Idee d’autore per gli acquisti La parola va a Giorgetto Giugiaro

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Bellezza e semplicita’: “Le auto potrebbero costare meno, siamo viziati da lussi che non abbiamo neppure a casa”. L’immagine non e’ tutto: “Vedo anziani guidare auto sportive cosi’ scomode che li devi tirar fuori col cavatappi”

Milano, 26 febbraio 2011 – Giugiaro, dica la verita’: le macchine potrebbero costare meno?
“Certo che si’. Siamo tutti vittime di un gioco perverso: si continua ad aggiungere contenuti per essere piu’ competitivi dei concorrenti e si e’ finito con il viziare il cliente, dandogli piu’ comodita’ di quelle che ha a casa propria. Ma tutto quello che si aggiunge costa, oltre a pesare e farci consumare di piu’. Una volta nelle macchine c’era solo la spia della benzina, adesso ci sono dispositivi di ogni genere”.
 

Qual’e’ la medicina per curare questa malattia?
“Combattere l’eccesso di decorazione e di equipaggiamento: legno, cromature e fregi vari spesso sono aggiunti senza un’idea, mentre io mi batto da una vita per auto sobrie ed eleganti. Quanto agli optional, mi chiedo: abbiamo proprio bisogno dei sedili riscaldati?”
 

E allora a che cosa dobbiamo guardare quando acquistiamo l’automobile?
“E’ sempre difficile staccare l’uomo dall’ambizione di farsi rappresentare dalla macchina che guida. Ma la vera domanda che dovremmo farci e’: di che cosa ho bisogno? Di quanto spazio, di quanta potenza, di quali comodita’…Se hai difficolta’ a muoverti, non comprare un Suv che ti obbliga a salire e scendere in un posto guida sollevato. E invece vedo in giro certi anziani dentro a macchine sportive dalle quali devi tirarli fuori col cavatappi”.
 

Dov’e’ il vero progresso, oggi?
“Non nelle prestazioni. Che senso ha comprare macchine cattivissime per poi guidarle nel traffico ai 10 all’ora? Servono auto nelle quali vedere bene, viaggiare comodi, consumando poco, ma mi rendo conto che ci si voglia sentire anche appagati. Posso raccontarle un aneddoto?”
 

Prego.
“Quando disegnai la Panda, l’auto piu’ essenziale del mondo, mi resi conto subito che piaceva molto di piu’ a persone di un certo reddito che non a chi poteva permettersi solo un modello cosi’ basico, ma in realta’ aspirava a migliorare la propria immagine sociale proprio grazie all’automobile”.
 

Lei adesso lavora in un grande gruppo come Volkswagen-Audi: al di la’ degli stereotipi, che cos’hanno i tedeschi piu’ di noi?
“Hanno l’ossessione della qualita’, in modo esasperato e in ogni momento del loro lavoro. Hanno cominciato con le automobili piu’ costose, che sono diventate una bandiera anche per tutto il resto della produzione. E a tutti i livelli hanno persone molto professionali: capita di stare giornate intere a discutere della bombatura di un baule. E a molte discussioni partecipa lo stesso presidente, Martin Winterkorn, che oltre ad essere un grande manager e’ un vero appassionato di automobili”.
 

Ma non c’e’ il rischio che aziende cosi’ grandi finiscano per uccidere la creativita’? La genialita’ si sposa male con la democrazia…
“Beh, certo non e’ piu’ tempo di utopie, il colpo d’ala del designer di talento e’ benvenuto, ma solo se si giusitifica anche dal punto di vista economico. Parlo di grandi produzioni, ovviamente, mentre per marchi elitari come la Lamborghini e’ ancora possibile ideare soluzioni estreme”.
 

Forse erano piu’ belle le auto di una volta, quando si partiva da una matita e un foglio bianco.
“Ogni epoca ha macchine belle e macchine brutte. Oggi ci sono tantissimi vincoli, industriali e normativi: bisogna fare auto robuste senza farle pesare e consumare troppo…. Ma in fin dei conti tutto questo ha reso il nostro lavoro ancora piu’ stimolante”.
 

Stanno per arrivare i modelli cinesi: cambieranno la storia dell’auto?
“Non ne sono convinto. Anche perche’ cercheranno di imporci nuovi canoni estetici, ma hanno idee e storia troppo diverse dalle nostre. Vedo piu’ competitivi i coreani”.
 

Un’ultima curiosita’: perche’ un grande designer come Giugiaro non ha mai disegnato una Ferrari?
“Semplice: perche’ non mi hanno mai dato la fiducia necessaria per portare a compimento un progetto di questo genere”.

 

Ultima modifica: 16 Novembre 2017