ERaid, l’avventura del tour elettrico tra le meraviglie d’Italia

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di Davide Denina

Smart-phone carico, Google Maps funziona bene. Comincia la seconda tappa dell’E-Raid, il tour de force elettrico tanto lungo quanto meraviglioso che oggi si snoda su oltre 200 chilometri tra il Parmense e il Pistoiese.

Una serpentina di curve tosco-emiliane che mette alla prova tanto la nostra Hyundai Kona Electric quanto l’infrastruttura di colonnine più o meno veloci che ci rifornisce lungo il percorso.

La batteria ha 64kWh, la potenza è 204 cavalli e la nostra autonomia a batteria carica è di 484 chilometri. La batteria è al 36%, dovremo cercare una colonnina in mezzo, se no non arriviamo. La app che ci spiega dove sono le colonnine di ricarica si chiama JuicePass, l’abbiamo scaricata e le cerchiamo su una mappa che poi ci rimanda a Maps.

Si parte, poco prima di pranzo, dalla Dallara Academy, a Borgo Taro: il tempio della motor valley emiliana, una fucina di idee e progetti che il visionario ingegner Giampaolo Dallara ha messo su per ricordare al mondo che cos’è l’Italia dei motori.

Prima tappa Berceto, “il paese di montagna più vicino al mare”, e il suo duomo neo-romanico, una perla scura su questo tratto di Appennino parmense. Questa è l’Italia più autentica, dove le rivendite di vini e liquori hanno insegne stinte dei tempi andati e brillano di bellezza e nostalgia. La batteria, in salita, è messa a dura prova e si scarica in fretta. Quassù la rete di ENEL X ha due prese disponibili, ma decidiamo di continuare fino al passo della Silara: 1200 metri, tinte azzurrine del cielo e la delicata, piacevole colonna sonora del sibilo delle ruote di un’automobile silenziosissima.

Scolliniamo, sapendo che la batteria in discesa si rigenera in fretta, e notiamo con sollievo che il numero dei chilometri di autonomia cresce rapidamente quando aumenta la pendenza. E proprio un consumo che si adatta alle caratteristiche del tracciato e allo stile di guida fa è la peculiarità di tutte le auto elettriche. Oggi ci è toccata la Hyundai Kona, ma nel parco auto ci sono, tra le altre, anche Peugeot e-208, Tesla 3, Mustang Mach-E, Jaguar i-Pace, Citroen eC4…

Presto è Langhirano ed accoglierci, coi suoi salumifici industriali, i colori più tenui e fumosi, le rotonde a interrompere i rettilinei di questa terra tornata piatta e abitata da gente che ha saputo unire la tradizione alla modernità globale: prosciutti che finiscono sulle tavole europee e americane, piastrelle che da Sassuolo hanno conquistato il mondo.

Adesso però è proprio ora di ricaricare. Casalgrande è un paesone del Reggiano, quasi 20mila abitanti. Attacchiamo qui alla colonnina, in un parcheggio bruciante alle quattro del pomeriggio, il nostro veicolo quasi scarico. La tessera di Enel X non serve, è il Comune che offre la ricarica gratuita. Ma è una colonnina da 22 kilowatt ed è un po’ lenta. C’è tempo per una passeggiata. Fa caldo alle 16 e questa sera in paese c’è un ospite d’onore. Il bar della piazza espone il menù dell’evento: tortelli burro e salvia e di zucca al soffritto, insalatone e burger bovino per l’elezione di Mr Casalgrande. Sotto la tenda del bar un signore dice ad alta voce che questa sera vuole conoscere Malgioglio.

Ma noi non abbiamo tempo per il reginetto e per chi lo incorona, il percorso per Pistoia è ancora lungo. Ripartiamo, in 45 minuti la ricarica è magra: aggiungiamo meno del 10% di carica, 180 chilometri in tutto, e per la città toscana ne mancano ancora 110.

Anche qui il copione curvilineo di salite e discese è lo stesso, e il panorama è, se è possibile dare gradi alla perfezione, ancora più bello: saliamo verso l’Abetone, e i chilometri che ci restano prima di restare a secco colano a picco. Poi la discesa e il sollievo di una batteria che si rigenera grazie all’incidenza del freno motore che può essere variata dal guidatore.

Alla ricerca di Guccini

Passiamo Pavana, e ci viene in mente Guccini, che abita qui e qui si siede a bere il vino. Buttiamo un occhio ai tavoli, ma lui, in questa serata che oramai è cominciata, non c’è più.

In compenso c’è Pistoia, che si schiude nella piana poco dopo, e raggiungiamo il parcheggio di un supermercato dove una punto di ricarica fast di Enel X fa in mezz’ora il triplo di quello che avevamo fatto a Casalgrande: siamo a oltre il 40 per cento della ricarica totale, oltre 200 chilometri di autonomia.

La vista del campanile del duecentesco duomo di Pistoia ce la meritiamo a questo punto, e l’assaggio di pappa al pomodoro, 283 gradini dopo, pure. Domani si va a Siena. Destinazione piazza del Campo, per la terza, penultima tappa dell’E-Raid.

Ultima modifica: 15 giugno 2021

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