Intervista a Michele Crisci, amministratore delegato Volvo Italia

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Dal 1° ottobre 2006, Michele Crisci ricopre la carica di Presidente della Regione Italia e Grecia, mantenendo la carica di presidente e ad di Volvo Auto Italia.
Laureato in Economia e Commercio dopo una breve esperienza in ambito bancario, Crisci, 44 anni, ha iniziato la carriera nel settore auto nel 1992 entrando in Autogerma, (Seat e Audi). Nel marzo del 2001, Crisci assume l’incarico di direttore vendite di Volvo Auto Italia. Il 1° ottobre 2002 diventa direttore generale di Volvo Auto Italia, ruolo che ha mantenuto fino alla nuova nomina.

{{IMG_SX}}In che ottica si inserisce in un mercato difficile e aggressivo Volvo Italia?
“Il nostro e’ un brand Premium che si presenta sul mercato con modelli innovativi a prezzi piu’ contenuti della concorrenza. Volvo, in Italia, e’ la marca che ha la maggiore fidelizzazione. Si arriva anche al 70-80%. Noi facciamo la corsa solo su noi stessi. Non vogliamo inseguire chimere pur di fare numeri che non danno profitto.”
Chiaro riferimento alla tipica situazione delle vetture a chilometri zero che falsano il mercato a ridosso della fine del mese?
“Volvo Italia e’ cosciente di vivere un mercato ormai saturo che senza incentivi e Km zero dovrebbe attestarsi intorno ai 2 milioni di vetture all’anno. Un mercato drogato di 300/400mila vetture. Ecco che nascono determinate scelte per mantenere gli obiettivi che vengono proposti dalle case a causa di una superproduzione mondiale.”
E quindi? Cosa ha scelto in questo campo Volvo?
“Per mantenere gli obiettivi vengono spese cifre enormi per le km Zero che servono solo a mantenere la quota di mercato programmata. Volvo ha deciso di investire questi soldi a monte cercando di portare a casa vendite sane con soddisfazione dei nostri concessionari e della nostra filiale. Con questa politica la redditivita’ dei nostri concessionari rispetto al 2007 e’ cresciuta notevolmente.”
E con i numeri come la mettiamo per il 2008?
“Siamo nel target che ci eravamo dati all’inizio dell’anno. Con la casa madre abbiamo concordato che non avremmo potuto mantenere le vendite registrate nel 2007. Allo stesso tempo abbiamo concordato che le Km 0 sarebbero state solo quelle strategiche per cercare di mantenere legato a noi il cliente nei confronti di concorrenti del settore Premium che puntano molto sulle Km 0. Comunque pensiamo di chiudere intorno alle 2.000 vetture.”
Passiamo ai modelli Volvo. La V70 sta ottenendo un successo forse superiore alle aspettative andando in fatto di numeri a coprire le difficolta’ della C30?
{{}}“Noi, in verita’, anche se non lo abbiamo eccessivamente enfatizzato, abbiamo sempre creduto nella V70 che sta andando fortisssimo. Per noi la 70 facendo parte della serie Xc era destinata al succeso. Cosi’ come la Xc60 che arrivera’ presto e che sara’ una ulteriore svolta per il settore e per il nostro marchio.”
E la C30?
“E’ vero che i numeri sono stati inferiori alle previsioni, ma dobbiamo analizzare la situazione contingente di quando e’ arrivata sul mercato. Era il tempo della rottamazione che e’ serviata a dare fiato a prodotti di marchi piu’ generalisti dei segmenti C e D. Ci sono stati modelli che con la rottamazione hanno riposizionato il loro prezzo di listino anche di 5.000 euro. Nonostante questo siamo molto soddisfatti perche’ la C30 ha aperto per Volvo il mercato dei giovani e sopratutto delle donne.”
Volvo si e’ sempre distinta per essere all’avanguardia sia nel campo della sicurezza, ma anche in quello del rispetto dell’ambiente?
“La nostra casa, parlando di alimentazione, sta lavorando in due direzioni ben precise. La prima cercando soluzioni per l’immediato, la seconda guardando molto piu’ avanti. Per l’immediato gia’ nel 2010 saremo sul mercato con produzioni ibride come vuole il mercato a breve. Ma gia’ dal Motor Show del 2008 lanceremo vetture con motori “Drive I” della serie C30,C40 e V50 con limitatissime emissioni di CO2. Per il futuro stiamo lavorando sull’elettrico e sull’idrogeno, ma i tempi sono piu’ lunghi.”
Da piu’ parti si legge e si vocifera che Ford voglia vendere anche Volvo dopo Jaguar e Land Rover. Come vive la Volvo Italia questa situazione?
“Molto bene perche’ in questi ultimi anni sono cambiete molte cose nel panorama mondiale. Molte case anni addietro, hanno pensato che per superare la globalizzazione bisognasse acquistare piu’ marchi per abbattere i costi grazie alle sinergie. All’atto pratico le acquisizioni non hanno dato e non danno i risultati ipotizzati. Il cliente finale ha respinto la globalizzazione cercando i marchi che sono riusciti a mantenere la propria immagine. Ecco che Mercedes, Ford, e altre compagnie sono tornate indietro. Ford nel vendere Jaguar e Land Rover, oltre a fare cassa ha voluto concentrasi sul core business di vetture di classe media. Per rispondere e’ necessario considerare che Ford e Volvo sono due marchi globali che non hanno interferenze se non lo scambio di progettazione. Un fatto non condiviso dagli altri brand. “

 

Ultima modifica: 16 Novembre 2017