Dalle citycar alle grandi berline

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Nei primi sei mesi gia’ superata la Toyota

Volkswagen-Suzuki un’alleanza che potrebbe sconvolgere il grande circo dell’industria dell’auto. E c’e’ chi vede, fra qualche anno anche l’arrivo dell’Alfa Romeo qualora gli uomini di Marchionne non riusciranno a rilanciarla. Ma questa e’ fantapolitica, anche perche’ non ne sapremo niente prima di due anni. Un matrimonio che lancia l’industria tedesca verso il primato di primo gruppo automobilistico mondiale e allo stesso tempo rappresenta una prospettiva credibile di sopravvivenza per l’azienda nipponica fondata agli inizi dello scorso secolo, orfana del gruppo General Motors a partire dal 2008, a seguito delle dismissioni delle partecipazioni statunitensi anche in Subaru, Isuzu e Mitsubishi. Ma il fascino maggiore arriva anche dal fatto che nei prossimo mesi si sapra’ se il gruppo cambiera’ nome, rispolverando la denominazione “Auto Union”, antico nome dell’Audi.
 

Ad oggi nel gruppo di Wolfsbur-Stoccarda-Inglostadt ci sono ben otto brand: Audi, Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche, Seat, Skoda Auto e Suzuki. Cambiara’ qualcosa anche con gli attuali partner di Suzuki, a comnciare dalla Fiat? Per adesso no perche’ e’ stato recentemente firmato l’accordo che lega le due societa’ ancora per due anni nella realizzazione della Sedici (Fiat) e Sx4 (Suzuki) costruita nello stabilimento ungherese di Esztergom. La casa giapponese ha chiuso il 2008 con un fatturato di circa 35 miliardi di dollari (80% nell’auto) ma e’ forte anche nelle motociclette. Nei primi sei mesi del 2009 ha venduto 1,15 milioni di auto contro i 3,26 di Volkswagen; la somma dei due – 4,41 milioni – supera gia’ i 3,56 venduti nello stesso periodo dalla Toyota.
 

Suzuki e’ forte nelle minicar vendute in Giappone e ha una posizione di forza sul mercato indiano, dove con il marchio Maruti ha una quota superiore al 50 per cento. Proprio la leadership in India e’ probabilmente il motivo principale dell’operazione per Volkswagen: forte in Brasile, dove contende il primo posto a Fiat, e in Cina, dove lotta con General Motors, la casa tedesca aggiunge un tassello importante in uno dei mercati che promettono per i prossimi anni i maggiori tassi di crescita. A differenza dell’intesa preannunciata la settimana scorsa tra il gruppo Psa Peugeot-Citroen e la Mitsubishi, in questo caso il partner giapponese e’ in condizioni economiche molto migliori. Suzuki approfittera’ soprattutto delle tecnologie Vw nei motori a basso consumo, e in particolare le tecnologie nei propulsori elettrici o ibridi che non avrebbe potuto sviluppare da sola.

Ultima modifica: 16 Novembre 2017