Audi, servirà tempo per la tecnologia Formula E sulle auto stradali

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La Formula E, che scatterà questo weekend, sta attirando sempre più costruttori. BMW debutterà quest’anno sulla griglia di partenza. Nella prossima stagione toccherà a Mercedes e Porsche. Audi è invece al secondo anno nella competizione per monoposto elettriche. Una palestra che si ritiene importante per lo sviluppo di tecnologie da utilizzare poi sulle auto stradali.

Non troppo in fretta, però. Lo sottolinea proprio Audi. L’obiettivo di Ingolstadt è proprio quella di sviluppare questa tecnologia e studiarne l’utilizzo sui modelli di produzione. Però servirà tempo. “Quello che stiamo sviluppando in pista non ha ancora trovato uno sbocco per le auto di produzione“, ha detto Tristan Summerscale, responsabile Audi Formula E, ad Automotive News. “Ci vorrà tempo perché questo avvenga“.

Ci sono diversi impedimenti a questa possibilità. Intanto, per mantenere bassi i costi (la stagione di una singola auto non può costare più di 817 mila euro per regolamento), gli elementi base sono sigillati. Motore, inverter e trasmissione non possono essere toccati. Significa che su questi elementi non vengono fatti aggiornamenti nel corso della stagione. E lo sviluppo si ferma.

Inoltre Audi usa un’alimentazione specificamente rinforzata per un pacchetto batteria di McLaren da 900 Volt. Una carica molto superiore a quella che si può trovare sulle abituali elettriche da strada. I costruttori presenti in Formula E cercheranno di ottenere il controllo completo sullo sviluppo delle batterie. Questa è la strada per arrivare poi ai modelli di produzione. “Nei prossimi sei anni non sarà possibile, ma a lungo termine è questa la direzione da imboccare“, continua Summerscale. “Si tratta di fare pubblicità ai propri prodotti e ognuno vuole mostrare i vantaggi della propria tecnologia sulle rivali. Le batterie sono il modo migliore per farlo“.

Ultima modifica: 14 Dicembre 2018