territorio americano. D’altro canto, a parlarci di viaggi on the road in territorio americano non è certamente stato solo Kerouac: sono numerosi, nei romanzi e nei film, i riferimenti a questa tipologia di viaggio. Posto, quindi, che il riferimento a un viaggio on the road negli Stati Uniti sia sacrosanto, ciò non significa che non si possa intraprendere e interpretare un viaggio di questo tipo anche in altri luoghi.

Chi, per esempio, non ricorda il viaggio on the road intrapreso dalla protagonista di “Mangia, prega e ama” in territorio indonesiano? La protagonista – americana – a un certo punto incontra un connazionale durante la sua permanenza in Indonesia. Entrambi hanno nostalgia di quei viaggi “on the road” e ne intraprendono uno.

Tra i suggerimenti, quindi, peschiamone uno prendendolo dal libro in questione: mai intraprendere un viaggio on the road senza una buona scorta di caramelle, snack, bevande e quant’altro possa soddisfare i bisogni – e la noia? – delle lunghe percorrenze in auto. Probabilmente i salutisti staranno inorridendo, dunque ci chiediamo: tutti quegli zuccheri sono davvero indispensabili?

La top five

Naturalmente no, ci mancherebbe. Certo, tra i consigli utili, se non si vuole perdere troppo tempo e non si vuole spendere somme esagerate, un consiglio potrebbe essere quello di munirsi di bevande e viveri per non doversi fermare per forza. Naturalmente ognuno sarà libero di scegliere la tipologia di cibo che più gli aggrada: un consiglio è di scegliere cibi che abbiano una shelf-life ragionevole, che durino un po’, insomma.

Un altro utile consiglio riguarda la meta: è vero che il viaggio on the road significa anche improvvisazione, ma è sempre meglio darsi un obiettivo – ragionevole – del viaggio.

Per esempio: se si decide per un viaggio on the road in America e si decide di percorrere la famosa U.S Route 66, ma si hanno a disposizione pochi giorni, meglio desistere dal farla tutta e raggiungere una meta prossima all’arrivo con l’aereo, per poi proseguire in auto. Si rischierebbe, infatti, di non riuscire a compiere l’impresa e di finire il viaggio in the “middle of nowhere”. Terzo consiglio: non prenotare – a meno che non si vada in periodi particolarmente accorsati e in luoghi particolarmente visitati – un hotel. Meglio improvvisare e fermarsi quando si è stanchi. Sarà più divertente e meno stressante. Quarto consiglio: non intraprendere un viaggio on the road se non piace viaggiare in auto: sarebbe un suicidio. Quinto consiglio: scegliere accuratamente i compagni di viaggio: gli spazi in auto sono ristretti, bisogna andare d’accordo.

Buon senso sempre

Dati i primi cinque importanti consigli – e ricordando che gli USA non sono l’unica meta in cui si può compiere un tour “on the road” – il settimo consiglio è quello di utilizzare sempre il buon senso.

Buon senso significa tante cose: significa progettare il viaggio per lo meno nella sua ossatura principale, lasciando spazio alle varianti e anche a qualche imprevisto, ma scongiurando i pericoli.

Per esempio, restando sul grande classico del viaggio on the road negli Stati Uniti, meglio sempre rispettare le regole, i divieti e quant’altro possa trasformarsi in elemento negativo: i divieti di velocità, per esempio, devono essere accuratamente rispettati – si rischia grosso! – così come non si devono ignorare alcuni conigli: l’acqua e la benzina in quantità nella Valle della Morte sono realmente indispensabili, così come nel Parco delle Sequoie e in altre zone gli orsi di notte girano davvero. Meglio evitare di farsi trovare in auto…

Parola d’ordine: divertirsi

E poiché, come dicono in molti, l’organizzazione del viaggio è già essa stressa il viaggio, meglio divertirsi fin dalle prime fasi della pianificazione. Quindi, se si decide per una determinata meta, meglio documentarsi prima di partire, meglio leggere le curiosità, ascoltare le esperienze altrui, ma modellando il proprio viaggio sempre in base alle proprie esigenze.

Un altro consiglio, è quello di non viaggiare carichi di inutili bagagli: meglio organizzarsi con indumenti comodi per viaggiare in auto e per visitare i luoghi, considerando – quando si preparerà la valigia – che non sempre si avrà la possibilità di lavare gli indumenti. Lasciare però un po’ di spazio in valigia: il giro on the road porterà in luoghi sconosciuti, in cui l’acquisto di un oggetto tipico, di un souvenir, sarà d’obbligo. Cos’altro dire, se non: buon viaggio?

Ultima modifica: 8 Maggio 2019