Fiat 500 elettrica, sfida contagiosa anche al coronavirus

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Il Coronavirus ha cancellato l’edizione numero 90 del Salone dell’auto, ma gli organizzatori svizzeri si sono presi una piccola rivincita.

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Hanno rilanciato online le presentazioni delle novità auto e le parole dei numeri uno delle Case: un piccolo-grande salone virtuale, che ha permesso a una buona quota di pubblico di accostarsi alle auto del futuro prossimo.

Le avrebbero toccate con mano sotto le volte del Palexpo e invece le hanno solo vagheggiate davanti allo schermo di un computer. E non è mai la stessa cosa… Ma l’etere si è riempito anche di conference-call internazionali e di interviste via telefono per colmare il vuoto penumatico di questi giorni pieni di ansie e di paure.

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Controcorrente è andata soltanto Fiat. Assecondando la vena creativa del suo capo brand Olivier Francois, ha scelto il 4 marzo e la Triennale di Milano per presentare la nuova 500 elettrica.

Una sfida doppiamente coraggiosa perché la nuova nata (che arriverà sul mercato dal 4 luglio prossimo) si è offerta agli sguardi nel cuore di una città depressa dal Coronavirus.

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Sfida italiana

Il tutto nel nome di una italianità e di una voglia di risorgere che si affida anche al rilancio della fabbrica di Mirafiori. Lì la 500 torna dopo 50 anni per riprendere il filo di un discorso bruscamente interrotto. Lì nascerà un’auto che è stata l’utilitaria del secolo scorso e che oggi mira a diventare un modello premium da collocare sui mercati del mondo intero.

La sfida elettrica di 500 ha molte facce e diversi obiettivi, ma il primo, quello di vincere la paura e il vuoto, l’ha già centrato.

Giuseppe Tassi

Ultima modifica: 9 Marzo 2020

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