Hyundai Tucson 2WD e Kia Sorento AWD, la prova dei Suv ibridi

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Da tempo la progressione di Hyundai e Kia, per tecnologia, stile e qualità, è considerevole.  l Gruppo sudcoreano, oltre a un imponente piano di elettrificazione, punta a scalare ancora  il mercato del Vecchio Continente.

Tucson

Confortata da una crescita eccezionale, perché lo status di partenza non era certo elevato, ma avere superato nelle vendite colossi come Ford e Honda a livello mondiale, tallonando General Motors, è certificazione di un prestigio raggiunto. Hyundai Tucson e kia Sorento rappresentano bene i propositi del Gruppo, pur essendo due auto diverse, separate da ben 31 centimetri di lunghezza, 450 contro 481, e oltre 300 kg di peso.

Non si tratta di un confronto, ma di un resoconto di  due facce della stessa medaglia.Che hanno basi meccaniche e tecnologiche identiche.

La più compatta Hyundai presenta un’offerta completa di motori, elettrificati, benzina e diesel, a trazione anteriore e integrale. La grande Kia invece è disponibile solo full hybrid e a quattro ruote motrici.

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Abbiamo testato i due top di gamma, eXellence (2WD per Tucson) e Evolution. Il sistema ibrido in parallelo le accomuna, con il motore elettrico posto tra il 1.6 turbo benzina e il cambio automatico a sei marce. A disposizione di sono 230 cavalli.

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Tucson, in Europa è la storica bestseller del Marchio, si presenta rompendo con lo stile, pur apprezzato, della terza serie. La calandra “diamantata” con parte dei led che irrompono nella griglia, fa capire subito l’antifona. Molto ambiziosa.

Hyundai Tucson

L’abitacolo sfoggia la plancia, anch’essa completamente inedita, avvolgente, digitale e connessa al cloud per scaricare informazioni utili nei viaggi. Il piglio ricercato è percepibile: ma non diventa barocco. Orginale.

Tucson, l’abitacolo

Un bell’ambiente, abbinato alla presenza del climatizzatore a tre zone, altra espressione di esclusività, con il plus delle piccole bocchette di areazione indiretta. Efficienti.

Presenti la illuminazione ambientale a LED con 64 tonalità e l’impianto audio che può isolare le casse posteriori, se richiesto il silenzio dietro. Ospitale, in tutte le dimensioni per quattro persone, il SUV Hyundai in abitacolo ha conservato le doti di abitabilità  della terza generazione. Aggiunge invece un bagagliaio da grande, con oltre 100 litri in più, 616 in totale con cinque persone a bordo. Ottimo

Kia Sorento

La grande Sorento, come Tucson, beneficia di una piattaforma nuova, ma soprattutto mette sul piatto una stazza, alta 1,70 metri e con  un passo di 2,82 m (+4 cm rispetto alla precedente generazione) che la candida a un ruolo differente. Lo stile non manca, ma è l’ospitalità a fare la differenza. Sempre con una plancia accogliente e tecnologica, con gli stessi contenuti tecnologici di Tucson: notevole, per entrambe, la finezza della ventola che raffredda il caricatore wireless dello smartphone. Dettaglio utile.

Aggiunge l’head up display, non ha il clima tri-zona ma esibisce le bocchette dell’aria su tre file. Il piatto è ricco, gli ultimi due posti in fondo non sono di sacrificio, almeno che non abbiate da portare a spasso qualche colosso. Chiariamoci: chi sta nelle seconda fila per altezza, sta anche nella terza. Diversa giocoforza e l’accessibilità, ma spostare i sedili è facile e una volta a bordo i sette posti sono forniti, con relativi vani e prese USB. Il tutto coadiuvato da una buona cura generale della qualità soprattutto, come su Hyundai, soprattutto nella parte alta dell’abitacolo.

Huyndai Tucson

Presenta anche  un impianto Bose a 12 altoparlanti che è un piacere sentire, dalle previsioni meteo alla Cavalcata delle Valchirie di Wagner. Con la trazione integrale a inserimento automatico si completa il pacchetto, ideale per carichi importanti, di persone o cose. Senza bisogno di aggiungere nulla: l’allestimento Evolution ha tutto, dovete scegliere solo il colore.

