Opel Astra 2022, la prova. Ibrida e polivalente, qualità e piacere di guida

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La classe media va in paradiso. La sesta generazione di Opel Astra, la serie L nella genealogia, è quella del grande salto.

Modello chiave per i numeri e il prestigio del Marchio. Che sotto la gestione Stellantis, dopo aver rimesso i conti in ordine, porta con orgoglio e soprattutto ambizioni il ruolo di Costruttore tedesco del Gruppo. Astra VI non a caso esce della linee di Russelsheim, il quartier generale di Opel.

Opel Astra 2022
Opel Astra Hybrid, 180 cavalli di potenza di sistema. Nella seconda parte del 2022 arriverà la versione da 225 cv.

Nasce sull’evoluzione della piattaforma EMP2, quella di nuova Peugeot 308 (qui la prova di QN Motori). Rispetto al modello uscente non varia solo la lunghezza, di 4,37 metri. 

Per il resto è completamente inedita.  Nelle forme, con il Vizor, nuovo sguardo frontale, più bassa di 1,5 centimetri e soprattutto più larga di 50 millimetri e con sbalzi ridotti (-54 mm davanti) che la rendono più aggressiva. 

Lo stile, dove comandano le forme geometriche spigolose, ne definisce un’indole votata al dinamismo. Evidenziata dalla nervatura centrale sul cofano anteriore o dal terzo stop posto in verticale nel lunotto.

Il primo contatto dal vivo evidenza un carattere definito, non austero. Deciso, proprio alla tedesca.

Interni digitali, ma accessibili. Con comandi intuitivi.

Coerente anche in abitacolo

Si differenzia dal passato e soprattutto dalla “cugina” Peugeot 308. Il Pure Panel, la plancia digitale propone schermi da 10 pollici sia per strumentazione sia per infotainment dalle forme squadrate. Con una grafica immediata e comandi semplici. 

Piacevoli alla visita sia al tatto, bene anche i comandi fisici con tasti più familiari, dalla climatizzazione in giù, ben visibili e di immediato utilizzo. Una sintesi di sobrietà al servizio dell’efficienza, in un design comunque armonioso. 

I sedili certificati AGR

Completano il quadro i sedili certificati dagli esperti AGR, ergonomici e soprattutto ottimo compromesso tra comfort e postura corretta.

Lo spazio a bordo è ottimo per quattro persone. Il passo è aumentato di 13 millimetri (2.675 mm) a beneficio soprattutto della seconda fila. Interni ospitali, non c’è che dire, con l’aggiunta di 30 litri di vani. Non anche male il bagagliaio, con capacità di 422 litri, fino a 1.339 l. Con la seconda fila abbassata, ma scende a 352 per le versioni ibride plug-in. 

Il complesso è notevole, coadiuvato da sistemi di assistenza alla guida di secondo livello, molto apprezzabile la centratura della corsia.

Opel Astra con motori endotermici. Benzina 1.2 litri da 110 e 130 cv. Diesel 1.5 da 130 cv.

Cinque allestimenti

Astra sarà in concessionaria da giugno. Cinque gli allestimenti: Edition, Elegance, Business Elegance, lo sportivo GS Line e il lussuoso Ultimate. Si tratta di un full-optional di alto livello con head-up display – molto dettagliato – e i gruppi ottici Intelli-Lux led Pixel con 168 elementi (in 84 in ogni faro) che garantiscono una visibilità eccezionale per qualità e adattamento ad ostacoli e oggetti, che abbiamo verificato in una sessione di guida notturna.

Le motorizzazioni ricalcano quelle di Peugeot 308. Il tre cilindri 1.2 benzina da 110 e 130 cavalli e il 1.5 Diesel da 130 cv, entrambi con cambio manuale o automatico. Poi il 1.6 ibrido plug-in da 180 cavalli, solo con trasmissione automatica a otto marce, con la versione da 225 cv attesa nella seconda metà dell’anno. 

Il prezzo parte da 24.500 euro per la 1.2 Edition fino ai 42.300 della Elegance Hybrid. Non esattamente popolare, ma la qualità complessiva è notevole. Questa è la strada presa da molti costruttori.

Scarica ora: Listino 2022

Opel Astra Hybrid

Astra viaggia decisa

Sulle tortuose ed evocative statali degli affascinanti lungomare ed entroterra da Lisbona, Sintra e Cascais, la media tedesca ha sfoderato un bel carattere. Una precisa trazione anteriore, con uno sterzo pronto, un filo meno diretto rispetto a Peugeot 308. Nel complesso sicura, sincera e divertente sul misto.

In tutte le sue motorizzazioni, con i piccoli benzina e il Diesel comunque più elastici se abbinati al cambio automatico a otto rapporti. Le motorizzazioni tradizionali, soprattutto con i 130 cv e i 230 Nm di coppia per il benzina e con i più pronti 300 Nm del propulsore a gasolio, si viaggiano con fluidità. La vettura è silenziosa, buona aerodinamica con un Cx 0,269. In autostrada compare qualche fruscio aerodinamico: le forme spigolose in questo caso non aiutano.

In ogni modo il passo è autorevole, la rigidità torsionale aumentata del 14%, il lavoro delle sospensioni anteriori McPherson e della barra di torsione posteriore, la rendono facile in ogni scenario.

Questione diversa per i 360 Nm e i 180 cavalli della Astra Hybrid. Elettrificata ricaricabile, con batteria da 12,4 kWh, presenta un peso nettamente superiore 1.603 kg rispetto ai 1.257 kg della 1.2 benzina col cambio manuale.

Ma spinge in modo decisamente diverso con i 150 cv del 1.6 benzina e gli 81 kW dell’elettrico. Non solo per scatto (0-100 in 7,6 secondi), ma soprattutto per prontezza di marcia. In Electric, in Hybrid e in Sport secondo le necessità il comportamento è senza incertezze. Il carico superiore nel misto di fa sentire, ma il gioco vale la candela.

Ibrida e dinamica

Astra alla spina, il cui listino parte da 35.300 euro, viaggia disinvolta: con le batterie l’autonomia dichiarata è di 60 km, in un ciclo combinato siamo riusciti ad arrivare a 45 km. Il succo è sempre quello, le plug-in hanno un senso se possono essere ricaricate il più spesso possibile.

La media tedesca, in tutte le sue anime, ha esibito una polivalenza notevole. In base ai chilometri da percorrere, agli scenari da affrontare e alla disponibilità economica, propone un soddisfacente portafoglio di motorizzazioni.

The all-new Opel Astra Hybrid (2022)

La famiglia crescerà in fretta. Con la familiare e la elettrica.

Letteralmente, con Astra Sports Tourer, la wagon lunga 4,64 metri, passo di 273 centimetri, bagagliaio da 608 a 1.634 litri, che arriverà tra qualche mese sul mercato.

E nel 2023 con Astra al 100% elettrica, sia berlina sia familiare: nascerà sempre sulla piattaforma EMP2, giunta alla sua terza versione, con il 50% di parti nuove.

Un progetto interessante, che dovrebbe avere un’autonoma di 400 km, grazie a una batteria da 54 kWh che alimenta un motore elettrico posto all’anteriore da 156 cv, una potenza nuova per il Gruppo, che su questa architettura fino ad oggi ha montato sempre e solo il propulsore da 136 cavalli.

 

Ultima modifica: 6 marzo 2022

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