L’auto elettrica protagonista al salone delle classic car di Padova

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Allo show delle classic car è sbarcata (con un clamoroso successo) l’auto elettrica. Ad “Auto e Moto d’Epoca” (Padova Fiere, 21-24 ottobre), appena andato in scena, le vetture a batteria erano un po’ ovunque, dallo stand Porsche a quello Mercedes, da quello McLaren a quello del colosso Stellantis.

L’ASI, Automotoclub Storico Italiano, presente in forze a Padova con un grande “ASI Village”, è rimasto in tema, cogliendo al volo l’ultima tendenza e, nella sua esposizione “Universo Bertone”, ha messo in mostra 15 prototipi della Collezione ASI Bertone, rilevata poco tempo fa per salvaguardare il patrimonio storico culturale italiano. Qui, in questo “spicchio” di futuro, hanno fatto bella mostra – fra le altre – la famosa Bertone Bliz del 1992, uno spettacolare prototipo sportivo a propulsione elettrica con linee tese e porte a ghigliottina. Carrozzeria in materiale composito, telaio tubolare, due motori elettrici, autonomia di 100 km e accelerazione bruciante erano le sue caratteristiche che 30 anni fecero colpo e che ancora oggi la rendono attuale.

Bertone ZER Record

Ma all’ASI Village ha fatto bella mostra di sé anche la Bertone ZER Record del 1994. Sì, proprio quel missile mosso da propulsore elettrico che stabilì il primo record a Nardò nel 1994 percorrendo in un’ora 199,882 km. Raggiunse i 303,977 km/h e coprì la distanza di 467 km con una carica.

Ovviamente, come da tradizione per il mondo ASI, non si è trattato solo di un’esposizione statica: a raccontare “Universo Bertone” sono stato gli ultimi responsabili del design dell’azienda fondata nel 1912 da Giovanni Bertone e rilevata nel secondo dopoguerra dal figlio Nuccio: Luciano D’Ambrosio, responsabile di Stile Bertone dal 1993 al 2000, Giuliano Biasio, suo successore fino al 2006, David Wilkie (2006-2009) e Mike Robinson, Design Director fino al 2014, quando l’azienda ha cessato l’attività dopo oltre cento anni di storia.

Da far entrare nei libri di storia dell’auto, poi, parallelo tra passato e presente con le vetture da record Bertone ZER e Blizz Primatist raccontato al pubblico da Gianmaria Aghem, il suo ideatore, un imprenditore torinese con trascorsi nei rally e nelle gare di regolarità, e Oscar De Vita, il pilota dei record, allora studente di ingegneria del Politecnico di Milano, che aveva partecipato al progetto, diventato poi la sua tesi di laurea.

La prima concept, il cui nome sta per Zero Emission Record, tra il 1994 e il 1995 stabilì 5 record mondiali nella Classe II per veicoli monoposto elettrici fino a 1000 kg: distanza percorsa in un’ora (199,882 km), velocità massima per 100 km (199,587 km/h), velocità massima (303,977 km/h), velocità massima per 1 km (301,515 km/h), autonomia massima di 467 km a 120 km/h.

A distanza di più di vent’anni da queste imprese, Aghem ha tratto ispirazione dalla ZER per ribadire la bontà e la modernità di quell’originale progetto. Sulla pista del Technical Center di Nardò, in Puglia, nell’aprile 2021 Aghem e la Blizz Primatist hanno infatti battuto 7 record mondiali della Categoria VIII Classe 1 (fino a 500 kg) e Classe 2 da (500 kg a 1.000 kg): in configurazione da 499 kg, la Primatist ha percorso 225,197 km in 1 ora alla media di 210,743 km/h sulle 10 miglia, di 229,714 km/h sui 100 km e di 231,208 km/h sulle 100 miglia; in configurazione da 507 kg ha invece percorso 10 miglia alla media di 227,493 Km/h, 100 km alla velocità media di 243,132 Km/h e 100 miglia a 242,878 km/h.

Ecco spiegato come l’auto elettrica ha invaso anche il mondo delle classic car: ad Auto e Moto d’Epoca, il più grande salone del settore (115000 mq allestiti, 11 padiglioni, 1600 espositori, più di 5000 auto e 4 mostre, oltre alle numerose case costruttrici presenti e ai tanti i collezionisti e appassionati da tutta Europa) l’amore per i motori è stato declinato anche in questa nuova tendenza.

Alberto Scuro, presidente ASI
Alberto Scuro, presidente ASI

Fa parte del patrimonio genetico dell’ASI – spiega infatti il presidente Alberto Scurointercettare le mode e le passioni del nostro mondo. D’altra parte, con 282 club federati e 55 enti aderenti, l’Automotoclub Storico Italiano è strategicamente radicato sul territorio italiano e per questo, per noi, è facile capire quali sono le ultime tendenze del settore”.

ASI – ha concluso il presidente – si proietta verso il futuro da tutti punti di vista, collaborando con l’Istituto superiore di sanità per valutare nel dettaglio l’impatto ambientale, che sappiamo già essere insignificante, dei veicoli storici: questi ultimi, insomma, per il nostro Paese non sono un problema ma al contrario una risorsa enorme, un’eccellenza italiana. Eccellenza che si sta dimostrando protagonista della ripresa del Paese e che dal punto di vista economico è volano di un enorme indotto culturale, economico, turistico, occupazionale. La Fiera di Padova ne è una dimostrazione”.

La conversione a idrogeno

E lo sviluppo futuro della mobilità a zero emissioni è sempre monitorata con grande attenzione dall’ASI. La stessa Blizz Primatist, con il supporto dell’Automotoclub Storico Italiano, sarà oggetto di un ulteriore sviluppo con la conversione della motorizzazione a idrogeno.

“Blizz Primatist – ha infatti commentato Gianmaria Aghemnon è solo una monoposto elettrica, ma anche un profondo studio nel campo dei veicoli ad emissioni zero, finalizzato a migliorare il rendimento energetico, a consentire una diminuzione dei consumi, ottenendo una maggior autonomia”.

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Ultima modifica: 25 Ottobre 2021