Kia Sorento

Dotazioni da prime delle classe e prezzo che supera, con alcuni optional, rispettivamente, i muri dei 40.000 e dei 55.000 euro, al lordo di promozioni e incentivi.

Come vanno

Tucson e Sorento nel comportamento dinamico prendono strade diverse, ma votate alla piacevolezza. Una volta in movimento quando si mette la freccia sulla strumentazione digitale appare sul quadrante circolare, destro o sinistro a seconda della svolta, l’immagine proiettata dalla telecamera presente sotto al retrovisore esterno. Un ottimo aiuto per gli angoli bui (il montante anteriore è penalizza la visibilità su entrambe) ed eventuali distrazioni. Bello ed efficace.

Hyundai Tucson

In quasi tutte le situazioni  la partenza avviene col motore termico spento, poi si passa al full hybrid. Ottima fino a velocità anche da statale, la spinta elettrica arriva tranquillamente anche a 60/70 km/h se non si pesta troppo sull’acceleratore. Al passo turistico, quello che entrambe le coreane prediligono, l’alternanza tra le due propulsioni è la norma: la batteria da 1,49 kWh è spesso chiamata in causaE lavora al suo massimo.

Kia Sorento a trazione integrale

Tucson non ha per gestire il cambio automatico, ma quattro grandi pulsanti a prova di presbite. Le modalità di guida sono cinque: Eco, Sport, Mud, Sand e Snow, selezionabili con un bilanciere. Semplice.

Sorento presenta la rotella, a nostro avviso più immediata. Il risultato non cambia molto il cambio automatico a sei marce (convertitore di coppia) lavora sempre bene. Non adatto ad essere strapazzato, ma fluido nel gestire i 350 Nm di coppia in tutte le situazioni.

Kia Sorento

Tucson meno assetata

La differenza di tre quintali di peso è un fattore decisivo, che Sorento placa parzialmente grazie a una migliore ripartizione della massa (55:45 rispetto a 61:39).  E infatti La più leggera Hyundai sta sui 16 km/litro sia in città, sia su statale. Una bella differenza rispetto agli 11 della Kia. In ogni modo, fino a qualche tempo fa sarebbe stato impensabile, con tanta potenza e su automobili dalla massa non banale, potere arrivare a certe percorrenze. Sorento recupera grazie a 15 litri in più di capacità del serbatoio, ma le economie sono ben diverse. L’autonomia per tutte e due sta a circa 800 km, peròla spesa per il pieno è ben diversa, circa 70 euro contro 90. Di certo non bisogna tirare il collo a nessuna delle due ad alta velocità di crociera, dove lavora quasi esclusivamente il benzina.

Hyundai Tucson

Un bel rendimento

Tucson può davvero rivaleggiare con un 2 litri Diesel, sotto quasi ogni aspetto. Pronta in tutte le situazioni, la risposta è istantanea: non si tratta di DNA sportivo, giammai, ma nei cambi di passo è una sicurezza, con sospensioni e sterzo, in Sport, che permettono di essere disinvolti, sempre senza esagerare, anche nel misto. Con soddisfazione.

Nel complesso Sorento è vicina, potendo mettere sul piatto doti da grande tourer, il margine di sicurezza superiore dato dalla trazione integrale (disponibile anche sulla Hyundai ibrida). E anche un comfort acustico di marcia quasi da elettrica. Rilassante.

Hyundai Tucson

Votate al comfort, quasi sempre

Per entrambe le sospensioni presentano una taratura abbastanza morbidaSorento nelle ultime due file ha manifestato una “intolleranza” sulle imperfezioni stradali più ostiche. Peccato veniale, che va riconosciuto anche a Tucson, nel contesto generale. Poco male.

Si tratta di una lacuna più che accettabile, perché l’assorbimento generale è soddisfacente. Gli ADAS non sono mai invasivi, ma pronti e precisi“correttori di bozze” per eventuali distrazioni. Sempre molto utili.

Hyundai Tucson 2WD e Kia Sorento AWD, la prova dei Suv ibridi

Ultima modifica: 22 luglio 2021